SALERNO, PER IL MALTEMPO 51 MILIONI DI EURO DI DANNI
La conta dei danni è ancora parziale
ma già esibisce valori da disastro economico. La stima «prudenziale»
(sottolinea l’assessore all’Agricoltura) accredita un valore di 51
milioni di euro per i danni provocati dal maltempo. Pesante gli effetti
sulle infrastrutture: circa 50milioni, la risorse che dovrebbero essere
stanziate per ripristinare impianti industriali, stabilimenti balneari
e assi di collegamenti stradali, colpiti dal maltempo. Oltre un milione
il danno arrecato alle colture. Compiuta la ricognizione è partita
l’iniziativa della giunta provinciale che ieri sera ha deliberato la
richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale per la
provincia di Salerno; non ultimo, l’adozione di provvedimenti
straordinari per il ripristino delle strutture danneggiate e per venire
incontro alle esigenze delle imprese interessate. «Alla richiesta dello
stato di calamità naturale - spiega il presidente della Provincia
Angelo Villani - dovranno seguire interventi straordinari per mettere
le imprese nelle condizioni di superare le difficoltà derivanti dalle
avverse condizioni climatiche. La Provincia è costantemente impegnata
in programmi di tutela, salvaguardia e manutenzione del patrimonio
ambientale, agricolo e strutturale della provincia e, in questo
momento, si fa carico delle esigenze ed emergenze venutesi a creare».
Villani ricorda che «per fronteggiare gli eventi calamitosi, la
Provincia ha più volte stanziato propri fondi necessari a realizzare
azioni utili al rispetto del sistema eco-ambientale e idro-geologico,
intervenendo con tempestività e costanza». L’iniziativa di Palazzo S.
Agostino viene accolta con soddisfazione dagli operatori economici.
Ieri mattina, il presidente provinciale della Confcommercio Guido
Arzano aveva stilato un prima drammatico bilancio degli effetti del
maltempo. Arazano aveva segnalato «strutture completamente distrutte»
nella litoranea tra Salerno e Pontecagnano mentre a Vietri il problema
sono i pozzi intasati «per cui sicuramente ci saranno ripercussioni
sull'avvio della prossima stagione turistica». A Castellabate «è quasi
scomparsa la spiaggia» mentre ad Ascea è «totale la distruzione dei
lidi e del lungomare». Il presidente provinciale di Confcommercio ha
annunciato un passo ufficiale alla Regione: «Chiederemo al presidente
Bassolino e all'assessore Velardi misure urgenti. A partire dal
riconoscimento dello stato di calamità naturale, unico strumento per
«permettere alle tante aziende colpite dal maltempo di non interrompere
la pianificazione delle iniziative e la tenuta del settore non solo
turistico-alberghiero ma anche di quello primario». Il Mattino