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Scritte fasciste ad Amalfi Rifondazione denuncia

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Denuncia di Rifondazione Comunista ad Amalfi per alcune scritte fasciste. Il giorno dopo le elezioni politiche nelle gallerie della capitale della Costiera Amalfitana, in pieno periodo turistico, sono apparse delle scritte che hanno suscitato le ire degli iscritti al circolo costiero. In particolare le scritte sono apparse nella galleria del Vallone Cieco  e in quella fra Amalfi ed Atrani e anche a Mormorata a Ravello. Le scritte sono “Prodi Boia”, “Luxuria a morte”, “Duce ad oltranza” e “25 aprile festa dei traditori”.


“E’ incredibile questa vicenda – dice il segretario di Rifondazione Comunista Stanislao Balzamo -, abbiamo presentato un esposto contro queste scritte inneggianti a principi fascisti e infanganti sulle persone e soprattutto sul valore simbolico di una ricorrenza come il 25 aprile.”


Dopo aver aspettato una settimana il circolo di Rifondazione ha deciso di presentare una dettagliata denuncia alla Compagnia dei Carabinieri di Amalfi. “Ciò che ci ha colpito è l’indifferenza delle istituzioni – dice Balzamo -, ci saremmo aspettati una presa di posizione dai sindaci innanzitutto, ma anche dalle forze pulite e moderate del centro-destra, sappiamo che non tutti condividono questi gesti inqualificabili. Ci sorprende poi che l’Anas non abbia subito fatto rimuovere queste scritte che sono perseguibili ai sensi di legge in quanto reati.” Il clima politico ad Amalfi si fa incandescente anche in vista delle prossime elezioni comunali che sta vedendo già li animi surriscaldarsi per la presentazione delle liste che deve avvenire il prossimo 28 aprile.


“Condanno questo gesto come lo condannano tutti i circoli della Costiera di Alleanza Nazionale per quanto mi riguarda – dice il consigliere regionale di An Salvatore Gagliano -, queste manifestazioni non ci appartengono e prendiamo le distanze da chiunque abbia voluto fare quelle scritte che vanno rimosse“.


 “Forse gli artefici delle scritte hanno peccato di ignoranza e di superficialità – continua Balzamo -; ci piacerebbe pensare che sia stata una bravata senza seguito, ma la realtà ci obbliga a prestare attenzione ad atti intimidatori come questi che, ad un mese dalle elezioni rischiano inutili pulsioni violente.”


Michele Cinque

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