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Positano Premia La Danza, la 45° edizione. Lorca Massine “Si punti sempre di più ai giovani” foto

Positano, Costiera amalfitana. Questa mattina  al Teatro San Carlo a Napoli ad attenderci c’era la pioggia e la storia. ​ La  Storia della Danza è passata da Positano. Massine, Nureyev, solo per citare chi ha avuto un rapporto così viscerale con questa Terra delle Sirene, da acquistarne le isole. Era in programma la conferenza stampa di […]

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Positano, Costiera amalfitana. Questa mattina  al Teatro San Carlo a Napoli ad attenderci c’era la pioggia e la storia. ​ La  Storia della Danza è passata da Positano. Massine, Nureyev, solo per citare chi ha avuto un rapporto così viscerale con questa Terra delle Sirene, da acquistarne le isole. Era in programma la conferenza stampa di presentazione della 45esima edizione di Positano Premia la Danza – Léonide Massine con l’annuncio del programma  e dei premiati al Gala della Spiaggia Grande di Positano sabato nove settembre. 

Alla conferenza ha partecipato  il coreografo Lorca Massine, figlio di Léonide Massine, impegnato al San Carlo nell’allestimento di “Zorba il greco”.  Abbiamo avuto modo di parlargli ( come si vede nella bellissima  foto di Massimo Capodanno riportata nel suo blog Positano My Life che racconta la conferenza stampa   siamo all’interno del Teatro San Carlo  )

Lorca si è dimostrato di una simpatia e disponibilità unica, oltre che di profonda cultura,  trasmettendo durante la conferenza stampa un messaggio forte sui giovani.

“Il Premio Danza Positano deve puntare molto sui giovani far venir fuori nuovi talenti, questa deve essere la sua missione ”  . E presente in sala c’era proprio un giovane, Luigi Crispino, che dopo il diploma al San Carlo di Napoli oggi fa parte del American Ballet Theatre  di N.Y., Anna Razzi ha ricordato come per farlo andare in Russia fece le acrobazie, visto che era minorenne, insomma bisogna dare tutto per i giovani “Perchè attraverso il giovani la danza continua ”

Tuo padre era un grande coreografo, ma faceva parte anche di un grande cenacolo di artisti e scrittori che si ritrovavano a Positano, da Semenov , Stavinsky , Clavel a Picasso e Depero..

“Non so se Picasso fosse arrivato anche a Positano, ma Positano era davvero un centro culturale e artistico internazionale. Depero era un grandissimo artista , un futurista eccezionale ( Lorca Massine ne ha ricostruito le scene de “Le Chant du Rossignol”, ndr ). Anche lui legato a Positano e a mio padre, Positano è un paese che ha una storia eccezionale, un palcoscenico mondiale con un’eco inimmaginabile”

In qualche modo segui le  orme di tuo padre , è stata una scelta?

Più che seguire le orme ho fatto quello che mi sentivo dentro di fare, mi è venuto spontaneo lavorare in questo campo e lo faccio con passione, credo che le cose per farle bene devi farle con creatività e spontaneità”

E i tuoi figli seguono le tue orme?

“Ho quattro figli che hanno seguito varie strade, sono tutte buone, sono le loro strade… uno sociologia, uno è miliardario ( e sorride ) , forse l’ultimo farà qualcosa di simile..”

Hai ricostruito tutte le testimonianze di tuo padre? 

“Non è facile perchè purtroppo negli ultimi anni mio padre vendeva tutto quello che poteva vendere, ritrovare tutto non è semplice ”

E’ tornato sull’isola de I Galli? Cosa ha provato? Non ti manca Positano? 

“Sono tornato e sono stato invitato più volte da Giovanni Russo, ho notato che gli ambienti sono stati rispettati. L’isola non è stata stravolta e Russo è sempre stato molto cortese.. ho ritrovato il mio pianoforte, quando lo ho visto e ho esclamato che era il mio pianoforte, mi ha addirittura detto, se vuoi te lo spedisco a casa.. A Positano vorrei tornare più spesso, sono sempre in giro per il mondo con le mie opere”

Cosa si deve fare per la Danza e per il Premio Danza? 

“Bisogna dar spazio ai giovani, alla spontaneità.. date la possibilità ai giovani di potersi esprimere, di poter realizzare i loro progetti. Sono loro il futuro, la Danza per crescere, rinnovarsi e rinascere deve puntare ai giovani e anche il Premio Danza deve dare sempre più spazio ai giovani. Il Premio Danza di Positano è un riconoscimento importantissimo, va valorizzato e sostenuto”

 Diamo alcuni cenni biografici raccolti sul web su Lorca e Leonide Massine

LORCA MASSINE

È nato a New York da una famiglia di artisti. Inizia a studiare danza classica a dieci anni sotto la guida del padre, Léonide Massine e a quindici intraprende la carriera artistica alternando la danza classica con quella di carattere e con spettacoli di prosa.

