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Sorrento. Rosario Fiorentino scrive al prefetto: «Bilancio, termini non rispettati: il consiglio comunale va sciolto»

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Sorrento. «Sua Eccellenza, sciolga subito il consiglio comunale». Si chiude così la lettera firmata da Rosario Fiorentino che, nella duplice veste di leader di opposizione e presidente della commissione per la trasparenza, invita il prefetto di Napoli Francesco Antonio Musolino a intervenire sul caso Sorrento e spedire tutti a casa prima della bagarre elettorale della prossima primavera. Motivo? La mancata approvazione da parte del consiglio comunale, entro il termine del 30 novembre, dell’assestamento generale di bilancio. Un intoppo che, a detta di Fiorentino, dovrebbe essere “letale” per l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Cuomo. Che, sia chiaro, ha già portato e fatto votare in consiglio tre variazioni allo strumento di previsione economico dopo il sì dell’assemblea al bilancio 2014 varato lo scorso primo settembre. «Dopo la violazione di legge sulla composizione della commissione elettorale con il divieto alle minoranze di partecipare, dopo la violazione di legge in materia di rispetto del genere nella composizione degli organismi e in particolare della giunta municipale di Sorrento adesso si affronta la questione dell’assestamento di bilancio – premette Fiorentino – Il termine è stato violato. A questo punto è meglio sciogliere il consiglio comunale». La missiva è pesante. Il consigliere, oltre a Musolino, l’ha spedita al ministro degli Interni, Angelino Alfano e, per conoscenza, all’ufficio del difensore civico della Regione Campania. Il consigliere si lega alla mancata applicazione di una norma prevista dal Testo unico degli enti locali che prevede che «la variazione di assestamento generale deve essere deliberata dall’organo consiliare dell’ente entro il 30 novembre di ogni anno». Fiorentino è un autentico fiume in piena. E pressa Musolino: «La variazione è finalizzata ad assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio attraverso la verifica di tutte le voci di entrata e di spesa e la relativa deliberazione deve essere necessariamente approvata in presenza di variazioni già deliberate dalla giunta municipale». Insomma, lo scontro comincia a farsi davvero pesante. Fiorentino inveisce e vuole riscontri immediati: «Anche perché la figura del consiglio oggi è praticamente svilita…». (Salvatore Dare – Metropolis)   

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