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COSTIERA AMALFITANA, MAIORI BOCCIATA PER IL PIANO SPIAGGE DI ERCHIE

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MAIORI. Il Tar di Salerno rigetta il ricorso, presentato dal Comune di Maiori e
da alcuni gestori di stabilimenti balneari, presentato per sospendere
l’ordinanza della Soprintendenza con la quale è stato negato il nulla osta per
l’attuazionedel Piano spiaggia di Erchie. La seconda sezione del Tribunale
amministrativo regionale (presidente Esposito, relatori Grasso e Portoghese),
infatti, ha ritenuto di non dover accogliere le motivazioni addotte dai
ricorrenti e di confermare, dunque, il “semaforo rosso” della Soprintendenza.
Che, peraltro, non era neppure rappresentata nella discussione in giudizio. Un
fatto, quest’ultimo, alquanto strano, che lascia spazio a tante interpretazioni.
• A dar man forte al fronte dei no, comunque, c’erano i legali dei privati
(Fabrizio Murino, Giuseppe Vitolo e Concettina Soldovieri) e di Italia nostra
(Santelli), che si sono costituiti “ad opponendum”. I magistrati amministrativi,
in seguito all’esame degli atti e delle documentazioni, hanno deciso di non
poter accogliere le richieste del Comune e dei gestori, in quanto hanno ritenuto
preminente “l’interesse pubblico rispetto a quello privato” e, quindi, che si
dovesse”lasciare inalterato lo stato dei luoghi”. Il primo round, insomma, segna
un punto afavore di chi, decisamente, porge il pollice verso nei riguardi di un
Piano spiaggia ritenuto, da tanti, troppo invasivo. Un progetto, quest’ultimo,
che prevede l’accorpamento delle strutture balneari, delle quali alcune
addirittura fisse, sul lato est della spiaggia del caratteristico borgo
marinaro, il cui iter burocratico va avanti, oramai, da diversi anni,e che ha,
da subito, scatenato una serie di discussioni e di proteste. • A partire
dall’opposizione, appunto, di diversiproprietari di immobili che si trovano
nell’ameno borgo, i quali hanno, sin dal principio, hanno messo in
evidenzacomeil nuovo posizionamento dei lidi, oltre a “violentare” il
territorio, li avrebbe anche fortemente danneggiati, privandoli, di fatto,della
vista di cui godono attualmente. E non solo. Perché sotto accusa vi è anche la
procedura adottata per redigere il Piano, in quanto non si sarebbero affatto
tenuto in considerazione le esigenze della comunitá e né, nel corso dell’iter,
agli interessati sarebbero stati chiesti suggerimenti o pareri, così come invece
prescrive la legge.Gaetano de Stefano

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