
Postano. Il quartiere di Liparlati in subbuglio e le mamme minacciano di manifestare per impedire i lavori di installazione di ripetitori per i cellulari per tutelare i figli. sono arrivate decine di segnalazioni al Comune di Postano e molti abitanti allarmati segnalano lavori per l’installazione di antenne di un ripetitore per la telefonia mobile in una casa privata,allarme aumentato perché fino a questo momento non e’ stato esposto nessun cartello con le autorizzazione relative ai lavori a farsi .
Il Sindaco Domenico Marrone subito contattato dai cittadini avrebbe risposto che già in passato a seguito di una petizione popolare ,a detti lavori è stata negata l’autorizzazione ma che il proprietario avrebbe fatto ricorso in Soprintendenza ed ottenuto in autotutela il permesso ad installare le antenne , mentre il proprietario ha dichiarato che l’iter burocratico per l’installazione delle antenne è stato iniziato e terminato in prima persona dalla Telecom e che attualmente tutti i permessi sono perfezionati .
“Siamo sorpresi da questa situazione considerando il precedente dei cittadini che già si erano ribellati in passato con una petizione – dice l’avvaocato Marinella Esposito -, sono stata contattata da vari cittadini della zona e ho preso contatto con l’Arpac ed altri enti. La preoccupazione dei cittadini è giustificata dal fatto che negli ultimi 25 anni sono stati pubblicati numerosissimi studi di laboratorio e ricerche epidemiologiche aventi per oggetto le frequenze medio – alte ormai enormemente diffuse attraverso le tecnologie per la comunicazione (telefonini, antenne radio base, ripetitori TV, radar…). I risultati della grande maggioranza delle ricerche indicano che l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche comporta: - un rischio cancerogeno soprattutto nei bambini che vivono vicino ad una sorgente di campo (leucemia infantile) e negli adulti che svolgono alcune attività (es. lavoratori elettrici); - un aumento di linfomi, leucemie, tumori del sistema nervoso centrale”
Dall’amministrazione nessuno sembra sapere nulla. “Domani stesso ci attiveremo per capire che sta succedendo – dice l’assessore all’ambiente Gaetano Marrone -, se ci sono dei rischi o illegalità interverremo.” Già una volta i cittadini di Liparlati sono insorti contro queste installazioni (intanto ci sono tre ripetitori su La Garitta al di sopra del quartiere di Fornillo) e sembrava una battaglia vinta.
“Ci siamo preoccupati appena abbiamo visto dei lavori – dice A.B. -. Il mio pensiero ha trovato subito conferma: alcuni facchini trasportavano del materiale apposito per l'installazione di queste antenne dei cellulari. Noi cittadini non sappiamo nulla, chiediamo solo di diffondere la notizia per preservare il paese da un inquinamento invisibile e rischioso per la maggior parte degli abitanti tra cui anziani e bambini...anche malati o persone sotto terapie immunosoppressive che possono contrarre con maggior facilità. I positanesi non devono credere che perchè questo quartiere è più lontano rispetto al resto del paese, dobbiate infischiarvene perchè convinti che tutto questo non possa toccarvi e riguardarvi,infatti queste antenne ricoprono una vasta area e come se non bastasse,grazie alle nostre amate montagne,rimbarzano su tutta la conca.” Le radiazioni dei cellulari (e dei ripetitori) interferiscono con il DNA delle cellule e col loro meccanismo di riparazione (Journal of Cellular Biochemistry). L’effetto maggiore documentato si ha sul cervello; ad esempio alla University of Washingthon il Dr. Lai (che tra l’altro nel ’99 ha presentato i suoi lavori al convegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di Erice) ha dimostrato che anche piccole dosi ripetute di radiazioni, come quelle dei cordless, si accumulano e provocano lesioni ai tessuti.I piloni dell’alta tensione, i trasmettitori/ripetitori radio (compresi quelli del cellulari, della TV, della telefonia) creano un ambiente dannoso alla salute, detto elettrosmog. Le grandi aziende spendono milioni di euro all’anno per dimostrare che non sono pericolosi e per pubblicizzare il contrario. E spesso le leggi modificano le loro soglie non per motivi scientifici ma solo per motivi politici esistendo per le organizzazioni internazionali l’unico principio valido quello precauzionale.
Michele Cinque