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Piano di sorrento mistero sul mancato pagamento del riscatto Cesaro ancora in mano ai pirati

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I pirati avrebbero lanciato un ultimatum all’armatore della Savina Caylyn, la nave italiana che da febbraio è nelle mani dei banditi del mare. A Piano di sorrento e in penisola sorrentina si vivono ore di angoscia degli amici e familiari di Cesaro come si possono vedere anche sua bacheca di face book. E’ un vero e proprio mistero sul mancato pagamento del riscatto Cesaro ancora in mano ai pirati Il silenzio assordante delle ultime settimane faceva presagire qualcosa di irreversibile, come è stato. Truman Siciliano di Libero Reporter racconta che i pirati avrebbero obbligato i 5 italiani a ripetere in una telefonata ai familiari la seguente frase: “O l’armatore invia un fax dove accetta le nostre condizioni, 16 milioni di dollari come riscatto, oppure entro domani mattina, porteremo a terra il comandante, il Direttore di Macchina e il primo Ufficiale“. Lo sconforto dei familiari, che attendono da mesi il rilascio dei loro cari, ha avuto il suo colpo di grazia. Già qualche giorno fa, a seguito di una telefonata tra l’equipaggio della Savina e l’armatore, la situazione era parsa incrinarsi definitivamente. Secondo Libero Reporter, l’armatore, consigliato dal Ministero degli Esteri, avrebbe deciso di non presentare la telefonata nella sua interezza ai familiari. Tagliata in alcuni punti per motivi sconosciuti, la chiamata intercorsa tra i pirati e l’armatore è stata fatta ascoltare nel pomeriggio di ieri ai parenti dei marittimi sequestrati, presso la Farnesina. Oltre allo stato di salute dell’equipaggio, da tale comunicazione è trapelato che la nave si sarebbe spostata di 50 miglia: una posizione migliore che i pirati avrebbero deciso di assumere prevedendo l’arrivo dei monsoni. Oltre alle notizie sulla posizione sembrerebbe che l’imbarcazione, a tre mesi dall’assalto, cominci ad avere carenze di carburante e che i pirati avrebbero intimato all’equipaggio di fare pressioni sul governo attraverso i familiari: i banditi ben sanno che la cifra richiesta è esorbitante e che l’armatore non potrà sicuramente farvi fronte.

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