
Spazio oggi alle ruspe per l'abbattimento dei primi fabbricati costruiti nelle zone rosse, quelle considerate ad alto rischio idrogeologico a Cava de Tirreni, fra la Costiera Amalfitana e Salerno. Il popolo degli abusivi allertati in tutta la città e già stamani, dalle prime luci dell'alba in marcia per S. Martino, località Novelluzza, dove cadrà giù il primo fabbricato, circa 120 metri di costruito, di proprietà del costruttore Pasquale Sorrentino. Saranno in cinquemila e più a testimoniare solidarietà, ma anche per far sentire al sindaco e ai suoi rappresentanti il grido di dolore di chi ha compiuto un gesto fuori legge, ma unicamente perchè spinto dalla necessità. «Questi primi colpi di piccone segnano anche la fine di quella speranza - afferma Annalisa Lazzarini Consalvo, in rappresentanza del comitato anti ruspe - che il sindaco Gravagnuolo potesse accogliere la nostra richiesta di incontro per prospettare le nostre problematiche». Già. Il 26 marzo era stata inviata al primo cittadino una lettera con la quale gli si chiedeva un incontro al fine di trovare una soluzione alternativa quale l’acquisizione delle case da dare in fitto agli ex proprietari. Che proponevano, a loro spese, di risanare e bonificare le aree a rischio. «Chiedevamo una proroga in modo da trovare altre soluzioni senza l'incubo delle ruspe all'opera», sottolinea la portavoce del comitato. Tutto inutile, oggi il piccone si abbatterà sul fabbricato di località Novelluzza davanti alla rabbia degli spettatori attoniti. Si è consumato un dramma che sarà replicato domani e dopodomani, protagonisti altri due fabbricati di Passiano, a nord e sud della frazione. Altri immobili sono in attesa di ricevere le ordinanze di rito per abbattimento. È stata imboccata una strada senza ritorno, annunciata dal sindaco: «Noi eseguiamo atti dovuti rispetto ai quali come amministratori pubblici non possiamo esimerci. L'iter con il fermo dei lavori, i sigilli, la confisca, l' acquisizione al patrimonio comunale e l’ordinanza di abbattimento è completato. Non restano che le ruspe per chiudere definitivamente il capitolo». Siglato, a partire da oggi, dal tonfo impietoso delle ruspe. Fino a ieri sera si sono susseguiti gli incontri del popolo degli abusivi con politici ed avvocati. Ore spese a cercare una trattativa, a cullarsi nelle ultime, vane speranze di un ripensamento. Ma il Comune ha segnato l’incip di una nuova era: quella della legalità che mette al bando qualsiasi compromesso.