Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Sorrento . L’Armida si colora di “Basilico” il brand sta già avendo successo con la sua pizza

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Sorrento . L’Armida si colora di “Basilico” il brand sta già avendo successo con la sua pizza. Alla prima serata non poteva mancare Positanonews, il giornale online della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina, ha assaggiato sapori e atmosfere uniche e particolari , quelle del ristorante pizzeria al Cinema Armida, dove puoi gustare, fra un film e l’altro,  straordinari prodotti di qualità e un restyling del spazi davvero eccezionali ed eleganti. Qui hai la possibilità di goderti di un’ottima pizza, stuzzicherie, antipiasti o un bel piatto di pasta, tutti con prodotti legati al territorio della Campania fra i migliori in circolazione, scovati con grande tenacia dallo stesso Maurizio Mastellone motore di questa bellissima iniziativa e patron dell’Armida, uno dei teatri – cinema più rinnovati d’ Italia. Quindi chi vuole vedersi un film può arrivare anche un pò in anticipo per cenare senza poi l’assillo di perdersi l’inizio del film, che può vedersi salendo la rampa di scale che lo porta sopra..

Nel video sentiamo Maurizio Mastellone e il direttore Giovanni Casola, originario di Nocelle borgo di Positano sulla Costa dì Amalfi sul Sentiero degli Dei.

Qui si mangia una pizza eccezionale in un originale contesto architettonico – artistico. A terra un pavimento di ceramica – vetrata fluorescente  del padre di Mastellone, poi una statua di San Gennaro rosso , un’opera artistica realizzata dal laboratorio di Napoli “Le voci di Dentro”, ma sono tante e tali le cose da raccontare  che le diremo con calma, anzi ce le racconterete voi, perchè una cosa è certa questo è un luogo da visitare e gustare…

Penisola Sorrentina, Alfonso Longobardi: su mobilità e trasporti servono azioni concrete, non idee astratte e generiche

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Il Consigliere Regionale Alfonso Longobardi è intervenuto ieri sera al “Convegno sull’emergenza traffico e mobilità in Penisola Sorrentina”, un incontro che ha avuto luogo presso il Centro Culturale di Piano di Sorrento. Sull’evento promosso dall’Associazione “Si Può Fare”, in cui si sono confrontati esperti, politici e cittadini della Penisola Sorrentina, Longobardi ha espresso le proprie considerazioni: “Ho partecipato a Piano di Sorrento ad un confronto pubblico promosso per discutere di trasporti e mobilità in Penisola Sorrentina.
La situazione ormai congestionata del traffico che incide sull’intero comprensorio richiede un netto cambio culturale e di abitudini quotidiane”.

“Occorre pensare e programmare nuove forme di mobilità, – dice il consigliere regionale – che inducano tutti a non usare necessariamente un auto o un mezzo personale per ogni spostamento, così da investire in tutte le modalità alternative di trasporto, a partire dal potenziamento delle vie del mare. Si tratta di un tema delicato che è divenuto una delle principali criticità della costiera: per questo occorre massima sinergia istituzionale che veda coinvolte in un progetto costruttivo le Amministrazioni locali e le Istituzioni pubbliche sovracomunali, dalla Regione al Governo nazionale.
Il tutto senza tralasciare il coinvolgimento degli operatori pubblici e privati che si occupano del trasporto”.

“Nel mio intervento oggi ho rimarcato la necessità di rivedere gli strumenti di programmazione urbanistica e in tal senso è sempre più attuale la necessità di aggiornare leggi regionali come il Piano Urbanistico Territoriale.
Senza aggiornare il Put non si riuscirà a migliorare trasporti e mobilità visti i vincoli ormai datati che oggi bloccano i necessari cambiamenti che le nostre realtà urbane richiedono. Tutto ciò senza intaccare minimamente la tutela di ambiente e paesaggio.
Avanti tutta, INSIEME!” – Conclude Alfonso Longobardi.

 

6^ FESTA ORGANISTICA A CAMPINOLA

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IL CORO “AVE STELLA MARIS” DI MAIORI ALLA 6^ FESTA ORGANISTICA DI CAMPINOLA A TRAMONTI

Domenica prossima, 22 ottobre, alle 18.30 nella chiesa parrocchiale di Campinola di Tramonti si terrà il penultimo appuntamento della 6^ FESTA ORGANISTICA. Ospite e protagonista sarà il CORO POLIFONICO “AVE STELLA MARIS” di Maiori che nell’occasione accompagnerà la Messa celebrata dal parroco don Gennaro Giordano.

Il Coro opera abitualmente con il servizio liturgico nella Collegiata S. Maria a Mare di Maiori; con la direttrice Julia Zlidareva propone musiche e canti della tradizione cristiana, spaziando dalla polifonia rinascimentale al gregoriano, al genere classico e alle armonie contemporanee.   Pur non coltivando velleità esibizionistiche, per lo spirito e l’impegno con cui opera, il Coro di Maiori a buon diritto è stato invitato alla Festa di Campinola.

