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Lettere da Piano di Sorrento – Il premio Arturo Esposito

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO

 

IL PREMIO ARTURO ESPOSITO

 

All’indomani della manifestazione per l’assegnazione dei premi letterari, in ricordo del compianto Arturo Esposito, di che ci meravigliamo se Piano ha assegnato il premio “giornalismo” a Sallusti?

Piano di Sorrento, come tanti altri Comuni d’Italia, segue la moda politica: ieri votava D.C. oggi ha votato Berlusconi (basta guardare quanti voti ha preso il PDL nelle ultime tornate elettorali). È così.

In questo paese non si vota per scelta di elementi validi, competenti per la gestione amministrativa, non si cercano le persone “qualificate” che possano farsi carico degli interessi collettivi: No! Si vota per l”amico”, per quello che ti potrà favorire al momento opportuno, per l’imbonitore (tipo B.) che ti riempie di chiacchiere, ti galvanizza e ti “abbabea”. La massa va sempre dalla parte del più forte, del più furbo, del più scaltro, di quel simpatico imbroglione che ci sa fare ed è proprio questa massa fluttuante che si perde e non si ritrova nel sociale: perché questo è il male di fondo di noi italiani, il non avere il senso del sociale e quindi addio alla democrazia nel senso puro della parola. In altri termini noi saliamo sempre sul carro del vincitore. Poco importa se sia una persona per bene e “capace” di amministrare. In questo disordine e confusione di valori si inserisce poi la mafia ed il piatto è servito!

Oggi c’è la “crisi” (coinvolge l’Europa, il Mondo), ma in Italia i sintomi, le premesse esistevano da anni…i nostro governanti hanno volutamente taciuto (non gli conveniva parlarne) ed allora ci hanno “abbuffato” di sorrisi, ci hanno garantito sicurezza per la nostra economia, etc…come è andata a finire oggi lo sappiamo tutti e c’è veramente da preoccuparsi per le sorti del nostro Paese; passiamoci, però, una mano sulla coscienza ed ammettiamo pure le nostre colpe: colpe che vanno dalla superficialità, dalla leggerezza all’opportunismo, dalla indifferenza alla complicità.

Se disgraziatamente questo Paese (e facciamo tutti gli scongiuri che volete) dovesse affondare ebbene interroghiamoci ed analizziamo tutte le nostre colpe.

Se in questa fase drammatica i nostri rappresentanti di governo non riescono ancora a trovare un’intesa, al di là del colore politico, delle “caste”, al di là dei pregiudizi e preconcetti, è la prova provata che saremo pure un popolo di poeti, santi e navigatori ma NON SIAMO UNA NAZIONE, non riusciamo a trovare un’unità d’intenti, non riusciamo a rimboccarci le maniche e lavorare insieme per salvare la nostra terra e dimostrare quanto valiamo.

 

 (Avv. Augusto Maresca)

 

 

 

 

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