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11/02/2009

WWF PENISOLA SORRENTINA, IL DISSESTO IDROGEOLOGICO? E´ INNATURALE!

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Se dovessero dirci che il 25 dicembre è Natale e che nel primo plenilunio di primavera cade la Pasquetta, o che in inverno nevica e si va a sciare e d’estate fa caldo e si va al mare…se dovessero dirci ciò…di certo nessuno si meraviglierebbe!!!

Ma quando in penisola sorrentina piove…e piove molto…e la penisola si “sgretola e disgrega” tra frane e smottamenti…c’è ancora chi si meraviglia e invoca lo stato di calamità naturale e auspica soluzioni di emergenza.

Eppure che quando scende l’acqua in abbondanza dal cielo (gli antichi dicevano”piove che Dio la manda”) e nel nostro territorio seguono con puntualità svizzera frane e smottamenti, allagamenti e dissesti,  è cosa ormai storica, risaputa e documentata!!!

E dopo la “tragedia” appaiono, come da copione, le “parole chiave”…che rendono possibile ogni successivo investimento e intervento: “somma urgenza”, “ad horas”, “pericolo per la pubblica e privata incolumità”.

E spesso la soluzione è peggiore del male stesso, e la medicina finisce per condannare definitivamente il malato!!!

Nel dossier inviato dalla Polizia alla Procura di Torre Annunziata e al dirigente della Provincia Michele Sarno, ad agosto 2007, due mesi prima della pioggia e del dissesto dell’area stabiese, si legge “frane e smottamenti sono causati da sversamenti ed emissioni illegali e sistemi fognari di fortuna causati dal crescente fenomeno dell’abusivismo nella zona collinare stabiese”.

Succede infatti che la trasformazione irrazionale e senza regole del territorio, operata a monte, si ripercuota poi inevitabilmente a valle.E’ come un complesso gioco del “domino”, dove togliendo o spostando uno o più tasselli si finisce per compromettere l’equilibrio precario anche di tutti gli altri. L’acqua, poi, ha dei percorsi e delle dinamiche difficili e complesse da prevedere, soprattutto per chi deve tirare su muri, strade e case abusive in tempo record!!!

 

Nell’orografia del nostro territorio, attraverso millenni, si sono formati alvei, canali, canyon e forre, atti a convogliare e scaricare verso mare le preziose acque meteoriche.

Successivamente l’uomo si è arrogato il diritto di modificare la Natura a suo profitto e piacimento, incurante delle più elementari regole di prudenza e degli effetti che azioni sbagliate avrebbero avuto sul suo stesso territorio. Si è persa negli ultimi tempi la capacità (che avevano i nostri nonni) di collegare le cause agli effetti…e allora via libera agli sbancamenti, al taglio di alberi, alla captazione di acque e alla cementificazione di alvei e montagne. Accade quindi che la Natura, modificata irreversibilmente e troppo velocemente, cambia non le sue regole, che sono sempre le stesse (i fiumi scendono verso il mare e il terreno e le rocce non trattenute cadono dall’alto verso il basso), ma i suoi equilibri ormai drasticamente violati. Se a ciò si aggiunge l’esistenza di aree geologicamente pericolose da sempre, dove l’homo sapiens ha deciso di andare a costruirsi casa incurante del rischio, allora la situazione si complica ulteriormente!!!

Il WWF da anni documenta e testimonia quello che quotidianamente accade, denunciando anche le responsabilità della politica, spesso incapace (o non interessata) a risolvere le emergenze ambientali che affliggono il nostro territorio e preoccupata solo a far tacere tali voci, con la convinzione che le denunce del wwf diano un’immagine negativa della “cartolina” (ormai infranta) della penisola sorrentina. Ma tantissimi sono i gravi fatti segnalati negli anni dalla nostra associazione. Questi sono solo alcuni esempi:

 

A Piano di Sorrento, sul ciglio del Vallone Lavinola, al confine tra Piano e Meta - altezza Madonna di Rosella, il WWF denunciava “grave taglio a raso di grossi esemplari di leccio” e il Comando Polizia Municipale rispondeva solerte “trattasi di mera potatura”. Oggi al posto degli stupendi e secolari alberi sulla rupe è stato creato uno slargo, grossolanamente cementato, e poi…è crollato tutto!!! E anche dopo le “trapanature” per realizzare nuovi locali sotto una piscina abusiva, sullo stesso costone tufaceo, e dopo la puntuale denuncia del WWF, si verificò un enorme crollo…così possente da essere avvertito a centinaia di metri di distanza!!!

