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Teatro. Ai nastri di partenza la 14a edizione della Rassegna/Festival Città di Saviano foto

Saviano, Mauro Romano – Il dado è ancora tratto con il via della 14a edizione teatrale della “Rassegna – Festival Città di Saviano”, memorial Carmine Mensorio, compianto, illustre cittadino della “Città del Carnevale”, già medico chirurgo, professore universitario, direttore I.S.E.F., consigliere regionale della Campania  e deputato al Parlamento. La kermesse si avvale del patrocinio dell’amministrazione […]

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Saviano, Mauro Romano – Il dado è ancora tratto con il via della 14a edizione teatrale della “Rassegna – Festival Città di Saviano”, memorial Carmine Mensorio, compianto, illustre cittadino della “Città del Carnevale”, già medico chirurgo, professore universitario, direttore I.S.E.F., consigliere regionale della Campania  e deputato al Parlamento. La kermesse si avvale del patrocinio dell’amministrazione comunale di Saviano del sindaco Carmine Sommese – assessorato alla cultura, sport, turismo, teatro –  e della preziosa cooperazione della Città Metropolitana di Napoli, rappresentata dal consigliere Francesco Iovino. Può ritenersi soddisfatto il patron Giovanni Palladoro per il suo certosino e competente operato preliminare, per il quale si è avvalso del fattivo contributo del “Gruppo di Lavoro” composto dallo scenografo Carmine Ciccone, dall’esperto di teatro prof. Giacomo Simonelli e dal dr. Mauro Romano che curerà anche l’area comunicazione avvalendosi della collaborazione esterna del veterano Antonio Romano per i comunicati stampa post esibizione delle compagnie. Gruppi teatrali che in questa tornata 2017/18, figureranno in numero di 16, equamente suddivisi in “Rassegna Classici” e “Rassegna Inediti”, scelta operata dall’organizzazione che, alla fine delle esibizioni, a proprio insindacabile giudizio, si avvarrà della facoltà di assegnare riconoscimenti a compagnie che si saranno particolarmente distinte nelle proprie performance. Motivo di orgoglio e soddisfazione per l’entourage savianese, l’esibizione prevista per il 4 marzo 2018, da parte dei detenuti  del reparto mediterraneo della casa circondariale di Secondigliano (Na), associazione onlus Maniphesta, che presenteranno “Farsa” di Eduardo De Filippo con l’adattamento e la regia di Giorgia Palombi. Per l’occasione saranno sospesi gli ingressi con abbonamenti, in quanto il ricavato della serata sarà devoluto ai detenuti del carcere. Ma siamo sicuri che la sensibilità degli appassionati di teatro, renderà stracolma l’accogliente struttura della storica location del teatro/auditorium di via Falcone e Borsellino in Saviano (Na). Orario d’inizio ore 18:00, con ritardi difficilmente tollerabili dagli addetti ai lavori. Per questo si raccomandano le compagnie e gli spettatori – i quali, stante agli esempi delle precedenti edizioni,  si presume interverranno in modo massiccio – di essere particolarmente precisi per un senso di riguardo verso chi rispetta i tempi indicati. Solo nel caso di coincidenza di orario di qualche partita del Napoli Calcio, la rappresentazione prevista sarà prorogata alle ore 20,30. A rompere il ghiaccio “Antonio Merone e Nello Nappi” che porteranno in scena “Un Turco Napoletano” di E. Scarpetta con adattamento di G. Rizzo per la regia di Antonino Laudicina, omaggio al grande totò nel cinquantenario della sua scomparsa (1967/2017). La trama: “Appena usciti di prigione, i due protagonisti incontrano un forestiero turco che chiede indicazioni per la stazione, poiché deve recarsi a Sorrento per motivi di lavoro. Compreso che nessuno conosce l’aspetto dell’uomo, Nicola e Felice lo stordiscono e lo derubano. Il primo convince il secondo ad andare a Sorrento con i documenti del forestiero per assumerne posto di lavoro ed identità. Felice scopre che il turco avrebbe dovuto prestare servizio presso la bottega di don Pasquale Catone, uomo ricco ma gelosissimo della moglie Carmelina e della figlia Lisetta. Don Pasquale in effetti, attendeva il lavoratore forestiero che gli era stato raccomandato dall’importante onorevole Coccobello, il quale vuole ingraziarselo in vista delle prossime elezioni, tanto da promettergli anche il titolo di Cavaliere. L’Onorevole invia una lettera a Pasquale che, casualmente, giunge poco dopo l’arrivo di Felice. Nel testo comunica all’uomo che il turco è un eunuco. Pasquale, per delicatezza, non chiede conferma all’ignaro Felice e anzi, su suggerimento dell’amico e confidente don Ignazio, lo mette a guardia di moglie e figlia, garantendogli anche un cospicuo stipendio. L’uomo non comprende il motivo per cui “il padrone” è tanto generoso, ma ovviamente accetta l’offerta e si fa ben volere da tutto il “parterre” femminile, ovvero Carmelina, Lisetta, dalla moglie di Ignazio, Angelica e dalla cameriera Concettella. Però, durante il suo lavoro a casa Catone, riceve la visita di Nicola, al quale non dice nulla del lauto stipendio percepito lavorando per Pasquale che,  intanto, promette sua figlia Lisetta a don Carluccio, prepotente e rozzo nipote di don Ignazio detto “l’Uomo di Ferro”. Durante la cerimonia di fidanzamento tra Lisetta e Carluccio, Felice seduce sia Carmelina che Angelica, mentre tutti sono in fermento per l’arrivo dell’on. Cocchetelli e della moglie – che in realtà è l’amante, ovvero una ballerina francese che Felice aveva già visto a teatro. Mentre Lisetta rompe il fidanzamento, mandando su tutte le furie Carluccio, Coccobello trova Felice in atteggiamento intimo con l’amante, scoprendo che l’uomo non è il turco che aveva promesso a don Pasquale. Il politico però non può rivelare nulla a Catone perché la cosa lo metterebbe in cattiva luce con il ricco ed influente padrone di casa. La verità viene ugualmente svelata a Pasquale da Nicola che, scoperto il ricco compenso percepito da Felice, decide di vendicarsi e farlo cacciare. Pasquale va su tutte le furie sia con Felice che con l’Onorevole, ma in quel momento arriva anche Carluccio, che grida vendetta per l’affronto subìto da parte di Lisetta. Il prepotente nipote di Ignazio viene messo in fuga dalla forza sovrumana del falso turco. La storia si conclude con don Pasquale che ringrazia Felice per l’aiuto offertogli e concede a Lisetta di fidanzarsi con Felice, mentre Coccobello riceverà l’aiuto di don Pasquale e degli altri elettori per vincere le elezioni politiche. Detto così, la narrazione già intriga, ma a vederla … Raccomandiamo ad esserci!

