CAVA DE TIRRENI, IL SINDACO CONTRO LE CAMPANE. SUONANO TROPPO
«Fate suonare le campane soltanto per un minuto». Questo l’appello lanciato dal sindaco Luigi Gravagnuolo ai parroci delle chiese cittadine. I rintocchi orari dai campanili dei vari edifici religiosi, rischiano di trasformarsi in un incubo per i residenti, specie in quelle zone in cui si concentrano più chiese. E, infatti, l’intervento del sindaco arriva a seguito delle lamentele di numerosi cittadini.. • Intervenendo alla trasmissione "Zoom Cava" di Quarto Canale Tv, Gravagnuolo ha raccontato la sua esperienza: «Abitando nella zona di San Francesco, dove ci sono due chiese, ormai mi sono abituato. Ma chiedo di limitare la durata del suono ai parroci ed agli ordini conventuali al fine di tutelare la tranquillitá dei residenti che abitano nelle vicinanze di complessi religiosi». Se i rintocchi si protraggono per tre minuti o per un minuto soltanto, non cambia il significato religioso-spirituale. In accordo con la Curia, il sindaco di Cava cercherá nelle prossime ore di porre mano ad una regolamentazione, anche per una tutela della salute pubblica. • Ma Gravagnuolo intende mettere un freno anche alle altre forme di inquinamento acustico. «Ogni celebrazione, di qualsiasi tipo - ha evidenziato - viene conclusa con lo sparo di fuochi d’artificio. Per me l’unica occasione di sparo dev’essere la festa di Monte Castello». Al proposito è in vigore un regolamento comunale, puntualmente disatteso, che prevede che i fuochi non si possano sparare dopo la mezzanotte. «Mi appello al buon senso dei cittadini e dei religiosi che concludono le feste con tale prassi, visto che i controlli non possono essere tempestivi e quindi efficaci» ha concluso il sindaco Gravagnuolo. • Intanto, il consigliere comunale del Pd Nunzio Senatore, sta lavorando ad un regolamento per il decoro pubblico, che prevederá anche misure contro l’inquinamento acustico. Ma sull'argomento campane dovrà pronunicarsi il vescovo di Amalfi Cava de Tirreni che decide per tutta la costiera amalfitana e Agerola. Vincenzo Lamberti