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Ravello Costa d’Amalfi 2020, il punto di Secondo Amalfitano: Mibact decreterà la nomina a febbraio – VIDEO

Mancano 23 giorni alla selezione delle 10 città finaliste, in corsa per l’aggiudicazione della nomina a Capitale Italiana della Cultura 2020, designata dal Ministero dei Beni Culturali. L’intera Costiera Amalfitana è in spasmodica attesa della decisione della commissione ministeriale e l’organizzazione di Ravello Costa d’Amalfi Capitale Italiana della Cultura 2020, fa un punto della situazione con Secondo […]

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Mancano 23 giorni alla selezione delle 10 città finaliste, in corsa per l’aggiudicazione della nomina a Capitale Italiana della Cultura 2020, designata dal Ministero dei Beni Culturali. L’intera Costiera Amalfitana è in spasmodica attesa della decisione della commissione ministeriale e l’organizzazione di Ravello Costa d’Amalfi Capitale Italiana della Cultura 2020, fa un punto della situazione con Secondo Amalfitano, direttore di Villa Rufolo e responsabile del dossier della candidatura.

“Lo stato dell’arte è quello previsto dal bando con qualche leggero ritardo, come abbiamo avuto modo di comunicare, dovuta ad una lentezza burocratica e qualche incidente di percorso perché in conferenza unificata il tavolo preposto alla designazione dei rappresentanti di comuni, provincia e regioni, le regioni hanno incappata in una nomina non accettata ed hanno dovuto sostituire un membro, questo ha portato alla perdita di qualche settimana sulla tabella di marcia che si sta riversando sull’esito finale, ma le notizie che abbiamo e che si sta cercando di recuperare il tempo ed entro la fine della settimana prossima dovrebbero esserci indicazioni precise sui dieci finalisti inutile dire che contiamo di esserci”.

Il termine del 31 gennaio dunque salta a causa di questo ritardo sul cronoprogramma, ma Secondo Amalfitano fa sapere che la commissione ministeriale, una volta completata la cernita e selezionati i dieci dossier, dovrà convocare le audizioni con un tempo di preavviso, dato che dovranno mobilitarsi sindaci e soprattutto i responsabili dei progetti, insieme alla delegazione che dovrà prendere parte all’audizione. Il decreto di nomina a Capitale Italiana della Cultura da parte del Ministro dei Beni Culturali ci sarà quindi entro febbraio.

Ulteriori riflessioni sono state dedicate alla cultura in Italia: il 2017 ha registrato 50 milioni visitatori con un crescente interesse crescente per l’archeologia, quindi la cultura è al momento la strada giusta. Ravello Capitale Italiana della Cultura 2020 è il segno che si vuole investire in tal senso, contando su una struttura come Villa Rufolo che con 400mila contatti può inserirsi a metà tra i monumenti pubblici considerati dal Mibact. Secondo Amalfitano si fa sostenitore della tutela-valorizzazione, rivelando come una lettura museale statica, immobile, non toccabile, non ruota intorno all’uomo e al suo essere, non danneggiando i beni o mettendo in secondo piano la tutela: il futuro è la sinergia tutela-valorizzazione, con musei aperti, beni aperti e fruibili e Villa Rufolo l’ha ampiamente dimostrato con le mostre di Mito Rai, Tony Cragg e Mimmo Palladino.

Ravello Costa d’Amalfi 2020 resta per Amalfitano “un riconoscimento al futuro e non al passato”, ma per guardare al futuro le 14 città devono avere una cognizione sulla loro prospettive. L’evento sarà un elogio all’innovazione tecnologica, con l’atlante dei beni culturali immateriali, e la realizzazione di un fumetto che esalti tale prodotto. Il dossier guarda alla coesione dell’intero territorio coinvolto, a partire dalle scuole a tutti i livelli, che saranno partecipi del progetto. “Il nostro dossier non è un libro dei sogni”, ama dire Amalfitano, ed infatti molti punti sono radicati sulla concretezza di un piano sulla sicurezza dei beni culturali e dei fruitori, un tema già sottoposto al Generale dell’Arma dei Carabinieri e che ha bisogno di una spinta per essere approfondito ed applicato su tutto il territorio nazionale. Tra le aspettative del dossier si spera che il capoluogo di provincia, Salerno, sia volano per l’intero territorio ed un ulteriore elemento di forza, ma grande considerazione ci sarà anche per la sicurezza sanitaria con particolare riguardo alla struttura dell’Ospedale Costa d’Amalfi. Conclude il direttore di Villa Rufolo “se leggeremo un dossier più valido saremo felici per la cultura ma meno per una questione campanilistica, in ogni caso ci auguriamo che vinca e trionfi sempre la cultura”.

Grande attenzione e punto di forza della candidatura di Ravello e della Costiera Amalfitana a Capitale d’Italia della Cultura nel 2020 è anche l’approccio sui social, un qualcosa di inedito che tiene insieme tutti coloro che condividono e sposano il progetto.

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