Antonio Merone, attore di teatro dal 1986: Nasce a Sant’Anastasia in provincia di Napoli il 23 dicembre del 1973, è l’ultimo di quattro figli di un costruttore edile, Nicola, e di sua moglie Vincenza Brunone. Esordisce tredicenne al Teatro Metropolitan del suo paese nativo con una compagnia locale con due atti unici di Peppino De Filippo. Nel 1989 frequenta un laboratorio teatrale al Teatro Bruttini di Napoli diretto da Saverio Mattei. Nello stesso anno viene scritturato dallo stesso Mattei, per un tour estivo con lo spettacolo “Tipi, tipacci, tipetti & company”. Nel 1990 entra nella compagnia dei giovani del Teatro Sannazaro di Napoli diretta da Luisa Conte e prende parte allo spettacolo “‘Na santarella” di Scarpetta-Brancaccio, con Lara Sansone e Mario Brancaccio, per la regia di Giuseppe Di Martino. Con lo stesso spettacolo, con la partecipazione straordinaria di Concetta Barra, partecipa alla rassegna “Incontri d’estate alle Terme di Agnano”. Nel 1992 fonda la Compagnia Stabile del Teatro Metropolitan “Città di S. Anastasia (NA)” e mette in scena uno spettacolo di varietà dal titolo “Vulesse fà l’attore” con la partecipazione straordinaria di Franco Angrisano. Ha avuto collaborazioni con Olimpia Di Maio, Mariano Di Martino, Franco Angrisano, Liliana De Curtis, Oscar Di Maio, Mario Scarpetta, Saverio Mattei, Corrado Taranto. In più di trent’anni di carriera ha avuto diversi riconoscimenti, tra i più importanti: nel 2006, vince il premio “Fontana d’argento – Città di Sant’Anastasia”. Nel 2008, vince il premio “Mario Scarpetta” come miglior attore, presso il Teatro Palapartenope di Napoli.

Nello Nappi, attore di teatro e cinema dal 1983:  Nasce a San Gennaro Vesuviano (Na) il 24 dicembre 1970. Esordisce a teatro a 13 anni nella compagnia della pro loco “Il Campanile” di Saviano con la regia di Felice Falco. Viene diretto da vari Registi come Gianfranco Gallo, Gianni Parisi, Ciro Ruoppo, Antonio Merone, Antonino Laudicina etc.  Per molti anni collabora con varie compagnie della provincia di Napoli quando nel 2012 dopo aver frequentato il laboratorio Teatrale di Gianfranco Gallo viene scelto nella sua compagnia, lavorando per tre stagioni e calcando palcoscenici importanti come il Teatro Trianon, il TeatroTotò etc. Nello Nappi ha partecipato anche a diversi film,tra i quali “Tre tocchi” con Gianfranco Gallo e la regia di Marco Risi. Poi “Babbo Natale non viene dal nord” con Maurizio Casagrande , “Troppo napoletano” di Alessandro Siani, “Vita cuore battito” con gli Arteteca, il film della Rai “Il Sindaco pescatore” con Sergio Castellitto e “Socialmente pericolosi” con il Savastano di Gomorra Fortunato Cerlino. Nel 2017  il successo di Uma a Los Angeles. Da Saviano a Los Angeles. Sul red carpet della capitale del cinema, Nello Nappi risulta uno dei due protagonisti italiani del film Uma del produttore Henry Zakka. All’International film festival 2017 di Los Angeles la prima mondiale del film di Zakka, attore venezuelano conosciuto in Italia per le telenovelas Topazio e Passione proibita. Zakka ha scelto Nappi per una parte importante del film. L’attore di Saviano interpreta, infatti, un medico protagonista della storia girata tra l’Italia e l’estero. (Mauro Romano).

 

 

 

 

 

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