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Capri mistica di Hermann Goering il delfino di Hitler

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 La teoria è singolare: Adolf Hitler avrebbe inviato a Capri il suo delfino, Hermann Goering, perché "suffragato dagli studi di alcuni scienziati, aveva identificato Anacapri, al centro di misteriose quanto complicate coordinate astrali, come quel luogo che poteva segnare la storia e il destino di un uomo, lui, preservandolo dai pericoli e rendendolo invulnerabile". Emerge dalla ricostruzione del giornalista e storico Luciano Garofano, che lunedì 25 maggio (ore 18, sala consiliare di Capri), in una delle "Conversazioni su Capri", racconterà l'intenso rapporto tra il Feldmaresciallo tedesco Hermann Goering e l'isola azzurra. Partendo proprio da quel particolare emerso in un libro di Trevor Ravenscroft, studioso inglese di occultismo. "Fantasiosa, ma di certo – spiega Garofano – questa tesi resta affascinante e lascia un alone di mistero sulle visite del delfino del fuhrer a Capri". E sulle visite del successore designato di Adolf Hitler, numero due del Terzo Reich, già definito dai medici che lo ebbero in cura "paziente brutale e isterico, ossessivamente antisemita, fortemente dipendente dalla morfina", non mancano aneddoti e cronache, in parte inediti. Nel 1933, la prima volta: Goering trascorse a Capri Pasqua e Pasquetta, approdandovi con la torpediniera 57 A. S., messa a sua disposizione dal ministero della Marina. Ad accoglierlo una folla festante, rinfoltita dai tanti residenti tedeschi. Alloggiò al Grand Hotel Quisisana, immancabili le escursioni alla Grotta Azzurra, ai Faraglioni e al Monte Solaro. Nel 1937, Goering tornò a Capri: accolto a Napoli da 50 mila persone, bagno di folla in piazza Plebiscito. Si imbarcò con la compagna il 19 gennaio sul cacciatorpediniere "Aquilone". "In piazzetta – racconta Garofano – fu un'apoteosi: la percorse in macchina, sotto un arco di trionfo fiorito allestito per l'occasione, tra le ovazioni e i saluti romani di due ali entusiaste di capresi". Con la compagna, alloggiò nella suite imperiale del Quisisana. Dove, raccontano le cronache, si vide la camera invasa da un pappagallo di proprietà del visconte di Tredegar, che alloggiava nello stesso albergo, e che "nel trambusto seguito al suo recupero, finì per aggrapparsi al viso del tedesco, mordendogli il naso, con grande apprensione da parte del suo entourage". Per cena, Goering apprezzò – benché assediato da una pletora di gerarchi fascisti in cerca di notorietà e prebende – il cantante Scarola e le canzoni napoletane al punto da invitarlo in Germania, dove – il successivo febbraio – questi si esibì davanti ad Hitler. La visita di Goering a Capri si prolungò di due giorni: il tedesco la girò in lungo e in largo e si diffuse la voce che stesse cercando una proprietà da acquistare sull'isola. "Ed è allora che si disse – spiega lo storico – che Axel Munthe si sarebbe fatto avanti nel proporgli Villa San Michele, dal momento che non c'abitava più e riteneva che Goering sarebbe stato un ottimo acquirente e avrebbe saputo valorizzarne il pregio e preservarla nel migliore dei modi". L'affare non si completò. E le strade di Capri e del Nazismo non si incrociarono più. (Pasquale Raicaldo – napoli.repubblica.it)

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