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Morto al ciclope. Il padre su facebook: “Nessuno si è fatto vivo”

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CAMEROTA. “Nessuna vicinanza dai politici, erano troppo impegnati a concedere interviste”. Antonio, il papà di Crescenzo Della Ragione, il 27enne di Giugliano deceduto la settimana scorsa all’interno della discoteca “Il Ciclope” di Marina di Camerota si affida a facebook per ringraziare tutte le persone che hanno condiviso questo momento di dolore e per bacchettare le istituzioni “assenti”.
“I ringraziamenti sono per quelle persone che mi sono state vicine, anche con un piccolo gesto, e che mi hanno dato sollievo nell’immane perdita – scrive papà Antonio – Invece agli “assenti istituzionali” non posso dare il mio grazie poiché sono stati coerenti solo con le loro assenze, sia nelle prime ore del tragico evento, sia al mio arrivo a Varcaturo”.
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Antonio tuona contro il primo cittadino di Camerota. “Mai visto in ospedale il Sindaco o un suo delegato, almeno per dare un segno di solidarietà “sua” e della “sua” città…siamo stati lasciati soli con il nostro dolore, dovendoci preoccupare persino per un bicchiere d’acqua. Ho visto poi, che erano stati occupati a concedere interviste televisive piene di ipocrisie e falsità. Colgo l’occasione per ringraziare Don Gianni di Marina di Camerota che, avendo notato quanto sopra, ha bandito dalle cerimonie religiose queste “presenze istituzionali”. L’unico politico che sento il dovere di ringraziare – continua Antonio – è il sindaco della mia natia Bacoli, Josi Della Ragione, che con rara sensibilità, mi è stato vicino”. Il papà di Crescenzo bacchetta anche i proprietari della discoteca “anche loro troppo impegnati ad oscurare il loro profilo, che non hanno avuto il tempo di esprimere il loro cordoglio e la loro solidarietà. A loro non va il mio grazie, mentre va di diritto al D.J. Dave Clarke che, dovendosi esibire qualche giorno dopo per conto dei gestori de “Il Ciclope” in quella zona, ha rinunziato alla serata in segno di lutto e rispetto della memoria di Crescenzo, segno che il Dio denaro non è poi adorato da tutti”.
VINCENZO RUBANO LA CITTA DI SALERNO

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