La tornata elettorale amministrativa di tarda primavera interesserà anche la “terra furoris”. Con Minori, Atrani, Tramonti e Vietri sul mare in Costiera Amalfitana si vota anche a Furore a pochi mesi dallo scioglimento della Comunità Montana Penisola Amalfitana che è stata guidata per lustri da Raffaele Ferraioli attualmente consigliere di maggioranza, che sarà probabilmente in lizza non avendo più l'ostacolo del divieto del doppio mandato che gli impedì di ricandidarsi l'ultima volta perchè già eletto più di una volta consecutiva. Pubblichiamo un articolo di Angelo Capriglione pubblicato sul periodico Furore diretto da Donato Bella e presieduto dall'avvocato Matteo Merolla
Sono trascorsi già cinque anni dal duello elettorale tra Alfonso Avitabile e Giocondo Cavaliere, che vide prevalere il primo con un ampio margine sull’antagonista. La lista capeggiata da Avitabile poteva contare fra le sue fila Raffaele Ferraioli, allora Presidente in carica della Comunità Montana Penisola Amalfitana. Fu un duello aspro, con una campagna elettorale pure inquinata dall’esterno, che alla fine si trasformò in un attacco all’arma bianca contro Ferraioli. Il popolo rispose alla sua maniera, votando e quindi scegliendo Alfonso Avitabile come sindaco. Oggi, dopo cinque anni di amministrazione Avitabile potrebbe riproporsi alla carica di primo cittadino, ma c’è da mettere in conto la decisione di Ferraioli, che sicuramente non resterà inattivo. Non c’è stata, finora, alcuna riunione fra i componenti dell’attuale maggioranza, almeno ufficialmente, si lavora con molta discrezione. Sono iniziati i primi contatti con i potenziali candidati, ma a livello molto riservato. Una cosa è sicura: c’è bisogno di cambiamento. Il consiglio comunale che si è trascinato stancamente fino ad oggi, stentando perfino a raggiungere il numero legale quasi in tutte le occasioni, non dovrebbe essere riproponibile. Le cariche pubbliche sono facoltative e chi sceglie di assumersi un impegno deve portarlo fino in fondo e poi, eventualmente, alla fine del mandato tirare le somme e restarsene fuori. Non si può pretendere che una persona faccia della carica pubblica una missione, ma neanche è giusto che la consideri inutile, anzi dannosa e non la eserciti quando sarebbe uno obbligo morale farlo. Non è che in un piccolo paese sia facile trovare persone disposte ad accettare tali cariche, comunque, bisogna preventivamente renderli responsabili che rivestire una carica pubblica comporta anche degli oneri e non sono degli onori (mancano anche questi purtroppo). Il compito di chi avrà voglia di riproporsi deve essere principalmente quello di puntare su degli elementi che si rendano conto della responsabilità che si assumono, accettando di far parte di un’amministrazione comunale. È comprensibile l’entusiasmo di chi affronta per la prima volta un’avventura simile, non è accettabile che, in caso di delusione, si ponga in disparte non partecipando più alle riunioni o partecipando quando ne ha il tempo. È necessaria un’analisi approfondita e preventiva dell’offerta eventuale di entrare a far parte di una lista, non lasciarsi prendere dal giusto entusiasmo del momento, per poi declinare irresponsabilmente il tutto, rendendosi assenteista cronico. Nei nostri piccoli paesi, purtroppo, spesso si entra in politica per eredità: deve essere un vizio di famiglia, altrimenti non interessa. Se c’è stato il padre, è probabile che ci sia il figlio. Non c’è nulla di male in questo, l’importante è che non si precludano eventuali possibilità a chi non eredita cariche e avrebbe voglia di fare esperienza e di mettersi a disposizione della comunità, avendone le qualità. Una gran parte degli attuali amministratori dà l’impressione di trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato, ma non è così, all’epoca hanno scelto di stare al gioco e sbaglia comportandosi diversamente. C’è stato chi si è fatto carico delle deficienze altrui, in modo più che brillante, ma una squadra è fatta da tanti elementi e tutti devono cooperare con il capitano, anche quando bisogna dimostrarlo solo con la presenza ad una riunione. Il gruppo di maggioranza ha amministrato, la minoranza ha svolto il suo ruolo, tutti hanno cercato di dare il meglio, ma non è stato quanto dovevano dare, più di qualcuno si è defilato all’inizio, facendo poi perdere addirittura le sue tracce. Non è questo che i cittadini si aspettano da un amministratore comunale, dovrebbero provare a cercare di risolvere qualche problema alla cittadinanza invece di sparire nell’anonimato.
Angelo Capriglione