Vico Equense 16 luglio 2008 – Assemblea dei Cacciatori Penisola Sorrentina e Monti Lattari. Ore 19.00 – 16 luglio 2008, in Vico Equense si è tenuta la prima assemblea dei Cacciatori della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari: Tema – Discussione della sentenza del Consiglio di Stato N.3291/2008 e proponimento della costituzione di un Comitato di Cacciatori “ Il Cacciatore vero ambientalista” con obiettivo di tutela del Territorio contro il degrado e i ripetuti attacchi della Lobby dell´incendio. Sono intervenuti: L´Avv. Galdi dello Studio Galdi di Roma, l’ex sindaco di Pimonte Gennaro Somma, l´assessore all´ambiente del comune di Agerola Paolo Avitabile, Il consigliere Comunale di Vico Equense Francesco Saverio Buonocore e i rappresentanti delle Associazione Venatorie della Penisola Sorrentina e dei Comuni dei Monti Lattari. Il Parco dei Monti Lattari sarà il primo in Italia, o forse nel Mondo, ad avere l´esclusività che sarà consentita la Caccia, L´assessore all´ambiente del Comune di Agerola, Paolo Avitabile è raggiante nel commentare una sentenza per cui ha fortemente lottato. " Questa sentenza segna un principio fondamentale che è quello della concertazione. Ogni azione che ricade sul territorio deve essere concordata con gli enti e le istituzioni che operano sul territorio. Non è possibile calare dall’alto azioni di primaria rilevanza sul futuro assetto del nostro territorio senza coinvolgere ogni settore della vita socioeconomica dell’area. Inoltre deve passare chiaro il concetto che il cacciatore non è un bracconiere essendo il primo ad osservare le regole di comportamento nel pieno rispetto della natura". Anche l´ex sindaco di Pimonte Gennaro Somma esprime il suo parere favorevole su una sentenza storica: "Nella conferenza servizi sul parco, la nostra firma di adesione era vincolata al rispetto di limitare l’inserimento nell’area parco dei territori agro-silvo- pastorali nelle percentuali previste per legge. Ricordo che tale limite è del 30 % e non come poi è avvenuto nella zonizzazione del 70 e più. Tutto ciò è avvenuto senza tener conto delle esigenze dei paesi. L’azione della Regione, invece di salvaguardare le varie attività produttive legate all’ambiente, le ha fortemente penalizzate con una definizione dei limiti del parco effettuata a tavolino". Richiamandosi alla Legge 11 febbraio 1992, n. 157, secondo cui "Il territorio agro-silvo-pastorale di ogni regione è destinato per una quota dal 20 al 30 per cento a protezione della fauna selvatica." e "In dette percentuali sono compresi i territori ove sia comunque vietata l´attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni", il ricorso è giunto nel suo iter davanti al primo giudice del Consiglio di Stato che lo ha accolto, visto che "nel quadro riassuntivo presentato dalla Regione Campania si dava atto che la superficie esclusa dalla caccia era ben il 75,06% del territorio agro-silvo-pastorale della regione e ammontava all’84,70% solo per la provincia di Salerno". Visto che l’applicazione di una legge regionale non può esimersi dal rispetto di quello previsto nell’ambito della normativa nazionale e vista la mancata presentazione da parte della Regione Campania di documenti atti a chiarire la controversia, il Consiglio di Stato, con la sentenza N.3291 del 27 giugno 2008, accoglie le istanze dei tanti appassionati di caccia presenti sul territorio. Ora comincia la parte più difficile del percorso di affermazione del Parco dei Monti Lattari che proprio non riesce a decollare. Partito tra mille polemiche, accolto con freddezza dalla popolazione, sotto commissariamento, dopo l´approvazione che ha ridotto da cinque a tre anni i mandati dei presidenti delle aree protette lasciando senza guida in un sol colpo gran parte dei parchi della Campania, il giovane Parco dei Monti Lattari incassa un ulteriore colpo con questa sentenza choc. "La sentenza non cambia molto la nostra situazione - precisa però la presidentessa dell’ente Parco, l’architetto Anna Savarese - visto che la normativa comunitaria che regolamenta le aree protette mantiene vivo il divieto di caccia nella aree SIC e quindi su gran parte del territorio che ricade nel Parco dei Monti Lattari. Ora ci attende il Piano del Parco che sarà il vero banco di prova per un confronto aperto tra le molteplici realtà che operano nell’area di riferimento". I cacciatori rappresentati dall´assessore di Agerola Paolo Avitabile e dall’ex sindaco di Pimonte Gennaro Somma tendono a sottolineare l’importanza della sentenza che apre ad una nuova stagione di concertazione tra la Regione, il Parco e gli enti locali dei Monti Lattari . Laconico ed improprio il commento dell´architetto Anna Savarese, presidente dell’ente parco :”Attendo con fiducia una risposta da parte della Regione Campania. Bisogna rispettare le aree del Parco dei Monti Lattari non perché lo vogliamo noi ma richiamandoci alle leggi comunitarie. Ricordiamo che le aree SIC e i valloni sono interdette alla caccia. Le ZPS sono sottoposte a vincoli definiti dalla normativa europea. Questa sentenza cade in un momento particolare visto che nel periodo 2007/2013 le aree protette saranno le destinatarie per eccellenza nell’ambito dell’asse 1 dei finanziamenti europei per lo sviluppo del territorio. È il momento del confronto tra i cacciatori e le realtà territoriali che potrebbero subire una forte riduzione nell’ambito dei trasferimenti. Molti si richiamano al principio di concertazione che è mancato nell’istituzione del parco”. La rete Natura 2000 è costituita dall´insieme dei siti denominati ZPS (Zone di Protezione Speciale) e SIC (Siti di Importanza Comunitaria), In Campania : 106 Sic e 28 Zps. SIC E ZPS: LE NORME CHE DA DOMANI TORNANO IN VIGORE DOPO LA DECADENZA DEL DECRETO-LEGGE 251/2006. Decaduto senza essere convertito in legge il cosiddetto decreto sulla caccia n. 251/2006, per cui torna in vigore la delibera del 2.12.1996 con cui erano state incluse nell´elenco delle aree naturali protette anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), designate a conclusione dell´iter relativo ad ogni proposto Sito di Importanza Comunitaria (SIC). “Adottando il provvedimento - sottolinea il presidente Arci Caccia - su cui ha già peraltro espresso parere favorevole, la Conferenza Stato Regioni potrà uniformare e definire la legislatura vigente abrogando la delibera del 1996 che equiparava di fatto e impropriamente le Sic e le Zps alle aree protette”. Chiusura dell´assemblea dei Cacciatori a Vico Equense con il proponimento di rivederci a breve invitando i rappresentanti dell´Ente Parco e gli ambientalisti da salotto ma solo dopo aver costituito il Comitato “ Il Cacciatore vero ambientalista”.
Tonino Maresca.