
Amalfi C’è voluto, come sempre, il coraggio di una cittadina a sporgere una denuncia, ben 35 giorni fa, ai sindaci di Atrani e Scala, al corpo forestale dello Stato, ai Carabinieri di Ravello, in Costiera Amalfitana, nonché un nostro articolo del 17 luglio per far “alzare dalla sedia” chi di dovere e verificare se rispondeva al vero che a Scala, in uno degli affluenti del torrente Dragone, erano stati sversati sacchi contenenti ETERINT frantumato. Il materiale, bandito dalla legge, fortemente cancerogeno per via dell’alto contenuto di AMIANTO, è stato rinvenuto nell’alveo del fiume, sotto un alto cumulo di altra immondizia fra cui spiccavano balle di paglia ed enormi cassette di fuochi pirotecnici già esplosi. Gli operai del comune si sono calati nell’alveo, hanno tirato fuori i sacchi e li hanno sistemati sull’argine in attesa del prelievo da parte di un’azienda autorizzata allo smaltimento Bastava un semplice temporale e il carico di eternit sarebbe stato trascinato a valle fino alla spiaggia di Atrani per alloggiare definitivamente nel mare antistante. Il punto di discarica è lo stesso dal quale si staccarono centinaia di metri cubi di materiali di risulta sversati abusivamente e che generarono l’ultima alluvione ad Atrani. Quel punto (Ponte Frezze in località Senite di Scala), segnalato da anni ad opera soprattutto di un Comitato Civico di Atrani “S:O.S Torrente Dragone” è noto a tutte le autorità di controllo, non ultimo al Dipartimento di Protezione Civile presso la Regione Campania ma, continua ancora oggi, ad essere uno sversatoio incontrollato da parte di gente senza scrupoli.