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26/01/2009

MASSA LUBRENSE IL TESORO DIMENTICATO DELLE I.P.A.B

Così titolava, nel 1997,  Carlo Clericetti, su Repubblica, un interessante articolo dedicato alle IPAB.

Clericetti scriveva:

“Nell' Italia che tira la cinghia e taglia lo Stato sociale c' è un tesoro che pochi conoscono…

è il patrimonio delle Ipab, Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza, … che con una maggiore attenzione dei poteri pubblici sia da un punto di vista normativo che dei controlli, potrebbe fornire preziose risorse aggiuntive per la gestione dei servizi di welfare.”

Si tratta di un richiamo quanto mai attuale oggi che sperimentiamo una crisi economica palpabile, e stiamo  imparando a ‘tirare la cinghia’  aspettando un peggio annunciato con un’enfasi che impedisce di prendere per buoni gli incoraggiamenti di chi ci offre la scappatoia dell’ottimismo ad ogni costo.

C’è chi non riesce ad arrivare alla quarta settimana del mese e chi non ce la fa neanche a coprire il fabbisogno della famiglia già dalla terza settimana.

Finito il tempo delle cicale, ci accorgiamo di quanto sia difficile diventare formiche, soprattutto quando pensiamo alle difficoltà di garantire efficaci protezioni a quelle categorie ‘più deboli’per le quali, a chiacchiere, siamo tutti preoccupati.

Il binomio difficoltà delle categorie più deboli e potenzialità degli enormi patrimoni delle IPAB si è imposto nel momento in cui ho letto di episodi scandalosi di mala gestione di questi patrimoni e  mi sono accorto di avere a portata di mano un esempio emblematico.

Parlo della IPAB di Massa Lubrense che già nell’intestazione si presenta come Istituzione destinata a   garantire ai bambini del comune e alle famiglie meni abbienti, servizi sociali dignitosi.

Ricordiamo che le IPAB sono Enti Pubblici dotati di patrimoni creati da antichi benefattori privati.

Ricordiamo anche che con la legge n. 753 del 1862 lo Stato assorbì queste Istituzioni, le legittimò confermandole con Decreti Reali, Statuti sottoposti al vaglio del Consiglio di Stato e che poi le regolamentò nel 1890 con quella che è conosciuta come Legge Crispi.

Un iter che testimoniava il livello di importanza che si attribuiva a queste Istituzioni.

A Massa Lubrense venivano ‘elevati’ al rango di IPAB tre Conservatori che per anni hanno avuto gestione autonoma e che nel 1974 venivano fusi in un’unica IPAB.

Poi si è reso necessario un nuovo intervento che ne adeguasse la gestione all’evoluzione sociale.

La IPAB di Massa Lubrense dal 1999 ha una nuova denominazione: si chiama

 “Istituti Riuniti di ASSISTENZA ALL’INFANZIA – S. Teresa, SS Rosario, Ave Gratia Plena” ha un unico Statuto a norma del quale tutti e tre i Conservatori DEVONO (DOVREBBERO) - rispettare i diritti dei “destinatari degli interventi di assistenza e beneficenza che sono bambini e ragazzi in età di obbligo scolastico…, residenti nel comune di Massa Lubrense”; mentre “Tutte le risorse dell’Ente DEVONO (DOVREBBERO) essere destinate direttamente o indirettamente al raggiungimento delle finalità istituzionali.”

DEVONO (DOVREBBERO) cioè

1) promuovere iniziative di supporto educativo e culturale;

2) attivare interventi a favore dei bambini in situazione di svantaggio socio-culturale o di handicap;

3) approntare i mezzi e l’ambiente più opportuni per favorire il processo di socializzazione, per prevenire fenomeni di disagio giovanile;

4) svolgere attività artistiche e culturali…;

5) attivare interventi diretti di assistenza straordinaria.

La storia racconta che:

Il Conservatorio S. Teresa, fondato dal Parlamento di Massa Lubrense nel 1681 e confermato con D.R. del 20 aprile 1973 possiede un notevole patrimonio formato da numerosi fondi agricoli e da un pregevolissimo immobile di circa 3.700 mq.

Il Conservatorio SS Rosario, fondato dalla Nobildonna Cristina Olivieri nel 1732, confermato con DR  nel 1875 e il Conservatorio Ave Gratia Plena, fondato dal medico Marco Cangiano nel 1594 e confermato con DR  1872 hanno una storia più complessa e gravissime inadempienze che hanno sottratto ai beneficiari statutari della IPAB benefici  garantiti da contratti regolarmente sottoscritti.

 

Tutti e tre i vecchi Statuti precisavano che il servizio della Istituzione era affidato ad ‘oblate’ e ‘converse’ che risiedevano negli stabili dei Conservatori e dipendevano dal Consiglio di Amministrazione formato da tre laici eletti dal Consiglio comunale.

Le antiche leggi, come le più recenti vietano che i patrimoni delle IPAB vengano sottratti al proprio fine perché sono soggetti alla indisponibilità di cui all’articolo 828 del C.c.

