
Il day after il crollo della macera di via Orso Papice, che ha attirato verso la Città della Musica l’attenzione mediatica nazionale, è il turno della politica. Ed il Parco Regionale dei Monti Lattari non si fa trovare certo impreparato. Da stamane infatti, l’assessore Giovanni Stanzione, membro della giunta esecutiva dell’ente che ha sede a Corbara, è stato incaricato, dal presidente Anna Savarese, di redigere una mappatura dettagliata delle zone seriamente a rischio idrogeologico, nonché di quelle colpite dagli smottamenti degli ultimi giorni sull'asse Ravello-Atrani-Cetara. Scortato dal geologo Carmine Vitale, scarponi e RayBan Aviator, Stanzione a Ravello ha ritenuto necessario produrre un particolareggiato reportage fotografico destinato ad arricchire ulteriormente il vasto archivio del Parco. Ciò consentirà una rapida e più semplificativa individuaione e visualizzazione di quelle zone ad alto rischio idrogeologico per le quali bisognerà sostenere immediati interventi di bonifica e ripristino, sfruttando le misure finanziarie del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) che il Parco dovrebbe gestire attraverso il PIRAP (Progetto Integrato Rurale per le Aree Protette). “Già venerdì prossimo il prezioso materiale fotografico prodotto oggi in diversi centri della Costiera –ha confidato Stanzione- sarà presentato alla Regione Campania dove, con l’assessore Regionale all’Ambiente Walter Ganapini, il presidente Savarese ed una delegazione di Sindaci, faremo il punto della situazione, in modo da poter prendere i dovuti provvedimenti volti alla reale salvaguardia di un territorio tanto rilevante quanto fragile.” L’attenzione del geologo Vitale si è concentrata maggiormente sulla rupe del Cimbrone, che da Porta Donica di estende fino alla località Santa Barbara e dal quale, negli ultimi giorni, si sono registrati numerosi distacchi di frammenti rocciosi. “Per mettere in sicurezza questo costone –ha affermato Vitale- bisognerà effettuare un rilievo di laser scan per individuare lo strato della fatturazione. Dopo di che va effettuato un disgaggio delle parti instabili attraverso l’intervento dei rocciatori e tirantare i blocchi fratturati più grandi attraverso tiranti, applicandovi reti metalliche di protezione. Viste le condizioni geomorfologiche precarie della rupe –ha concluso Vitale- l’intervento è fondamentale per la sicurezza delle abitazioni e dei terreni sottostanti”. Nonostante il Comune di Ravello dal 1 gennaio non rientri a far parte della nuova Comunità Montana “Monti Lattari”, causa i tagli imposti dalla scorsa legge finanziaria, ci pensa il Parco Regionale dei Monti Lattari a non far mancare il proprio apporto verso le problematiche che attanagliano l’intera Costa d’Amalfi. Emiliano Amato
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