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SEQUESTRO VERGANI: HANNO CONFESSATO TUTTI GLI ARRESTATI

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 NOVARA – Dopo Virgilio Giromini hanno confessato anche Alessandra Cerri e Giuseppe Lettini, le due persone arrestate ieri sera perche’ ritenute coinvolte nel rapimento di Barbara Vergani. I due sono stati interrogati da polizia e carabinieri per tutta la notte ed hanno reso ”dichiarazioni concordanti tra loro – afferma il procuratore aggiunto di Torino, Maurizio Laudi – e con quelle della giovane sequestrata”. ”Il quadro investigativo e’ ormai completo”, continua il magistrato della Direzione distrettuale antimafia all’uscita dalla Questura di Novara. E’ qui che per circa quattro ore e’ stata interrogata la Cerri, mentre Lettini e’ stato sentito dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia che hanno coordinato insieme a Laudi le indagini, Annamaria Loreto e Onelio Dedero, presso il comando provinciale dei carabinieri, sempre a Novara. La banda che ha effettuato il sequestro lampo non avrebbe dunque altri membri oltre a Virgilio Giromini, l’uomo arrestato lunedi’ sera che ieri pomeriggio ha rivelato agli inquirenti il nome degli altri due complici. ”Nei prossimi giorni rileggeremo i verbali e studieremo ancora le carte – spiega Laudi – ma abbiamo elementi tali per pensare che la vicenda sia stata definita”. Alla base del gesto delle tre persone, che ora rischiano una condanna ad almeno venti anni di prigione, ci sarebbe stata ”la motivazione piu’ ovvia ed immediata, ovvero quella di fare soldi facili”, dichiara Laudi. Che al termine di quattro intensi giorni di indagini si dice ”soddisfatto” per l’esito del sequestro lampo. ”Non potevamo sperare in meglio – conclude – visto che dopo solo 26 ore e’ stato liberato l’ostaggio e nei tre giorni successivi sono stati individuati i responsabili del sequestro”. Alessandra Cerri, 60 anni, abita al primo piano di un condominio di tre piani a Ghemme. Un piccolo appartamento composto da cucina, soggiorno, bagno e una cameretta. In quest’ ultima sarebbe stata tenuta prigioniera Barbara Vergani.

RITROVATA PISTOLA UTILIZZATA NELL’AGGUATO
Era nascosta sotto un ponte, all’interno di un sacchetto di plastica, la pistola utilizzata dai rapitori di Barbara Vergani nell’agguato di sabato sera. I carabinieri l’hanno ritrovata nella notte, a Borgomanero, poco distante dal luogo in cui la ragazza è stata sequestrata, nei pressi dell’imbocco autostradale. Con quest’ultimo tassello, il puzzle della vicenda che ha sconvolto la zona del lago d’Orta, nel novarese, è stato completato. Oltre all’arma, una pistola con silenziatore, ieri sera carabinieri e polizia hanno infatti scoperto il nascondiglio in cui Barbara è stata tenuta in ostaggio per 26 ore. E, dopo la confessione di Virgilio Giromini, l’uomo arrestato lunedì sera, sono stati fermati anche i suoi due complici, Alessandra Cerri e Giuseppe Lettini. All’alba di questa mattina, dopo un lungo interrogatorio, anche loro hanno confermato di aver preso parte al sequestro lampo


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                                  Michele De Lucia

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