Mentre la  Corte dei Conti - sezioni centrali – con Sentenza del 3 febbraio 1999 n. 36  afferma un principio che ha carattere generale e che mentre sancisce l’assoluto divieto per gli Enti Pubblici di cedere  Beni a titolo gratuito,  precisa che i beni che appartengono alla comunità debbono avere sempre una valenza positiva e devono essere utilizzati, direttamente o indirettamente, ma in ogni caso non possono essere improduttivi”

Impensabile il solo tentativo di sintetizzare la storia dei tre Conservatori che è raccontata in un libro dal titolo “I Conservatori di Massa Lubrense” scritto e offerto a titolo gratuito dalla dott.ssa Maria Teresa Morvillo.

La lettura del testo con il suo ricco corredo di documenti può dare la misura dell’enorme danno arrecato ai massesi dall’uso improprio di un enorme patrimonio.

Voglio limitarmi ad un solo spezzone di questa storia ed in particolare alle vicende legate al Conservatorio S. Teresa avvertendo comunque che gli alti e bassi che la gestione di tutti e tre i patrimoni ha risentito, nel tempo dello stile gestionale di diverse Amministrazioni comunali (è il Consiglio comunale che nomina gli amministratori dell’Ente) e delle scelte dei diversi amministratori della IPAB.

Senza andare troppo lontano provo a richiamare i fatti salienti.

Anno 1974, con la delibera n. 11 il Consiglio di amministrazione il C.d.A propone alla Regione la fusione dei tre Conservatori, un nuovo statuto e una nuova intestazione “ Conservatori Laicali Riuniti –S. Teresa, SS. Rosario, Ave Gratia Plena.  Nel testo di quella delibera regolarmente approvata dall’organo di controllo e non gravata da opposizione di sorta, si legge: 

“...nella bella sede del Conservatorio S. Teresa vi è la possibilità di sviluppare tutta l’attività di assistenza e beneficenza cui i tre Enti (S.Teresa - Ave Gratia Plena - SS. Rosario) sono preposti mediante la educazione, istruzione ed assistenza di fanciulli poveri del Comune...”.

 

Anno1997,  viene eletto un nuovo Consiglio di Amministrazione che delibera di destinare a verde attrezzato il giardino adiacente al complesso monumentale.

Immediato il ricorso al TAR Campania, avanzato dalla Congregazione religiosa che attualmente occupa, senza titolo, sia l’immobile che il giardino, con richiesta di sospensiva, sostenuta dalla pretesa del Monastero di diritti dominicali sul cespite.

Tempestivo il riscontro del Giudice amministrativo che rigettava la richiesta di sospensiva bocciando la pretesa di quel diritto di proprietà. La Delibera si salva, perché il legale del monastero abbandona la questione. La delibera resta vitale, ma non è possibile darvi esecuzione per due motivi…. 1) la Priora nega l’accesso al fondo di tecnici incaricati dei rilievi; 2) il Sovrintendente ai BB.AA.AA. insidia la speranza di vedere i bambini in quel preziosissimo sito quando, in una nota indirizzata al Presidente di Italia Nostra, Avv. Guido Donatone  “comunica che all’Amministrazione di Massa Lubrense, nonostante nessun atto o richiesta sia mai stata avanzata a questa Soprintendenza è già stata comunicata verbalmente la non fattibilità di alcuna opera incompatibile con la tutela del complesso monumentale e dei suoi spazi pertinenziali , di cui il giardino è parte integrante” (a buon intenditor….)

 

Anno 1999 – Nuovo Atto Amministrativo del  C.d.A della IPAB che   DELIBERA

“Di dare atto che la determinazione del Commissario Straordinario Nicola Persico del 7 gennaio 1942 con la quale si cedeva in uso alle suore, che gestivano l’orfanotrofio femminile per conto del Conservatorio S. Teresa, una parte dello stabile omonimo,  ha perso efficacia quando i fini della cessione sono venuti a mancare a causa della soppressione dell’orfanotrofio e, in conseguenza, la revoca.”

Immediato il ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica da parte del Monastero.

IL presidente della Repubblica DECRETA che “Il ricorso straordinario proposto dal Monastero di Clausura S. Teresa delle Carmelitane Scalze di Massa Lubrense E’ RESPINTO (Roma 25/2/2002)

A seguire altro ricorso (per revocazione) al Presidente della Repubblica, altra bocciatura.

“Il Presidente della Repubblica DECRETA che “Il ricorso straordinario proposto dal Monastero di Clausura S. Teresa delle Carmelitane Scalze di Massa Lubrense E’ DICHIARATO INAMMISSIBILE (Roma 19/6/2003)

Attualmente nel giardino crescono rigogliosi broccoli, pomodori, peperoni e cetrioli e…i bambini hanno fame di spazi e di servizi sociali dignitosi.

Un piccolo gruppo di anziane Suore provvede a lustrare i pavimenti e a lucidare gli argenti e prepara quegli immensi spazi per quando finalmente arriveranno gli ospiti che sono numerosi soprattutto d’estate, come ha scritto in una nota una Priora del Monastero.

…e i bambini continuano ad aver fame di spazi e di servizi sociali dignitosi.

La storia delle IPAB è complessa….

La storia della IPAB di Massa Lubrense va affrontata a segmenti, tante vicende ingarbugliate l’hanno vista protagonista.

Ci rileggeremo.

 

Arturo Terminiello




Inserito da:
raffaele pirozzi - raffaele.pirozzi@email.it

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