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Rifiuti, appalto Jacorossi e bonificheNapoli: arrestato in Spagna D´Avinoboss di Forcella,

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Napoli: arrestato in Spagna D’Avino
boss di Forcella, tra i 100 latitanti d’Italia

 Nove indagati, come scrive il Mattino oggi in edicola

Napoli, il caso della scorta a Saviano
Manganelli: «Pisani resta capo Mobile»

 

MADRID (16 ottobre) – Si nascondeva a Madrid. Arrestato Vincenzo D’Avino, 57 anni, elemento di spicco dei Giuliano, nella lista dei cento latitanti più ricercati d’Italia e dadue anni era ricercato dall’Interpol. Il blitz dei carabinieri del nucleo investigativo ieri sera, alle 22, insieme all’Unidad central operativa della Guardia Civili spagnola. L’uomo era irreperibile dal 2001 e deve scontare una pena di 12 anni e mezzo per traffico di droga. Inoltre a suo carico c’è un’ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata all’importazione dalla Spagna e dall’Olanda di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.

 

 

NAPOLI (16 OTTOBRE) – Nove indagati, come scrive il Mattino oggi in edicola, nel nuovo filone dell’inchiesta della procura di Napoli sulla gestione dei fondi pubblici legati alle bonifiche condotte dal gruppo Jacorossi. Nell’elenco spiccano i nomi del governatore Bassolino e del prefetto Pansa, coinvolto nella vicenda per l’ultimo atto del suo mandato di commissario alle bonifiche. Indagati anche i due ex subcommissari Vanoli e Cesarano. Nell’inchiesta indagati anche Mario Lupacchini, Ovidio Jacorossi, Vincenzo Cocozza, Giuliano Porcaro, Michele Gustavo. L’inchiesta è firmata dai pm La Ragione e Woodcock.

 

Napoli, il caso della scorta a Saviano
Manganelli: «Pisani resta capo Mobile
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NAPOLI (16 ottobre) – Dopo i chiarimenti, la conferma della piena fiducia nel suo operato. Il capo della polizia Antonio Manganelli «blinda» Vittorio Pisani, il capo della Squadra Mobile al centro di un caso per le sue dichiarazioni a proposito dell’inutilità della scorta a Roberto Saviano. Il funzionario resta dov’è, cioè a Napoli, dove si è distinto per qualità investigative e risultati eccellenti nella lotta al crimine comune e organizzato. Manganelli lo ha ribadito al questore Giuffré in una lunga telefonata nella quale ha anche sottolineato l’esigenza di evitare ogni ulteriore tentativo di strumentalizzazione della vicenda. Un caso insomma da chiudere al più presto. Dal canto suo Saviano in una lettera pubblicata oggi dall’Espresso scrive: la vera sfida è raccontare la verità.

©A  ilmattino.it          inserito da michele de lucia
 
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