Eboli, trafitto dal flex mentre taglia il legno: muore dissanguato
Recisa l'arteria femorale di una gamba
È stato un attimo: il flex che scappa di mano e trafigge l'arteria femorale della gamba destra. Non c'è stato scampo per Giovanbattista Mari EBOLI — Un attimo di distrazione. Forse un movimento azzardato. Poi, la tragedia. Il disco di un flex, utilizzato per tagliare un pezzo di legno, gli recide l'arteria femorale della gamba destra. È il dissanguamento. Poi il collasso e l'inevitabile decesso. Se ne è andato così, in una mattina assolata di fine settembre, Giovanbattista Mari, titolare di una nota gioielleria ebolitana. L'uomo, 62 anni, molto conosciuto e apprezzato in città sia per le sue doti umane che per quel sorriso che non lo abbandonava mai, neppure nei momenti più difficili della vita, era nella sua villa di località Lampione Alto, sui monti di Eboli, in una zona residenziale a ridosso del nosocomio ebolitano. Si trovava nel deposito di casa quando, ieri mattina, la tragedia si è consumata. Erano da poco passate le 11: Mari ha smesso per un giorno i panni del gioielliere. Ha approfittato del bel tempo e della mattinata libera per sistemare il piazzale della sua casa di campagna. Il sole alto a rischiarare la giornata. Il vento freddo che si è andato via via attenuando. Giovanni, così lo hanno sempre chiamato familiari e amici, segava con un flex un grosso pezzo di legno, quando per una assurda fatalità ha perso il controllo di quell'attrezzo alimentato dalla corrente. È stato raggiunto dal disco in funzione e trafitto all'arteria femorale della gamba destra. È stato subito panico e sangue. Il gioielliere è riuscito a trascinarsi dal deposito fino al cancello dell'abitazione per chiedere aiuto. Le sue urla disperate hanno attirato l'attenzione di una vicina. Lanciato l'allarme, sul posto è arrivata l'ambulanza del 118 poi i carabinieri della compagnia di via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Drammatica la scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori. Mentre i medici tentavano invano di tenere in vita il gioielliere; i carabinieri del tenente Francesco Moscato, procedevano con le indagini per ricostruire la dinamica di un drammatico incidente la cui notizia si è presto diffusa in tutta la città. In località Lampione Alto sono arrivati in lacrime la moglie del gioielliere Teresa Marsilia, i figli Pietro e Caterina e altri parenti. È giunto anche il medico legale Luigi Mastrangelo, incaricato dalla Procura della Repubblica di Salerno. Effettuato, come da prassi, l'esame esterno sulla salma, e constatato il decesso per dissanguamento e collasso, il corpo del gioielliere è stato ricomposto e consegnato alla famiglia. Il rito funebre si svolgerà questa mattina alle 11, nella chiesa di Santa Maria della Pietà, in piazza della Repubblica a pochi passi da via Giacomo Matteotti dove Mari viveva con la famiglia e dove, sotto lo stesso stabile, da anni è ubicata la gioielleria. Un intero quartiere è a lutto e sotto choc. Silvana Scocozza, Corriere del Mezzogiorno