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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO CHE NE AVETE FATTO DI SORRENTO?

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO CHE NE AVETE FATTO DI SORRENTO?   Questo il silenzioso rimprovero che trasuda dalle antiche mura della città di Sorrento, nella quale hanno vissuto uomini di cultura, innamorati della propria terra, i cui nomi sono scolpiti nella immaginaria lapide storica, mai scoperta alla Cittadinanza, ma esistente in tutti noi. Uomini […]

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO

CHE NE AVETE FATTO DI SORRENTO?

 

Questo il silenzioso rimprovero che trasuda dalle antiche mura della città di Sorrento, nella quale hanno vissuto uomini di cultura, innamorati della propria terra, i cui nomi sono scolpiti nella immaginaria lapide storica, mai scoperta alla Cittadinanza, ma esistente in tutti noi.

Uomini che ne accolsero altri, provenienti da tutte le parti del Mondo: scrittori, poeti, musicisti, artisti di ogni genere. La terra delle sirene è un lontano ricordo per loro e per noi!

È settembre, il mese più bello per vivere le vacanze, vivere la vita…ma se ci si affaccia nel cuore cittadino, dal centro al porto, svanisce tutto l’entusiasmo.

E così, dopo il periodo di siccità che ha contraddistinto questa estate, una siccità alleata col cemento e con lo smog, divenuti oramai residenti in penisola, abbiamo subito anche lo scippo all’ecologia, inferto da motorini e motorette, veri delinquenti della strada, in gara con gli arroganti ed insolenti conducenti d’auto; abbiamo subito così il caos che regna nel ventre della città, uno spettacolo allucinante. Un traffico veicolare snervante, aggressivo, patologico che produce disordine mentale specie con la bolgia di sorpassi, di contravvenire alle regole, il tutto condito da una raffinata maleducazione urbana.

Abbiamo ascoltato il racconto di famiglie che abitano al di sopra di pub, rosticcerie, friggitorie, etc, le quali non hanno potuto chiudere occhio durante le notti estive per il chiasso, un inquinamento acustico fuori da ogni controllo, accoppiato al puzzo di oli bruciati, dal particolare tanfo, impregnante l’aria circostante. Questa è diventata Sorrento? Il mare lo si può guardare solo da lontano, una striscia blu all’orizzonte, un blu ambiguo come quello raffigurato in alcuni quadri moderni. Da anni si vive e si continua a vivere così, mentre in molte città d’Europa ci si preoccupa di inserire verde, di creare oasi pedonali e piste ciclabili.

L’abbiamo detto tante volte, la città andava protetta. I pullman, le auto dovevano restare alle porte; i turisti e i visitatori andavano accompagnati con un servizio di navette, possibilmente elettriche, come si stanno introducendo in altri siti. Un piano traffico efficace avrebbe dovuto regolare l’interno, ma i signori di Sorrento non hanno voluto capirlo, ed ecco il risultato.

Il discorso è lungo da farsi e purtroppo, allo stato, improduttivo, perché tra il dire e il fare…c’è di mezzo il mare. Mare peraltro inquinato come il nostro. Non se ne parla, ma è risaputo, e recenti studi l’hanno conclamato, lo smog incide negativamente sul sistema nervoso, provoca cancri e depressioni ed altre forme patologiche, ma non se ne parla. Sembra che non interessi a nessuno.

 

(avv. Augusto Maresca)

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