Palazzo Santa Croce a Positano, una delle residenze di "charme" della perla della Costiera Amalfitana, è uscito sul mensile Gentleman. Palazzo Santacroce, di proprietà di Giacomo Cinque, è l'unica residenza riconosciuta Dimora Storica dalla Regione Campania ed ha ricevuto vari riconoscimenti e un turismo internazionale, come quello di lusso, che, quando di estrema qualità, come in questo caso, non va in crisi.
Palazzo santa croce, edificato nel periodo che va tra il 1695 al 1716, presenta tutte le caratteristiche dell’epoca. Suddiviso su tre livelli, entrando si viene accolti dal classico porticato con pozzo ornato da ferri, porte sormontate da stucchi, lanterne coeve, vasi con medusa di fabbriche napoletane e panchine in calce. Il piano superiore e’ decorato con soffitti dipinti su carta e quello inferiore presenta, con la sua cappella, tutti gli elementi del periodo. Per la tipologia costruttiva e la ricchezza degli ornamenti si puo’ ricondurre la committenza ai commercianti di fine seicento che da positano raggiungevano i siti orientali del mediterraneo per scambiare merci e per poi ridistribuirle con grandi profitti in tutto il territorio del regno. E’ questo il periodo che va dai primi del 700 al 1777 il periodo di maggior ricchezza della citta’. Infatti oltre ad essere snodo di commerci vastissimi con basi fisse in sicilia, grecia, palestina, in quell’epoca la sede abbaziale di positano, che sino ad allora ricopriva ruoli di poco conto gia’ a partire dal 1193, conosce proprio in questo lasso di tempo, un’epoca dorata che terminera’ proprio nel 1777 a causa di una violenta incursione saracena che convinse l’abate a ritirarsi nella sede di vietri, piu’ sicura a causa della vicina salerno. L’edificio, quindi, vissuto da questi commercianti nel suo primo periodo fino a tutto il xxviii sec. Ed ornato dagli stessi con quanto di piu’ ricercato il mercato poteva offrire per fare vanto della propria influenza nella societa’ dell’epoca. Il xix sec. E’ stato un’epoca di transizione con inquilini che non hanno lasciato traccia ne’ negli arredamenti,ne’ nelle parti strutturali. E’ invece, che nei primi del ‘900, il palazzo conosce i primi visitatori europei che, attirati dal discreto rifugio della costiera, qui pernottavano, essendo uno dei piu’ importanti edifici. Di seguito e fino ai nostri giorni, con l’avvento dello spirito antisemita nell’europa degli anni 20, il palazzo diventa rifuggio per eduard ghillaushen, noto filosofo tedesco e universitario con cattedra alla bauhaus, e per la signora edvige reidel astrologa e appassionata di musica classica. Per essi, il rifugio e’ stato veramente dorato perche, oltre ad essere stati protetti dalla popolazione, come altre 34 famiglie di rifugiati, la quiete della zona e la sua particolare esposizione al sole per tutto l’arco della giornata, ha concesso lunga vita ai suoi ospiti, rispettivamente il signor eduard ghillaushen, conosciuto con don eduardo di anni 98 e la signora edvige di anni 97 scomparsa nel 2002. E’ per proseguire questo spirito di protezione che il palazzo vanta nel suo passato, gli attuali proprietari dopo un lungo accurato restauro, hanno intenzione di offrire a tutti i turisti che vorranno fuoriuscire da quelli che sono i normali circuiti turistici.