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PAESTUM. Apre la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

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La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico nel suo rinnovato appuntamento annuale, travalica  senza alcun dubbio i confini geografici entro cui nacque 12 anni fa, dal coraggio dell’attuale organizzatore, Ugo Picarelli, che scommise con lungimiranza sul turismo culturale come determinante risorsa economica di un comparto che deve trovare forza e reazione nello sfruttamento delle sue risorse culturali e paesaggistiche. “Siamo di fronte” dice il dott. De Caro (dir. gen. delle Antichità e portavoce del grande assente, il Ministro Bondi ) “ad un nuovo tipo di turista”, un avventuroso, un “Homo Curiosus” di esplorare il territorio a 360 gradi. Questo significa che l’offerta culturale deve essere “integrata e capillare”, in un assetto gestionale decentrato (e al contempo trasversale) dei beni culturali, idea che si concretizza nel loro affidamento alle autorità e alle comunità locali, infatti solo se si intendono paesaggio e territorio come realtà “viventi” è possibile attuare politiche di sviluppo sostenibile.
Oltre ad essere la maggiore tra le iniziative per la promozione del turismo culturale in Italia meridionale, l’evento può meritatamente enumerarsi tra gli expo più importanti al mondo. I numeri lo garantiscono: 17.000 mq occupati da 200 espositori, 30 paesi stranieri, con il Portogallo in qualità di paese ospite. Numeri riportati fedelmente dall’On. Edmondo Cirielli, relatore nella conferenza di apertura e da lui interpretati in chiave positivistica: “dalla consapevolezza delle risorse che il territorio possiede si passa necessariamente alla loro valorizzazione in rete; è una sfida di qualità e modernità”. Il Presidente della Provincia ha già avviato una serie di collaborazioni che hanno portato al progetto “I Longobardi: un’esperienza di eccellenza sul Turismo Scolastico”. Il progetto è stato premiato ad Exposcuola in occasione dell’apertura ufficiale del suo X Salone. L’esperienza de “I Longobardi” è stata inserita nel programma di un Convegno Unesco (Brescia) e, in seguito, si è formalmente costituita la rete di Enti, scuole, associazioni che hanno cooperato e cooperano in sostegno di questo progetto. Salerno è certamente un punto nodale di questa rete per le notevolissime presenze materiali e documentarie che attestano la presenza longobarda in questa città. La riscoperta delle radici storiche di un popolo lo legittima culturalmente, di questo il Presidente Cirielli si dice ben consapevole quando afferma che la rete dei longobardi è un segmento culturale in piena ascesa e valorizzazione.
 
 
19 novembre 09
 
Giulia Cuccaro

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