Riconvertire l’uso del sistema delle comunicazioni esistenti, supportare le aree agricole con una rete stradale minore recuperando le strade esistenti, realizzare itinerari alternativi. Ma, soprattutto, decongestionare i centri abitati dell’area sorrentino – amalfitana. A cominciare dalla realizzazione del by pass di Amalfi o di arterie alternative alla statale 163 lungo la dorsale montana.
E’ quanto si propone l’Accordo di Reciprocità Penisola Sorrentina – Costiera Amalfitana il cui protocollo d’intesa è stato firmato qualche giorno fa presso la Provincia di Salerno che assumerà il ruolo di coordinamento. Voluto fortemente dalla Comunità Montana Penisola Amalfitana, la firma del protocollo d’intesa tra tutti i comuni della Costiera Amalfitana per l’Accordo di Reciprocità che ha quale tema portante la “Mobilità Sostenibile” (erano presenti anche rappresentanti di Cava de’Tirreni ed Agerola), servirà ora a individuare progetti cantierabili al 31/12/2008 al fine di sfruttare la prima dotazione di risorse disponibili in carico alla Regione Campania con cui si procederà a breve alla firma di un ulteriore protocollo d’intesa.
Infatti, la dotazione finanziaria attuale dell’Accordo di Reciprocità su scala regionale risulta essere di 60 milioni di euro da spendere entro il 31/12/2008 con l’aiuto del gruppo di lavoro costituito presso la Regione Campania e formato da funzionari regionali e tecnici di Sviluppo Italia. Il tentativo in atto è quello di intercettare fondi FAS utilizzabili entro il 31/12/2008 per poi farsi assegnare risorse per la progettazione degli interventi che costituiranno successivamente il nucleo dell’Accordo di Reciprocità. In merito all’iniziativa della Comunità Montana Penisola Amalfitana, anche la Regione avrebbe manifestato la volontà di inserire l’Accordo di Reciprocità Sorrentina – Amalfitana tra i primi da finanziare.
“L’attuale fase deve essere interpretata come transitoria ma necessaria al territorio per dimostrare l’esistenza di un pacchetto di interventi cantierabili – avverte il presidente della Comunità Montana Penisola Amalfitana, Raffaele Ferraioli - per poi farsi assegnare le risorse necessarie alla progettazione di interventi strategici per il territorio. Il primo step è costituito dalla firma del protocolli di intesa e vedrà l’individuazione di interventi ricadenti nelle tipologie viabilità e parcheggi e risanamento ambientale. Il secondo step, invece, l’individuazione delle opere di interesse strategico per il territorio. E risultato, pertanto, di fondamentale importanza compiere lo sforzo di sottoscrivere il protocollo d’intesa al fine di avviare l’Accordo di Reciprocità ed arrivare successivamente alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma con la Regione Campania”.
Ferraioli, nel comunicare l’intensione della Comunità Montana Penisola Amalfitana di mette a disposizione fondi propri per la progettazione degli interventi da candidare per l’Accordo di Reciprocità, ha inoltre annunciato la stipula di un’ulteriore intesa con la Comunità Montana Penisola Sorrentina per costituire un ufficio tecnico comprensoriale utile alla progettazione di interventi intercomunali.
L’importante stipula del documento è un primo passo verso la risoluzione degli atavici problemi infrastrutturali della Costiera Amalfitana. Infatti, oltre alla realizzazione di opere necessarie alla vivibilità dell’area, nel rispetto della natura e dell’ambiente, ci si propone di decrementare l’accessibilità viaria delle fasce costiere attraverso la realizzazione di comunicazioni alternative (via mare, mediante vettori meccanici dalle aree collinari, ecc); restituire le strade statali costiere alla funzione di collegamento turistico a breve raggio, prevalentemente per i mezzi pubblici; favorire l’utilizzo e il ricorso all’innovazione tecnologica nel sistema delle comunicazioni. A questo va ad aggiungersi la promozione della qualità del paesaggio, la tutela dell’ambiente naturale, agricolo e insediativo, la difesa del suolo e il sostegno allo sviluppo del settore produttivo con particolare riferimento all’attività agricola e alla riqualificazione dell’offerta turistica sostenibile in una logica di messa a sistema delle preesistenze e delle vocazioni tipiche dell’area. Il tutto in un’ottica di destagionalizzazione dei flussi turistici.