SALERNO, BOX INTERRATI DOVE E´ STATA TROVATA LA BOMBA, MA LE SUORE VOLEVANO IL CORTILE ALBERATO
Fino a un anno fa, lì dove l'altrieri è stato rinvenuto l'ordigno bellico che ha costretto all'evacuazione di 5000 persone, c'era un cortile alberato dove i piccoli alunni dell'istituto S.Teresa del Bambin Gesù facevano ricreazione. Poi sono cominciati i lavori per la realizzazione di box interrati. Decisione che non era piaciuta molto alle suore appartenenti all'ordine delle Religiose dei Sacri Cuori, ma che «abbiamo dovuto accettare». È suor Giovanna, la madre superiora dell'istituto religioso di Salerno, a raccontare la storia di un cambiamento, di come un cortile alberato possa trasformarsi in un box interrato. È la stessa badessa che l'altrieri sera, alle 20, prima ancora che nella zona scattasse l'allarme bomba e l'ordine di sgombero, ha caricato le nove consorelle su «mezzi propri» e si è trasferita presso la casa di fondazione dell'ordine di Castellammare di Stabia. «Abbiamo preferito vivere nella fraternità - dice al telefono - perciò ci siamo rifugiate nella nostra casa madre». Eppure c'era una strana sensazione, che qualcosa potesse succedere da un momento all'altro, captata già da tempo tra i muri della scuola. «Mi hanno riferito - racconta la madre superiora - che alcuni cittadini avevano avvertito gli operai che nel sottosuolo poteva esserci qualcosa». «Avevano indicato anche il punto in cui presumibilmente potesse emergere qualcosa. Lì, nella zona centrale dell'area interessata dagli scavi». La superiora dice di non avere mai parlato con gli addetti ai lavori, eppure «dall'alto vigilavo - aggiunge - e mi sono accorta che quando i mezzi meccanici solcavano quella parte, procedevano con estrema cautela ». Poi, l'altrieri sera, la scoperta dell'ordigno bellico inglese del peso di oltre due quintali. «Hanno sbagliato ad indicare il punto», dice suor Giovanna che è arrivata a Salerno nel 2005, quando le trattative di cessione dell'area per la costruzione dei box interrati erano già in corso da un po' di tempo. «Ci sono state varie difficoltà - ricorda - che hanno portato ad un ritardo di due anni per l'avvio dei lavori», cominciati solo il 17 novembre del 2007. «Non era nostra intenzione cedere l'area - aggiunge perché lì c'era un cortile alberato dove i bambini si intrattenevano a giocare durante l'ora di ricreazione. Ma non abbiamo potuto resistere alle decisioni prese dai responsabili». Ora però suor Giovanna coltiva una speranza: «Ci hanno comunque garantito che quello spazio verde ci verrà restituito. Quindi aspettiamo che l'ordigno venga rimosso al più presto e che si possa rientrare a casa». Le suore dell'istituto Santa Teresa del Bambin Gesù non potranno fare ritorno a Salerno prima di lunedì prossimo. Ma, questo, suor Giovanna non lo sa. Lo apprende solo dai giornali. «Perché?», chiede. L'ordigno non può essere fatto brillare prima di domenica. Suor Giovanna abbozza, saluta e torna dalle consorelle. Se il mal comune è mezzo gaudio, sappia che la stessa sorte è toccata ai frati cappuccini del convento di piazza San Francesco. Angela Cappetta Corriere del Mezzogiorno