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Racket a Ercolano, 18 condanne La sfida di Comune e negozianti vince

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ERCOLANO – Si è concluso con diciotto condanne e una assoluzione il processo, con rito abbreviato, nei confronti di presunti esponenti e affiliati ai clan rivali Ascione-Papale e Iacomino-Birra di Ercolano (Napoli) per le estorsioni ai commercianti della zona.
Il gup del Tribunale di Napoli Marcella Suma ha emesso la sentenza di condanna accogliendo le richieste dei pm della Dda.

Le pene per gli imputati, tutti detenuti, oscillano dai 18 anni ai 4 di reclusione. Per il clan Iacomino-Birra sono stati condannati Marco Cefariello a 18 anni, Antonio Birra (14), Francesco Polese (12), Aniello Taurino (12), Pasquale Borragine collaboratore (8), Ciro Savino collaboratore (8), Giuseppe Savino collaboratore (4), Giovanni Savino collaboratore (4), Benito Savino (8).

Unico assolto: Giuseppe Capuano per una posizione molto marginale.

Per il clan Ascione-Papale: Aniello Estilio (18 anni), Ciro Guida (14), Pasquale Dentale (16), Pasquale Spronello (16), Michele Pazienza (12), Michele De Crescenzo (12), Ciro Nocerino (12), Biagio Munizzi, collaboratore di giustizia(8).

Tutti gli imputati dovranno risarcire il danno alle parti civili costituitesi a processo (Comune di Ercolano, Antiracket, commercianti e ministero degli Interni) con una provvisionale di 30mila euro e sono stati interdetti dai pubblici uffici per tutta la durata della pena.

Gli imputati sono stati arrestati insieme con un’altra ventina di affiliati (attualmente per loro è in corso il processo con rito ordinario, ndr.) in quattro distinte operazioni messe a segno dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco e della tenenza di Ercolano in poco meno di un anno sul territorio vesuviano.

Gli arresti e i provvedimenti di fermo hanno assestato un duro colpo al racket delle estorsioni che ha visto vittime molti commercianti e imprenditori. E in molti casi, oltre alle intercettazioni ambientali e telefoniche, si sono rivelate decisive le denunce delle vittime.

Il Mattino di Napoli

proposto da Michele Pappacoda

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