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Sorrento parcheggio Rota ancora un rinvio, il processo madre di Boxlandia è un’odissea continua

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Sorrento processo parcheggio Vico Rota siamo al record dei rinvii, oggi è stato per l'astensione dei giudici, ma non vi è stato rinvio che sia mancato all'appello, sciopero degli avvocati, integrazioni etc. Questo è il processo dei processi su Boxlandia in Penisola Sorrentina. Fra gli imputati sono sfilati politici eccellenti come Adriano Bellacosa, ex assessore all’ambiente della Provincia di Salerno e proprietario del terreno dove dovevano sorgere i 252 box, Giuseppe Langellotto, amministratore della società Edilgreen che richiese il permesso per la costruzione dell’opera, e infine Lucio Grande e Dario Perasole, i due commissari ad acta della Provincia di Napoli che accordarono l’autorizzazione per gli interventi. Sono tutti accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico. Già costituite parti civili due associazioni ambientaliste della penisola sorrentina, il Wwf – rappresentato dall’avvocato Gianni Pane – e i Vas, Verdi Ambiente e Società, rappresentati dall’avvocato Johnny Pollio. l sostituto procuratore Mansi integrò il capo d’imputazione iniziale, che per tutti e quattro gli imputati era solo di abuso d’ufficio, contestando loro anche l’ipotesi, ciascuno per il ruolo ricoperto nella vicenda, di falso ideologico in concorso. Consistito, secondo l’impianto accusatorio, in una falsa dichiarazione, quella che attestava la conformità del permesso rilasciato al Piano Urbanistico Territoriale della penisola sorrentina, il cosidetto PUT , legge della Regione Campania n. 35/87, e al Puc del Comune di Sorrento, che seppure non ancora adottato in via definitiva, era da considerarsi vigente a tutti gli effetti. Oggi doveva essere depositata la sentenza, sembra fatta, invece no, si rinvia ancora per un'odissea continua in un processo dove politica, edilizia, questioni societarie e intrecci vari la fanno da padrone, ma sembrano prevalere la convinzione che sarà difficile far chiarezza visto il percorso tormentato e la scomparsa del principale accusatore il compianto avvocato Giovanni Antonetti 

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