A diciassette anni comincia a dedicarsi alla coreografia formando una compagnia di balletto (European Ballet); un anno dopo entra nella compagnia di Béjart (Ballet du XXe Siècle) dove conosce tutti gli aspetti della danza moderna e la regia.

Intraprende poi la carriera di coreografo scegliendo New York come punto di partenza: qui prepara un balletto per il Work Shop, la scuola del New York City Ballet il cui direttore, Balanchine, lo invita a far parte della sua compagnia. Lorca accetta e resta per più di tre anni collaborando alle coreografie di BalanchineJerome Robbins e altri.

Da allora ha creato più di cinquanta spettacoli; dal 1981 al 1983 è stato direttore del ballo al Teatro dell’Opera di Roma; nel febbraio 1990 ha fondato a Lodz in Polonia la compagnia “Ballet Teatr De L’Est”; dal settembre 1991 è direttore del ballo al Teatro dell’Opera di Varsavia.

I suoi balletti sono rappresentati nei teatri più noti: segnaliamo, tra gli altri, Esoterik SatieJack in the boxGaité ParisienneLa Boutique FantasqueMario e il MagoPulcinellaWork in progressFortepianissimo e Zorba il Greco, su musiche di Mikis Theodorakis creato per l’Arena di Verona nel 1988.

LEONIDE MASSINE

Ma chi era Massine, l’uomo che comprò l’isola de I Galli a Positano e vi ha portato i più Grandi del mondo dell’arte e della Danza , forse anche Picasso? Studiò alla scuola del Teatro Bolshoi di Mosca. Dal 1915 al 1921 fu uno dei principali coreografi dei Balletti Russi di Sergej Diaghilev. Dopo la rottura fra Djaghilev e Vaslav Nijinsky, il primo ballerino della compagnia, Massine ne prese il posto, diventando anche amante dell’impresario. Il quale non perdonò a Massine il suo matrimonio, rompendo improvvisamente il rapporto con lui, esattamente come aveva fatto con Nijinsky per lo stesso motivo.

Massine, a destra, con Picasso a Pompei nel 1917
Dopo la morte di Djaghilev, e la prevedibile scomparsa dei Balletti Russi, Massine contribuì a rivitalizzare il mondo del balletto grazie al suo coinvolgimento nel Ballet Russe de Monte Carlo.
Liturgie (1915) il suo primo balletto irrealizzato riprendeva lo stile dei mosaici bizantini che tanto lo avevano ispirato nei viaggi in Italia con Djaghilev, i gesti ricordavano infatti la vergine di Cimabue. Las Meninas (1916) nasceva dalla scoperta di Velàsquez al Prado; ma anche Les Femmes de bonne humeur come tutti gli altri balletti da lui coreografati traevano ispirazione dal mondo delle arti visive. Non a caso per Massine la collaborazione più importante ai fini dell’opera è quella tra il coreografo e il disegnatore di scene e costumi.
Massine collaborò con l’artista dell’avanguardia russa Mikail Larionov per la creazione del balletto Le soleil de nuit (1915). Il pittore aveva il compito di supervisionare la coreografia ma fu lui in realtà ad avere l’idea delle leggende folckloriche che sono alla base narrativa del balletto, disegnò costumi e scene fortemente stilizzati. Massine attinse alle memorie dell’infanzia per ricordare danze locali, aggiungendo ad esse gesti primitivi legati alla terra. Essi utilizzeranno figure geometriche per la coreografia con colori vividi e abbaglianti, i danzatori nascosti in volto da trucchi elaborati e immobilizzati da costumi pesanti che ne intralciano il movimento e lo rendono un oggetto di scena. Ma tra i pittori più celebri e importanti che collaborarono con lui è da ricordare Pablo Picasso, per i balletti Parade (1917), Le Tricorne (1919) e Pulcinella (1920). Insieme a Michel Fokine, fu uno dei coreografi che abbandonarono l’eredità di Petipa, poiché il suo intento era quello di evolvere la tecnica classica verso la modernità. Egli cercava una sintesi di movimento tra forma e contenuto, coreografia e arte plastica. Diede molta importanza ai ballerini creando opere che ne esaltassero la personalità.
Morì all’età di 83 anni a Colonia.

Massine ha lavorato sovente anche per il cinema: è apparso in due film di danza di Michael Powell e Emeric Pressburger: Scarpette rosse (1948) e I racconti di Hoffmann (1951) e successivamente in Carosello napoletano di Giannini, e nel film di Powell Luna di miele (1959).
Spettacoli di danza
Il cappello a tre punte, musiche di Manuel de Falla, coreografie di Léonide Massine, con Tamara Karsavina, Léonide Massine, Leon Woizikowsky, Alanova, scene e costumi di Pablo Picasso, Compagnia Balletti Russi di Serge de Diaghilev Teatro Alhambra Londra 22 luglio 1919.

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