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03/05/2006

Camorra anche in Costiera Amalfitana

Camorra in Costiera Amalfitana chi cerca di comandare

Amalfi. Indagini a tutto campo delle forze dell’ordine sugli investimenti immobiliari e sulle nuove infiltrazioni della delinquenza organizzata in Costiera Amalfitana.  Da un dossier dei carabinieri, sembra che vi sia in atto un riequilibrio fra i clan che sposterebbero gli interessi dei Gentile di Agerola sui paesi della Costiera Amalfitana.

“Le preoccupazioni sono fondate – spiega il presidente della commissione regionale anticamorra Tonino Scala dei comunisti italiani -, in realtà la camorra sta facendo il salto di specie proprio in Costiera Amalfitana e Sorrentina, qui ci sono investimenti di persone che sono veri e proprie prestanome e noi cerchiamo di intervenire, le istituzioni locali preferiscono non pensarci, cercano di rimuovere il problema, mentre sarebbe necessario  creare un’osservatorio bisogna iniziare a capire da dove arrivano i soldi, la camorra ha fatto il salto di specie. il fenomeno della camorra non è solo il morto ammazzato – continua Scala -. C’è anche un altro grande fenomeno sugli immobili di tipo turistico, ci sono improvvise cessioni e questo è dovuto anche all’usura che è presente sul territorio, le istituzioni locali sono riottose ad affrontare il problema, ma esiste.”

Sugli investimenti immobiliari in Costiera ci sono state, e ci sono, operazioni sospette, dai Citarella a Maiori a Positano, dove hanno operato intermediari o acquistato beni dei prestanome, ma anche, secondo deposizioni di pentiti, a Ravello, mentre è ancora da chiarire l’omicidio avvenuto a Tramonti lo scorso dicembre, come pure incendi dolosi avvenuti negli anni scorsi a Furore e Scala. Il dossier dell’Arma sarebbe nato dall’analisi della scissione tra i Gentile e gli Afeltra-Di Martino: i primi lasciano Agerola agli ex amici e si trasferiscono definitivamente in costiera amalfitana; a Santa Maria prenderebbe forma il nuovo clan capeggiato del presunto boss Antonio Esposito. Castellammare resta salda nelle mani dei D'Alessandro sotto la guida del super ricercato Pasqualino. Dall'attività investigativa è emersa la rottura dei rapporti tra gli Afeltra-Di Martino di Pimonte e i Gentile di Agerola. Una separazione consensuale che avrebbe così evitato l'inizio di una nuova faida di camorra. E come in tutte le normali separazioni resta da attribuire i beni e dividere il patrimonio. Risorse che si riassumono sotto la parola estorsioni e spaccio di droga. Secondo gli investigatori, dopo aver stabilito una sorta di patto di non belligeranza, sarebbe giunta la spartizione del territorio. La cosca del presunto capoclan Giuseppe Gentile (attualmente in libertà), cognato di ras di Pimonte Raffaele Afeltra detto «'o burraccione», nel carcere di Parma, avrebbe pertanto deciso di abbandonare la terra d'origine per trasferire i suoi interessi esclusivamente in costiera amalfitana, in particolare a Furore, Tramonti, Conca dei Marini, Ravello  e Scala.  A Scala in particolare sarebbe presente anche un piccolo nucleo delinquenziale locale con rapporti ancora da definire con i Gentile, mentre sono da chiarire i rapporti di questo clan con quelli dell’agro noverino-sarnese da sempre interessato a Tramonti e Maiori. “Che la camorra non si manifesti in Costiera Amalfitana non deve far stare tranquilli – dice Scala -, nelle località turistiche arriva con gli investimenti immobiliari e tutti sono tenuti a non sottovalutare il fenomeno come purtroppo si sta facendo.”

Michele Cinque

 

 

 

 

 

 




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