Palazzo Santa Croce
Positano
Questo piccolo monastero arroccato a picco sulla baia di Positano era già residenza vescovile.
Poi nel 1716 , periodo barocco , fu decorato con quanto di meglio si era trovato nel mondo, visto che a Positano si trafficava con il vicino Medio Oriente, portando via mare oltre alle spezie, sete e legni preziosi tanto ricercati in Occidente. Le porte laccate, i soffitti dipinti, le decorazioni di stucco e i vecchi merletti , tutto realizzato dalle maestrie dell'epoca. Anche se Positano ha attraversato periodi di stenti e miserie, nonostante ciò PSC non fu mai abbandonato e viveva un suo lusso. Poi dagli inizi del Novecento , anche durante le guerre, ogni tanto capitava qualche turista per sbaglio, rimanendo folgorato dalla bellezza del posto.
Fu così che Positano diveniva man mano alcova di artisti e molti personaggi che si innamoravano del paese. Fu così anche per Edward Ghillausen esponente della Bauhaus , il movimento artistico filosofico soppresso per motivi politici che ben conosciamo. Essendo Lui ebreo, scappò in Italia dove amici gli avevano dato rifugio a Roma. Li conobbe e si innamorò di Eva Maria Vivaldi e insieme decisero di nascondersi per il resto della loro vita, nel paradiso in terra chiamato "Positano".
Ghillausen e la signora Vivaldi fino al 2000 ormai quasi centenari, impregnarono le mura di questa dimora con la loro cultura. Ghillausen divenne uno degli uomini più illustri del paese. Frequentava il napoletano Caprile, il tedesco Richard Oelze, Picasso, Carrà, Siegfried Kracauer, John Steinbeck, Corrado Alvaro, Dino Buzzati, Alberto Moravia, per non parlare poi di quel gruppo di profughi tedeschi che dal 1939 al 1945 si rifugiarono qui per sfuggire alla tirannide nazista, come lo scrittore Stefan Andres al quale gli è stata dedicata la strada che conduce al Palazzo.
Anche Armin Wegner, Martin Wolf, e il pittore russo Ivan Zagaruiko erano tutti suoi amici.
La descrizione più appropriata di questo angolo di paradiso , la troviamo proprio dallo scrittore John Steinbeck, che disse: "quando vi capita di scoprire un posto bello come questo, il primo impulso è quasi sempre quello di tenervi la vostra scoperta. Pensate, se lo racconto si riempirà di turisti che lo rovineranno e la gente del posto, comincerà a vivere in funzione del turismo, e addio alla vostra bella scoperta". Ma così non è stato. PSC è sempre sotto lo stesso incantesimo, selezionando naturalmente gli ospiti.
Fra le tante colazioni e visite che Ghillausen tratteneva, in una di queste gli attuali proprietari Giacomo e Riccardo , artista e antiquario, si innamorarono del luogo e decisero di farlo rivivere per sempre come posto esclusivo dove pochi privilegiati sulle sue terrazze possono fermare il tempo in attimi meravigliosi, colmando il cuore di gioia e osservando , come in un film muto che si rivede sempre senza mai stancarsi, la vita del paese.
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