A Massa Lubrense il WWF denunciava taglio di rocce, sbancamento e apertura di una nuova strada carreggiabile per portare i bagnanti fino al mare e allo stabilimento in località “Le Fontane”, ma le Forze dell’Ordine locali arrivavano sul posto solo a lavori ultimati.La regia in località “Le Fontane” è stata la stessa per 5 anni: inizio abuso…denuncia wwf…un pò di tempo per completare il dissesto abusivo e portare il reato alle estreme conseguenze …e poi l’intervento della Legge!!!

A  S.Agata, in via Reola, a seguito di un progetto di rifacimento di marciapiedi, due stupendi e grossi Cedri del Libano furono tagliati a raso e i cepponi lasciati marcire sottoterra; successivamente, l’acqua piovana in eccesso, ha causato il cedimento del terreno e l’apertura di un baratro sotto l’asfalto stradale. L’episodio accaduto l’anno scorso si è ripetuto con puntualità negli ultimi giorni.

A Sorrento, in via Atigliana il WWF nel feb.08 segnalava il taglio pericoloso in atto di alberi sul ciglio di una falesia tufacea a grave pericolo di instabilità di versante e senza il nullaosta necessario della Soprintendenza. Dopo un anno proprio sotto ai ceppi ormai morti e decomposti degli alberi rasi al suolo, come da copione, il terreno è rovinosamente franato!!! Stessa regia nel Vallone dei Mulini: potature e tagli a raso degli alberi con modifica drastica del delicato equilibrio…denuncia WWF con previsione crollo e poi…frana dell’intero costone tufaceo.

A Marina della Lobra, invece, ad ogni frana del costone e relativo cantiere, aperto in “somma urgenza,” apparivano nuovi abusi sulla montagna; e poi altre frane…e nuovi cantieri…e ancora nuovi abusi…finchè la Procura non ha “bloccato il meccanismo” ipotizzando il reato di “disastro colposo” nei confronti dei responsabili.

Lavori ad horas anche per “mettere in sicurezza” ed “allargare” la via Pontone in località Tore. In questo caso, nell’accertare un presunto crollo della scarpata, il verbale richiamato al protocollo del comune faceva riferimento (come prova) ai “racconti degli abitanti” dei fatti ma, a ben guardare, con lo stesso protocollo l’oggetto poi cambiava magicamente. E chissà se un giorno qualcuno indagherà mai anche su questa vicenda da noi denunciata!!!

 

A Piano di Sorrento, in località Teresinella, la strada che da Parco Lamaro conduce fino al mare è da sempre tutta una pietraia di sassi e macigni calcarei, che continuano a rotolare rovinosamente dall’alto…tutti lo sanno…ma in pochi ricordano quando la strada fu aperta con le ruspe, e gli scogli sul mare “spianati” con la dinamite!!!E un’altra cosa che pochi ricordano è che la città di Piano di Sorrento non ha mai avuto “laghi”…o almeno fino a qualche tempo fa, quando poi qualcosa è successo nell’alveo del Rivo S.Giuseppe, all’altezza di via Formiello, dove il deflusso naturale delle acque si è pericolosamente interrotto, ed è spuntato un vero e proprio lago, profondo dopo le piogge anche qualche metro!!! Inutile aggiungere che tali acque si insinuano pericolosamente in chissà quali cavità o grotte.

Sempre a Piano di Sorrento vi è una strada che dalla Meta Amalfi conduce a Villa Rossella, l’intera area delimitata e confinata tra le suddette arterie sorge su un substrato argilloso definito dall’Autorità di Bacino del Sarno a massimo rischio di instabilità di versante…il che significa che potrebbe crollare tutto da un momento all’altro…orbene nonostante le numerose e reiterate denunce del WWF, negli anni passati, si è lasciato costruire abusivamente case, ville e quant’altro (tutte ad oggi tranquillamente abitate) proprio su di un terreno assolutamente instabile.

