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15/11/2008

DE MASI, LA GESTIONE DELL´AUDITORIUM ALLA FONDAZIONE RAVELLO

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Ravello, Costiera Amalfitana. Diciottomilioni di euro investiti dalla Regione Campania per l'auditorium di Ravello, Città leader nel turismo della Costa d' Amalfi,  sembrava quasi naturale che la gestione dell'auditorium andasse alla Fondazione Ravello, che gestisce il Ravello Festival, ma mancano pochi mesi e non si sa nulla.. Intervista di Positanonews a Domenico De Masi, Presidente della Fondazione Ravello.

 Si parla di Fondazione 2 per gestire l'auditorium che ne pensa? Longanesi diceva che “gli italiani alla manutenzione preferiscono l’inaugurazione”. Il Comune è socio fondatore della Fondazione Ravello che, per statuto, deve gestire e valorizzare i beni culturali del paese. Questa Fondazione ha dimostrato ottime capacità creative e organizzative al punto da meritare l’ambitissimo Premio Leonardo da parte della Presidenza della Repubblica, dell’ICE e della Confindustria. Nei suoi Consigli direttivi siedono un ministro in carica, due ministri del Governo-ombra, il Presidente e il Direttore Generale della Fondazione Monte Paschi, il Direttore Generale dei Beni Culturali della Campania, il Presidente della Provincia, ecc. Come mai, di fronte a un’organizzazione così prestigiosa, efficiente, bella e pronta, il Comune, che pure ne fa parte, si inventa la via lunga e complicata di una nuova fondazione? Gli sfugge l’anomalia per cui, in un piccolo territorio, si finirebbe per avere ben due fondazioni che si sovrappongono e rischiano il conflitto? La ragione è presto detta. In uno scambio di idee e di lettere, tra mille giri di parole, il Vice-sindaco Di Martino ha dichiarato che il Comune sarebbe disposto ad affidare la gestione dell’auditorium alla Fondazione Ravello solo se questa si sbarazzasse di Secondo Amalfitano, estromettendolo dalla direzione di Villa Rufolo e da qualunque altro ruolo nella Fondazione. Come si vede, di fronte a un’impresa nobile e complessa come il lancio di un capolavoro architettonico, si ritorna alle piccole beghe paesane che la Fondazione dignitosamente ignora. Mentre conduceva questa impossibile trattativa, il Comune percorreva anche una seconda strada, senza nulla far sapere alla Fondazione Ravello. Affidava cioè a due società di consulenza l’elaborazione di un “Modello di gestione dell’Auditorium Oscar Niemeyer”. L’astruso modello che ne è venuto fuori, contenuto in un apposito documento, prevede la costituzione di una nuova fondazione, con relativa ipotesi di statuto. Per tradurre in pratica questo “modello”, occorrono molti soldi e il Comune li ha chiesti alla Regione, agli albergatori, agli operatori commerciali, alla Carisal. La Carisal non ha fatto sapere ancora nulla; gli altri tre potenziali soggetti hanno rifiutato la proposta. Inoltre, il giorno 4 novembre il Consiglio Generale di Indirizzo della Fondazione Ravello si è riunito e ha proposto al Comune una struttura organizzativa semplice ed efficace per gestire sinergicamente l’Auditorium, la villa, il Festival e la scuola di management culturale. Inoltre il Consiglio, su proposta del Consigliere On. Brunetta, ha chiarito che, qualora il Comune creasse una seconda fondazione, entrerebbe automaticamente in conflitto di interesse con la Fondazione Ravello, dalla quale sarebbe costretto a uscire. Sta ora al Comune prendere una decisione in merito. In fine, il Consiglio ha ribadito, con un elenco di ben 20 motivi, che la Fondazione Ravello ha tutte le carte in regola per gestire quell’Auditorium che ha ideato, difeso e contribuito in modo determinante a realizzare. Domanda: Come crede si risolverà il conflitto politico che lacera Ravello? Risposta: Questo conflitto, che si trascina da venti anni, è ormai agli sgoccioli. La stragrande maggioranza dei ravellesi, composta da persone serie e laboriose, preferisce la concordia e guarda al futuro con lungimirante intelligenza. Domanda: Come pensa