Si è tenuto a Gragnano il seminario sulla legalità del Parco dei Monti Lattari, area che comprende la costiera amalfitana e la penisola sorrentina. Il convegno ha evidenziato la carenza dei comuni per quello che riguarda la giustizia legata alla salvaguardia del territorio, l'intervento del procuratore Marmo, della Procura di Torre Annunziata compentente per il territorio di Sorrento e dintorni, è stato estremamente stimolante dimostrando che alla fine si può fare molto anche essendo in pochi, evidenziando anche in maniera schietta e diretta, come sia poi difficile a causa delle solita e odiosa burocrazia rendere attuabili i provvedimenti giudiziari, o per cavilli o per mancanza di fondi per eseguire le demolizioni, il capo della procura di Torre Annunziata ha puntato decisamente il dito su chi si nasconde e chi non si assume la proprie responsabilità, scaricandole invece sugli altri, innescando un simpaticissimo dibattito con l'ing.Sciannimanica dello staff della Cundari alla Regione Campania che ha tenuto a precisare che urbanisticamente la Regione Campania non è stato proprio immobile, per cui ha invitato ai comuni di accedere ai fondi nazionali, previsti per le azioni di demolizioni, lì dove necessario.
Gli industriali della provincia di Napoli invece lamenta la grande carenza di regole precise e snelle per favorire e non "ingessare" l'industria e la prodduttività
Il Sindaco di Gragnano invece ha ribadito la assoluta necessità da parte del parco di riappropriarsi dei territori di grande valenza ambientale.
Alla fine va dato atto che la presidente Savarese è convinta della necessità di calare il parco il più possibile al'interno dei comuni in tutti i sensi, auspicando ulteriormente l'interazione tra gli enti per far sì che il parco diventi non un "vincolo" ma motivo di sviluppo.
L'ex Sindaco di Positano Pietro Ottavio Fusco ha ribadito il grosso problema dei condoni non chiusi che a parere suo non fanno che incentivare i fenomeni di abusivismo. Assenti gli amministratori dei comuni della costa d' Amalfi e Sorrento, erano presente le associazioni ambientaliste di Positano, rappresentante dalla Gea, e il WWF Penisola Sorrentina con Claudio d'Esposito che è intervenuto sull'oasi Vallone Porto che è un'area di grande valore all'interno del Parco minacciata da lavori di imbrigliamento cementizio considerati ormai unanimamente inutili dalle principali associazioni ambientaliste italiane.
N.B.