RAVELLO DE MASI PER LA CRISI DEL TURISMO IN COSTIERA AMALFITANA PENSIAMO AI PACCHETTI
Ravello. «Per uscire dalla crisi servono pacchetti turistici che comprendano mare e attrattive culturali». A suggerire la ricetta per uscire dall’empasse è il sociologo Domenico De Masi che qualche anno fa ha realizzato uno studio proprio su questo fenomeno per conto della Confesercenti. «Se quest’anno i dati non confortano certamente non andrà meglio in futuro, anzi, sarà sempre peggio –avverte De Masi – Questo emerse dalla ricerca condotta qualche anno fa sul turismo mediterraneo e nel corso della quale ci si rese conto che esistevano varie forme di turismo: da quello del mare, a quello della cultura, a quello della collina. Dal turismo in genere si è passati a i turismi. Il mare, a differenza degli altri, è un ibrido. O l’offerta comprende una serie di attrazioni ad esso collegate come ad empio il surf o altro, oppure come nel caso della Costiera non resta che realizzare dei pacchetti che comprendono al mattino la spiaggia, nel pomeriggio una mostra o un incontro letterario e la sera un concerto. A questo va poi legata una buona cucina con degustazioni e un’accoglienza cordiale ma discreta». Questa dunque la formula dell’all inclusive che non deve limitarsi soltanto ad un accordo tra strutture ricettive e stabilimenti balneari così come auspica il presidente degli albergatori salernitani. «Le località della Costiera vanno offerte attraverso pacchetti e non solo per le sue spiagge – avverte poi De Masi - Positano o Amalfi, per esempio, non possono vivere di solo mare perché con il low coast il turista se ne va a Baja e il viaggio aereo lo compensa con i costi bassi degli alberghi». Guai però, a proporre a De Masi di emulare il Cilento per uscire dalle secche così come è stato paventato: «Non si può prendere come modello il Cilento – tuona il sociologo che ieri ostentava con orgoglio i dati del Ravello Festival che registra un +15% di presenze e un +53% di incassi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - Bisogna, invece salire di qualità e di servizi e offrire pacchetti, anche se è indispensabile saperli vendere. Anche Ravello ha un calo di presenze, sicuramente inferiore a quello di Positano e Amalfi. Si attesta intorno al 15% ma compensa con quelle persone che assistono ai concerti e che siedono poi a bar e ristoranti. Bisogna saper dare al mercato un’offerta complessiva. Il turismo del solo mare deve essere fatto in zone che hanno grandi spazi e deve essere riservato ai grandi numeri. Qui, invece, bisogna insistere con la qualità. Piccoli numeri ma di grande qualità».