che verrà utilizzato l'auditorium? Risposta: Dipende dal soggetto che lo gestirà. Questo capolavoro architettonico, che tutta l’Italia ci invidierà, è una macchina splendida ma non semplice, che può restare sottoutilizzata (come lo è attualmente il suggestivo complesso dell’Annunziata, in mano al Comune) ma può anche diventare il motore di tutta l’economia locale, soprattutto durante il semestre invernale. Tutto lascia prevedere che nei prossimi due o tre anni la crisi turistica perdurerà. L’Auditorium, se ben gestito, rappresenta l’unica carta vincente per controbilanciare gli effetti negativi di questa crisi, offrendo agli alberghi e a tutto il mercato del lavoro locale un volano prezioso. La Fondazione Ravello possiede tutta la professionalità e l’esperienza per organizzare, fin da subito,sia l’inaugurazione che la gestione dell’Auditorium. Faccio un esempio: questa sera l’Ambasciatore del Brasile mi ha invitato a una cena con i Presidenti Lula e Napolitano. Sarebbe una preziosa opportunità per convincere entrambi a presenziare l’inaugurazione dell’Auditorium. Ma, dati i rapporti con il Comune, non posso azzardare un simile invito e Ravello perderà una straordinaria occasione di visibilità internazionale. Domanda: Come dovrebbe essere utilizzato l’Auditorium? Ha già delle idee? Ci sono studi al proposito? Che progetti? Risposta: Da tre anni la Fondazione Ravello studia il mercato turistico, soprattutto del semestre invernale, per mettere a punto un programma eccellente di valorizzazione dell’Auditorium attraverso quattro festival stagionali e una serie di iniziative convegnistiche. Per preparare in tempo utile il personale indispensabile a questa gestione eccellente, già da tre anni ha creato la Scuola di Management Culturale. Inoltre l’Auditorium, grazie alla fama del suo progettista, può diventare un ponte tra l’Italia e un paese emergente come il Brasile. A tale scopo, già da alcuni anni a questa parte, la Fondazione ha portato a Ravello i più importanti ministri, governatori, imprenditori, giornalisti e intellettuali brasiliani. Per l’inaugurazione, da far coincidere con il Festival, avevamo già pensato alle orchestre e agli spettacoli giusti, italiani e brasiliani, ma via via stanno scadendo tutti i termini di prenotazione. Per valorizzare l’Auditorium occorre un fitto programma di convegni, concerti e spettacoli, secondo il modello vincente offerto dalla Città della Musica a Roma. Ma la Città della Musica avviò le operazioni organizzative degli eventi e del fund raising con due anni e mezzo di anticipo rispetto all’inaugurazione dell’opera. Se, come tutto lascia prevedere, l’Auditorium di Ravello sarà pronto entro la prossima estate, siamo già in gravissimo ritardo. L’ho scritto più volte al Comune, già da molti mesi a questa parte. Domanda: Allo stato delle cose cosa si farà all'auditorium nel 2009? Risposta: Che io sappia, il Comune proprietario non ha ancora programmato nulla. Se anche andasse avanti la sciagurata idea di una seconda fondazione, ci vorrebbero mesi prima che essa diventasse operativa. Durante l’estate 2008 il Comune ci ha negato il permesso per mettere una bacheca davanti a Villa Rufolo; ha fatto rimuovere i festoni che avevamo collocato in piazza; ci ha fatto pagare l’occupazione del suolo per quattro bacheche. Con queste premesse, credo che non ci farà fare nell’auditorium neppure le prove orchestrali dei concerti sinfonici. D’altra parte, oggi il Comune è gestito proprio dalle persone che accanitamente avversarono la costruzione dell’Auditorium. E’ dunque comprensibile che, a prescindere da ciò che esse dicono, il loro inconscio continua a remare contro questo capolavoro.

Michele Cinque

 In allegato il documento della Fondazione Ravello sui motivi per i quali l'auditorium deve essere gestito dalla Fondazione stessa




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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FONDAZIONE RAVELLO IL DOCUMENTO SULL'AUDITORIUM



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