A Vico Equense, sulle sponde del Rivo d’Arco, un “furbo” (uno dei tanti), per simulare l’esistenza di un muro preesistente, decise di “ingabbiare” in una rete, sostenuta da tondini di ferro legati a vecchi alberi di ulivo, diverse tonnellate di pietre calcaree (precedentemente estratte dalla montagna per ricavare un locale abusivo). Immediato fu la denuncia del wwf che documentando accuratamente i fatti previde anche “la futura catastrofe”. Meno immediato fu l’intervento di chi doveva o poteva intervenire…fatto sta che, come da previsione, crollò tutto, ulivi secolari compresi, e il privato “furbescamente” chiese ed ottenne di poter “ricostruire” il muro crollato, per contenere il terreno sceso rovinosamente a valle. Inutile dire che tale muro fu costruito in difformità rispetto alle presunte autorizzazioni.Dopo anni, il wwf si accorse che i lavori abusivi continuavano e quando, alle 22 di una sera di qualche mese fa, mandò l’ennesimo fax alle Forze dell’Ordine, accadde che il mattino successivo, un povero ed onesto uomo di 72 anni già colpito da alcuni infarti, venisse aggredito e percosso dai proprietari del fondo, oggetto dei molteplici abusi, credendolo l’informatore del wwf. Il mistero è che in quel giorno non c’era stato nessun intervento delle Forze dell’Ordine…che tardò ad arrivare dopo oltre una settimana…a causa della nota fax del wwf definita “illeggibile”!!! Ma i proprietari evidentemente “presagirono” la denuncia e malmenarono “preventivamente” il presunto informatore.

E sempre nel Rivo d’Arco si verificò un crollo nell’alveo di numerosi cubi di cemento e di terreno messi in opera sulla sponda a contenimento di terrazzamenti e sbancamenti realizzati per ottenere un percorso carreggiabile di prolungamento ad un parcheggio utilizzato da una ditta di calcestruzzi.

Sempre a Vico, nel Rivo di via Antignano è accaduto che, a seguito di lavori di allargamento della stradina, finanziati con fondi POR e realizzati dallo stesso Comune, tutto il materiale estratto (terreno, pietre e quant’altro) venisse rovinosamente sversato nelle sponde dell’alveo, creando una grave modifica dello stato dei luoghi e una situazione di pericolo.

 

Questi sono solo alcuni casi dei numerosi episodi di frane e crolli (verificatisi a causa  di forsennati scavi e trapanature di terra e roccia, di lavori edili e tagli ingiustificati di alberi) da noi puntualmente e periodicamente preannunciati (parole messe a protocollo!!!) con solerzia e dovizia di particolari e, se non fosse così semplice fare tali previsioni, qualcuno potrebbe additarci a ragione per delle vere Cassandre!!!

Che la nostra penisola sia una zona a grave rischio idrogeologico (nonché sismico,) e a forte franosità e instabilità di versante, tutti lo sanno, ma stranamente se ne ricordano solo a “catastrofe” avvenuta. "Il nostro" come scriveva Antonio Cederna "… è ormai un paese dalla topografia provvisoria, anzi, un paese a termine!"

"… un'antica e radicata malformazione mentale induce a considerare il territorio una terra di conquista da manomettere, nell'assoluta ignoranza delle sue caratteristiche!"

 

E mentre scriviamo ci è arrivata l’ennesima segnalazione in segreteria della “ripresa degli scavi” di un noto e famoso albergo di Sorrento che, senza soluzione di continuità, da sempre continua ad allargarsi e a “prendere il posto della montagna” sostituendola con comode camere!!!

 

Tanto, alla fine, dopo lo “sconquasso”, arrivano i soldi…e tanti…messi a disposizione dal Settore Difesa Suolo della Regione Campania per i fantomatici interventi di messa in sicurezza.

E via con le reti, briglie e quant’altro…ovunque e comunque…(dimenticandosi dell’ingegneria naturalistica che pure esiste) anche a costo di perdere un paesaggio unico al mondo, che tutti ci invidiano e che è la fonte primaria della stessa economia della nostra costiera. Peccato che non sempre tali risorse economiche vengono investite con criterio e scientificità. Un esempio per tutti: il Vallone Porto di Positano.

Circa 500 mila euro “rischiano” di essere spesi per la “mitigazione del rischio da dissesto idrogeologico” nel vallone più disabitato dell’intera costiera e, cosa non del tutto secondaria, la mitigazione paventata appare irrilevante ma, soprattutto, il rischio parrebbe non esistere e inoltre, come se non bastasse, le relazioni tecniche che hanno portato all’autorizzazione del progetto sembrerebbero non corrispondere alla realtà come denunciato in tutte le sedi dalla nostra associazione. E se c’è un “rischio”certo, nel Vallone Porto di Positano, è la distruzione di un ecosistema unico al mondo. Ma l’Autorità di Bacino Destra Sele ha deciso, e quando si tratta di “pericolo per la pubblica e privata incolumità” tutto è lecito…anche credere all’esistenza del Muflone sulla spiaggia di Arienzo…come hanno scientificamente attestato i tecnici progettisti!!!

 

Sorrento 11-02-09

 

 

 




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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