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A Vincenzo Vavuso il Premio “Lilly Brogi”

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Mentre si conclude, con successo, la sua mostra a San Giorgio a Cremano,

al pittore  salernitano un prestigioso riconoscimento da Firenze per la “saggistica”

 

Successo di pubblico per la mostra “Oltre gli schemi”, che si chiude il 20 novembre al piano nobile di Villa Bruno nel comune di S. Giorgio a Cremano. Bilancio più che positivo, quindi, per il pittore salernitano Vincenzo Vavuso.  

Nato a Caserta, l’artista, che vive e opera a Pellezzano, è stato appena insignito del 1° Premio per la Saggistica al Premio “Lilly Brogi” La PergolaArte di Firenze per “La Pittura: l’espressione di noi stessi”, che sarà prossimamente pubblicato da Terra del Sole edizioni.

Un libro nato dalla grande passione di Vincenzo Vavuso per l’arte e quella in particolare per la pittura dell’Ottocento. “Il suo grande amore per l’arte”, sottolinea nella prefazione al volume il critico d’arte salernitano Massimo Ricciardi, “gli è apparso a tratti quasi incontenibile, per il vigore e l’entusiasmo con cui i pensieri su artisti ed opere affioravano nella sua mente…Un percorso che, partendo dalla Napoli dell’Ottocento, è giunto fino all’arte contemporanea, con riferimento particolare agli esponenti più significativi dell’area geografica campana. L’autore ha così potuto rendere concreta, con questo volume, quella che era solo un’idea astratta: comunicare ed esternare con entusiasmo e competenza la propria esperienza di collezionista ed appassionato di arte”.

Un amore per la pittura che egli stesso tiene a rilevare con vigore: “La mia arte nasce da due elementi fondamentali che determinano la bellezza delle opere: il concetto e l’istinto, ma sempre dopo un attento e scrupoloso studio del soggetto, della materia e del colore. Il mio più grande piacere è quello di catturare l’attenzione del pubblico, ma ancor di più cercare di infondere la bellezza dell’arte nell’animo di colui che osserva”. E, guardando le opere del pittore esposte in questa mostra di San Giorgio a Cremano, “arriva diretto fino a noi il fil rouge della Genesi che lega l’ uomo al suo spazio-tempo”, come sottolinea il professor Daniele Menicucci, “e lo accompagna verso l’oltre, un oltre che sono le visioni più pacate di Vincenzo Vavuso verso l’ ignoto che lo circonda”.

 


 

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