Mezzo milione di persone senz'acqua. È gravissima l'emergenza idrica delle ultime ore in Campania. A secco ieri, per un guasto alla centrale regionale di Bonea (a Vico Equense), tutta la penisola sorrentina, Sorrento, Massa Lubrense, Capri e Anacapri. Disagi che si sono aggiunti a quelli già programmati, per lavori di manutenzione ordinaria, nell'area che comprende otto comuni del Vesuviano (circa 300 mila sono i residenti a Massa di Somma, Nola, Ottaviano, Pollena Trocchia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant'Anastasia e Somma Vesuviana). Altissima la tensione nelle zone che per ore sono rimaste senz'acqua.
Sull'isola di Capri (la cui rete idrica si fornisce da Gragnano) ad animare la rivolta gli operatori turistici, i proprietari di bar e ristoranti, che a causa dell'emergenza non hanno potuto accontentare le richieste dei clienti.
Salva solo la piazzetta e l'ospedale Capilupi. Nelle centro dell'isola, l'erogazione si è bloccata dalla notte di lunedì fino alle dieci di ieri mattina. Nel pomeriggio il malumore si è spostato a Marina Grande, in zona porto, e ha contagiato rapidamente tutti gli esercizi pubblici, tanto che le proteste sono arrivate con forza fino al municipio. Il sindaco di Capri, Ciro Lembo, ha chiesto al prefetto Alessandro Pansa l'invio di motocisterne della protezione civile. Anche il senatore Raffaele Lauro (Pdl) ha rivolto un appello al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, ottenendo il dirottamento sull'isola di una nave per il rifornimento di acqua. A Capri e Anacapri per tutta la giornata di ieri si è proceduto alla distribuzione oraria a zone alternate: escamotage per evitare che i rubinetti restassero completamente a secco. «L'erogazione idrica, sia sull'isola azzurra che in penisola sorrentina — spiega Giovanni Marati, direttore della Gori, la società che gestisce la fornitura d'acqua nella zona — dovrebbe essere ripristinata fino a garantire l'80 per cento del servizio, entro domani mattina (oggi, ndr) ».
Il danno è serio: per un corto circuito si sono bruciati due dei tre trasformatori (vecchi di quindici anni) dell'Enel che alimentano le pompe di sollevamento dell'impianto di Vico Equense.
Per ritornare alla normalità, ieri pomeriggio i tecnici hanno trasportato da Sarno un altro trasformatore (l'unico adattabile all'impianto) che era inutilizzato da qualche anno e hanno sostituito quelli fuori uso. Nonostante le promesse di un ritorno alla normalità non si placano le polemiche. Il presidente della Federalberghi caprese Sergio Gargiulo punta il dito sul «pressappochismo di chi dovrebbe sorvegliare che non si verifichino incidenti nel pieno della stagione turistica».
A queste dichiarazioni si associa il presidente dei commercianti isolani Beppe Massa: «Un fulmine a ciel sereno, che rischia di provocare un enorme danno all'economia locale che già stava accusando qualche colpo».
Disagi anche nei comuni vesuviani, in cui l'acqua mancherà fino a domenica, per urgenti riparazioni all'acquedotto di Serino. Per i cittadini sono state installate fontanelle pubbliche in sei zone, a Somma Vesuviana la cisterna con l'acqua è in strada, a Ottaviano c'è un'autobotte per quanti non possono rifornirsi fuori casa e due numeri di telefono sono a disposizione dei cittadini possono tutti i giorni fino alle 19,30 (081.8280255 e 081.8280291), per chiedere taniche o rifornimenti per i serbatoi domestici.
«Bisogna ripensare alla gestione idrica — dice l'assessore provinciale di Napoli alla Protezione Civile Francesco Emilio Borrelli — questo sistema fa acqua da tutte le parti. L'emergenza era prevedibile, vista la scarsa qualità dei materiali utilizzati negli interventi di riqualificazione degli impianti in città».
Alessandra Barone Fontanelle a secco Chiuse le fontane nel porto di Capri