Oggi controlli dell'Asl in esercizi commerciali e ristoranti in cui potrebbe esserci ancora qualche prodotto sospetto Quasi una tonnellata di prodotti ittici avariati e malconservati è stata sequestrata ieri dalla Capitaneria di porto di Salerno. Il titolare di una nota ditta di import ed export salernitana (di cui non sono state rese note le generalità) è stato denunciato con l'accusa di detenzione e commercializzazione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Il pubblico ministero del Tribunale di Salerno, Antonio Cantarella, non ha iscritto ancora nessuno nel registro degli indagati, ma le indagini continuano e non è detto che già nei prossimi giorni si possa arrivare ad una svolta che miri a far luce su un commercio internazionale di prodotti avariati. Anche perché, tanti ristoranti e supermercati salernitani si rifornivano dal grossista per riempire le proprie tavole e i propri banchi frigo. E già da oggi, i medici veterinari dell'Asl Sa2 ispezioneranno tutti gli esercizi commerciali e i locali addetti alla ristorazione, all'interno dei quali è ancora possibile trovare qualche confezione acquistata dalla ditta denunciata. Le indagini sono scattate qualche mese fa ed hanno riguardato l'intera filiera della pesca e della commercializzazione di prodotti ittici. Poi, ieri, c'è stata l'irruzione, all'interno dello stabilimento di import ed export, dei militari della Capitaneria di porto, diretti dal comandante Vincenzo De Luca, supportati dai medici dell'unità veterinaria dell'azienda sanitaria locale. Il pesce - polipi, astici, pesci spada, calamari, gamberetti e cernie era conservato in celle frigorifero senza essere confezionato, oppure celophanato in buste semiaperte e comunque insudiciate. Altro materiale, invece, veniva lasciato sul pavimento o sugli scaffali senza protezione. Difficile anche accertare la provenienza dei prodotti immessi nel mercato. Perché, nonostante le confezioni riportassero il marchio di ditte note a livello nazionale nella produzione di pesce, tuttavia, mentre su alcune buste veniva indicata la provenienza del prodotto nella stragrande maggioranza importato dalla Cina o dall'India - su altre, invece, era completamente assente il dato attestante la provenienza. E le indagini della Procura sono indirizzate proprio a far luce su eventuali ditte conniventi che a loro volta rifornivano il grossista salernitano. I prodotti sequestrati sono stati distrutti e smaltiti con l'ausilio di una ditta specializzata nello smaltimento dei rifiuti speciali contaminati. Angela Cappetta