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Cilento Agropoli. Silicone nei bancomat stop ai prelievi

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 Agropoli. Silicone nei bancomat di alcune banche del centro e nel postamat delle poste centrali. Atti vandalici a “firma anarchica”. Almeno è quanto lascia intendere la a cerchiata lasciata impressa con la vernice spray sugli apparecchi per il prelievo di banconote. Una serie di atti vandalici, certamente avvenuti per mano delle stesse persone, nella notte tra venerdì e ieri. E’ stato infatti ieri mattina che alla stazione dei carabinieri di Agropoli è arrivata la prima segnalazione. Un signore si è recato presso una banca per ritirare contanti dal bancomat e immediatamente ha notato che era impossibile inserire la scheda: la fessura era ostruita con del silicone. La stessa cosa è accaduta, nelle stesse ore, ad altre persone che si sono recate ai bancomat delle varie filiali che si trovano in via Piave e via Pio X. Cinque in tutto ne hanno contato i carabinieri, più il postamat delle poste centrali, anche queste situate in via Pio X. Accanto al bancomat dell’Unicredit Banca di Roma gli autori del misterioso raid hanno lasciato anche una scritta realizzata con la vernice spray: “E’ più criminale fondare una banca che derubarla”. Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Agropoli, diretti dal capitano Raffaele Annicchirico per i quali si tratta di banali atti vandalici. Per ora si indaga sul singolo episodio, ma non può passare inosservato che scritte dello stesso tenore, firmate sempre con una A anarchica, sono comparse anche sui muri di edifici pubblici e privati. Come il “No al nucleare” sui muri del municipio e l’A anarchica sul monumento ai caduti di Nassiriya. Anche in passato scritte offensive erano state rivolte contro le forze dell’ordine. Un anno fa scritte inneggianti a un fantomatico movimento antifascista locale comparvero sui manifesti di presentazione di un libro sulla storia del fascismo ad Agropoli. Particolare scalpore destarono, lo scorso settembre, le scritte contro Alessandro Romani, il tenente della Brigata Folgore morto appena un paio di giorni prima in Afghanistan, dov’era in missione di pace. Anche in quell’occasione le scritte erano firmate con la a anarchica. Così come lo stesso monumento ai caduti di Nassiriya è finito più volte nel mirino dei vandali. Un attacco al capitalismo che tuttavia ieri, più che i capitalisti, ha danneggiato soprattutto tanta gente comune che magari aveva pensato di approfittare del finesettimana per le spese di Pasqua.

Paola Desiderio Il Mattino

proposto da Michele Pappacoda

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