
Parcheggi interrati al posto di agrumeti e giardini, da Sorrento a Vico Equense, ma anche in Costiera Amalfitana, sembra ormai un ricordo il verde che fece innamorare Goethe e il WWF fa appello al presidente della Repubblica con un ricorso dove chiede al Presidente della Repubblica, chiede di annullare una delibera del consiglio comunale di Piano di Sorrento del 9 aprile 2008 che deroga i “parcheggi pertinenziali mediante espressione di compatibilità alle specifiche aree di territorio comunale”, ovverosia rende possibile la costruzione di parcheggi privati anche in aree dove non sarebbe possibile, e in un territorio sottoposto al Piano urbanistico territoriale. Il Put individua sul territorio della Penisola Sorrentina ben 15 zone determinando per ciascuna di essa l’attività edilizia compatibile e, per alcune, escludendo qualsiasi tipologia d’intervento. Quindi, non si potrebbero realizzare altri parcheggi. I primi a far parcheggi interrati, fatti evidenziare già cinque anni fa con una nostra inchiesta, furono Sant'Agnello, dove si toccarono anche zone archeologiche e del verde di una strada ormai c'è solo il ricordo e Sorrento, poi a seguire Vico Equense e in Costiera Amalfitana Maiori, ma anche Capri, Amalfi e Positano ci hanno provato, per fortuna senza ancora stravolgimenti, ma più a rischio sembra essere Piano di Sorrento. “Riteniamo che ormai il “business” dei box interrati abbia tradito tutti i millantati propositi e le false promesse di risolvere il problema della circolazione delle auto e di ridurre l’inquinamento acustico ed atmosferico - dichiara Claudio d’Esposito del WWF Penisola Sorrentina - inoltre esso ha creato e sta creando danni irreversibili, ormai sotto gli occhi di tutti, all’ambiente, al paesaggio e al territorio. Stiamo sventrando la nostra penisola ed i nostri storici giardini, e con essi la nostra stessa storia, per costruire “camere da letto” per gli autoveicoli che trovano mercato nella speranza di trasformarsi in seguito in tutt’altro: negozi, palestre, depositi, uffici”. La cosa assurda, che nessuno dice, perchè forse non conoscono o dimenticano la storia della Penisola sorrentina, è che questo è già successo. Centinaia di palazzi sparsi da Massa Lubrense a Piano di Sorrento furono costruiti negli anni Sessanta e Settanta provvisti di parcheggi, ora ci sono solo negozi. E l'esigenza di posti macchina ritorna...
Michele Cinque