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Salerno. Porto, al via lavori per altri 23 milioni. Sarà allargata l’imboccatura per l’ingresso di navi più grandi

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Il porto di Salerno continua ad ampliarsi. E a spendere i fondi europei per lavori di potenziamento. Opere necessarie per allargare gli orizzonti economici, a dispetto dello scalo marittimo partenopeo, con in quale si dovrebbe invece accorpare, in virtù del riordino previsto dal Governo, che non riesce ad utilizzare i finanziamenti provenienti da Bruxelles. Dunque da un lato un esempio virtuoso, capace di diventare, in pochissimi anni, un punto di riferimento per gli imprenditori del settore nautico e commerciale. Dall’altro, invece, una realtà in grossa difficoltà, con evidenti squilibri ed incapacità persino di adeguamento funzionale. E, in quest’ottica, riveste una fondamentale importanza proprio l’Autorità portuale, che continua ad essere il trait d’union e ad attrarre investimenti targati Ue. L’authority salernitana, difatti, ha predisposto ed avviato un piano progressivo d’interventi in grado di consentire il consolidamento statico, l’adeguamento funzionale e l’ampliamento delle attuali banchine. E questo pure guardando al futuro, al fine di poter garantire la funzionalità del Porto commerciale, anche in previsione dei programmati e fondamentali interventi di dragaggio dei fondali. Insomma lavori indispensabili, in linea con quanto previsto nell’adeguamento tecnico funzionale delle opere previste dal Piano regolatore portuale. Scendendo nei particolari, nell’ambito del Grande progetto “Logistica e porti – Sistema integrato portuale di Salerno”, finanziati sui fondi Por Fesr Campania, è stato previsto il progetto di allargamento dell’imboccatura portuale (23 milioni di euro), che consentirà l'ingresso, alle navi di nuova generazione (anche caratterizzate da un minor impatto ambientale), destinate sia al traffico passeggeri che al traffico di merci, di dimensioni maggiori di quelle che attualmente fanno scalo a Salerno (moderne navi merci e crociere, che necessitano di un’imboccatura più agevoli e fondali più profondi). Lavori il cui contratto d’appalto è stato firmato lo scorso 29 gennaio 2016 dall’Autorità portuale, con l’Ati Acmar Scpa – Coveco Coop spa che, dopo la redazione del progetto esecutivo, procederà all’avvio dei lavori. In base a quanto previsto sarà accorciato il molo di sottoflutto per una lunghezza pari a 100 metri, è sarà effettuato il prolungamento della diga di sopraflutto di 200 metri, mediante la costruzione e posa in opera di cassoni “REWEC3”, un brevetto italiano del prof. Paolo Boccotti. Ossia delle particolari dighe foranee in grado di assorbire l’energia delle onde e di trasformarla in energia elettrica, che sono già state installate al porto di Civitavecchia. In pratica strutture che mirano ad essere un punto aggiuntivo alle diverse politiche di economia verde e di energie rinnovabili. E, proprio questo particolare, colloca Salerno, nel panorama internazionale, all’interno del gruppo dei cosiddetti “Green Port”, contribuendo così alla realizzazione di un Porto tecnologicamente avanzato, energeticamente ed ambientalmente sostenibile: produzione di energia più pulita utilizzando il moto ondoso per un Porto ed una città sempre più “green”. Ma le novità non sono affatto terminate. Perché con il grande dragaggio previsto entro fine anno saranno spesi tutti fondi europei a disposizione. E lo scalo marittimo cittadino sarà tra i più efficienti e moderni d’Europa. (Gaetano de Stefano – La Città di Salerno)  

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