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14/10/2008

Un Geopark dei Lattari, prende corpo l’idea lanciata dal Parco Regionale dei Monti Lattari

100 sono le grotte esistenti nel territorio dei Lattari, molteplici le rilevanze geomorfologiche di questo territorio, tali da candidare sin da subito l’area per la realizzazione di un GeoPark.

 

Preceduto da una visita guidata alla Grotta di Scala (conosciuta come Grotta del Dragone) si è tenuto ieri, 13 ottobre, nell’Auditorium Comunale di Scala il seminario Il Parco custode del paesaggio e dell’ambiente in tutte le sue  componenti: il progetto Geopark per la difesa e valorizzazione del patrimonio geologico, promosso dal Parco Regionale dei Monti Lattari, nell’ambito del progetto Il Parco Incontra le Scuole.

 

Tre ore di confronto tra esperti geologi, speleologi, amministratori locali, rappresentanti dei Parchi campani, hanno portato all’individuazione di un preciso percorso da seguire per la creazione di un GeoPark nell’area dei Lattari, da far confluire successivamente in una rete di GeoPark campani.

 

Come sottolineato dal Prof. Aldo Cinque, molteplici sono le rilevanze geomorfologiche del territorio dei Lattari. Più di 100, hanno sottolineato Sossio Del Prete della Federazione Speleologica Campana e Umberto del Vecchio, curatore del Catasto delle Grotte della Campania, sono le grotte esistenti nel territorio dei Lattari, molte delle quali di grande importanza storica e geologica. E tra queste la Grotta dello Smeraldo, la Grotta di Santa Barbara di Pomerano, la Grotta di Capriglione di Positano, la Grotta di Marmuriata di Ravello, la Grotta Mirabella situata ai piedi del Monte Pertuso, la Grotta dei Santi di Amalfi, lo Spacco della Jala, la Grotta dello Scrojo.

 

Nel corso del seminario, su invito del Presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, Anna Savarese, si è discusso anche dell’impatto che può avere un GeoPark su questo territorio. Un GeoPark rappresenta esclusivamente un’opportunità di valorizzazione e di protezione o può contenere un rischio di compromissione di questo patrimonio?

 

Come ricordato dal Prof. Cinque la creazione di un GeoPark rappresenta uno strumento di valorizzazione del patrimonio geomorfologico di un territorio, contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza, a esaltarne la valenza storica e non in ultimo a promuovere uno sviluppo ecocompatibile  del territorio, grazie all’attivazione di specifici flussi turistici.

 

Il censimento dei siti geologici, la creazione di una carta dei geositi e l’inserimento del patrimonio geologico nel piani di sviluppo del Parco dei Monti Lattari rappresentano i primi passi da compiere per la futura creazione di un GeoPark dei Lattari.




Inserito da:
raffaele pirozzi - raffaele.pirozzi@email.it

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