
COSTIERA AMALFITANA CRISI TURISMO
Ripensare il turismo, trovare nuove forme di aiuto come lo studio dei flussi turistici e limitare i tagli di listini e personale massimo al 15%. Queste sono le previsioni degli albergatori per l’anno che verrà (dalla Costiera Amalfitana, Positano, Amalfi e Ravello già parlano di tagli da due mesi, NdPN). Ipotesi che lasciano presagire, su tutte, un aumento del tasso di disoccupazione. «Il prossimo anno dovremo operare dei tagli sul listino che comporterà inesorabilmente una riduzione di servizi e personale, anche se le collaborazioni sono quelle che ci stanno più a cuore – dice il presidente dell’Apas, Lorenzo Cinque - Se riusciremo a tenere intorno al 10-15% il calo di occupazione sarebbe una grande vittoria. La nostra paura più che le previsioni è mettere in moto la macchina così come accaduto negli anni passati con il personale al completo». Un anno per nulla roseo il 2009, stando a Federturismo Salerno che attesta il calo di presenze durante il periodo natalizio intorno al 50%. Ma nonostante ciò si guarda avanti adeguandosi a quello che è l’andamento del mercato e più in particolare a quelle che sono le nuove forme di attrazione del turismo come ad esempio il last minute. «Le previsioni non sono assolutamente buone – prosegue Lorenzo Cinque - A nostro favore gioca solo un fattore: i last minute. La gente che una volta prenotava in anticipo oggi guarda alle ultime offerte. Così come accade negli Stati Uniti dove tutte le offerte di viaggio presentano sconti. Il mercato è abituato a operare con così e questo sta spingendo il turismo internazionale a calibrarsi su questo sistema. Anche noi ci stiamo adeguando anche se è difficile capire le intenzioni del mercato». Per questo gli albergatori salernitani chiedono di essere messi in condizione di poter aggredire quei segmenti di mercato che guardano con attenzione e con piacere all’Italia. «Dovremmo capire come si muovono questi flussi - spiega poi Cinque – E questo dovrebbero dircelo un osservatorio o l’ufficio statistiche della Federico II. Ma anche gli Ept. Non solo flussi, ma anche durata dei soggiorni. E importante sapere mediamente quanto tempo ci si ferma in una località in modo da regolarsi con un’offerta capace di allungare il periodo di permanenza». Ma non è tutto. Già, perché a proposito dei grandi attrattori al di là del turismo balneare, gli albergatori guardano favorevolmente alla valorizzazione delle tipicità locali. «Bisogna cominciare a portare i turisti a vedere come si fa la mozzarella o presso la scuola della pizza a Paestum, piuttosto che il corallo a Torre del Greco – aggiunge poi Cinque - Oggi non è più possibile fare previsioni. Il comparto sta facendo promozione nel settore dei matrimoni ma la crisi attanaglia anche quest’ambito che attecchiva molto nei paesi del Regno Unito. Non possiamo aggredire il mercato cinese perché cercano siti archeologici e sono poco legati al mare. Abbiamo interesse per il Giappone che pure ha problemi non indifferenti. Insomma, per quest’anno dobbiamo affidarci solo alla clemenza del tempo e alla qualità del mare».(Mario Amodio, Il Mattino)