“La fede senza le opere è sterile” dice San Giacomo e a Campinola le opere si rinnovano con l’organo settecentesco. In un’epoca di disorientamento dei gusti e dei valori, la piccola borgata di Campinola in Costa d’Amalfi, con immensa gioia, rinnova il piacere per la bella musica confermandosi capitale amalfitana dell’organistica, con l’auspicio di continuare ad amarla e custodirla per l’elevazione spirituale e l’accrescimento culturale e sociale.

Inaugurata in luglio dal giovane Nicola Salvati, la Festa è proseguita con il giovanissimo Antonio Salvati e il Coro Polifonico Alfonsiano di Pagani, il trio beneventano composto da Davide Gagliardi all’organo con il soprano Giuseppina Marino e il basso Anton Gryvniak, a settembre il famoso organista Paolo Bottini di Cremona. La conclusione sarà il 18 novembre con il noto Emanuele Cardi di Battipaglia con la giovane Ilaria Centorrino di Messina che sta esprimendo splendide capacità interpretative in varie parti d’Europa.

E’ un autentico atto d’amore espresso dagli Amici dell’Organo “Carlo Rossi”, dalla Parrocchia e da quanti supportano l’iniziativa: Giardino Segreto dell’Anima, Cucina Antichi Sapori, Tenuta San Francesco e Ceramiche Vietri Scotto e quest’anno anche Luigi Vaccaro e Fratelli Vigilante di Cremona. Direzione artistica e relazioni Antonio De Marco

Capri, il sindaco Di Martino saluta il convegno dei giovani di Confindustria, che si terrà nei prossimi giorni

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Gianni De Martino, Sindaco di Capri, porge i propri saluti all’annuale meeting dei giovani imprenditori, che avrà luogo nei prossimi giorni in terra caprese. “Capri dà il benvenuto ai giovani di Confindustria che venerdì e sabato saranno i protagonisti dell’annuale meeting di autunno, giunto alla 32esima edizione, importante appuntamento che vede la nostra isola vetrina di prestigio per il convegno nel quale si dibattono argomenti di stretta attualità sotto il profilo politico, economico e imprenditoriale”.

“Con piacere ho raccolto l’invito del presidente dei giovani industriali (Alessio Rossi, ndr) a partecipare alla conferenza di presentazione del convegno svoltasi a Napoli. Ho portato il saluto della Città di Capri e ringraziato l’organizzazione per avere confermato la nostra isola come sede, – dice il sindaco Di Martino – sottolineando ormai la simbiosi irrinunciabile esistente tra Capri e il convegno e rimarcando ancora che l’isola azzurra, nel suo insieme, può considerarsi una grande azienda turistica per cui è sede ideale per le tematiche trattate ma anche per rinfrancarsi al termine dei lavori e godere del nostro territorio. Auguro buon lavoro ai protagonisti e agli ospiti del convegno, dando fin da ora appuntamento al prossimo anno”.

Atteso al convegno dei giovani di Confindustria anche il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che raggiungerà l’isola nelle prossime ore.

Nuove nozze per Fabio Testi, dopo il rito civile ad Anacapri: a 76 anni si prepara a dire sì ad Antonella

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Fabio Testi si risposa a 76 anni con la sua “compagna” Antonella Liguori, stavolta con rito religioso. La gallerista d’arte, trent’anni in meno del noto attore, si era già sposata con Testi nel 2015 con rito civile proprio ad Anacapri. La cerimonia della star di “Il giardino dei Finzi Contini” si era svolta con amici e parenti al belvedere di Damecuta, ma il sex symbol degli anni Settanta sentiva di unirsi in modo completo con la sua Antonella.

“A 76 anni ho deciso di sposarmi in chiesa con Antonella, la donna della mia vita” – ha spiegato Fabio Testi al settimanale Chi – “Siamo legati da nove anni e due anni fa ci siamo sposati civilmente a Capri ma ora ho ottenuto dalla Sacra Rota l’annullamento del mio primo matrimonio, e stiamo organizzando di sposarci in chiesa, lo faremo qui sul Lago di Garda”. Per l’attore originario di Peschiera del Garda, si tratta delle seconde nozze, infatti nel 1979 aveva sposato la stilista spagnola Lola Navarro, da cui ha avuto tre figli: Fabio, Thomas e Trini.

I Ristoranti d’Italia 2018: dalle due penisole la carica dei 25 secondo l’Espresso

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Stamattina nella Stazione Leopolda sono stati decretati I Ristoranti d’Italia del 2018, la storica guida del settimanale L’Espresso, che compie quest’anno 40 anni. Questa ricorrenza speciale è segnata dall’introduzione dei Cappelli d’Oro, assegnati ai ristoranti cosiddetti “nuovi classici”, quelli che si sono imposti nella cucina del Bel Paese nell’ultimo decenni. Secondo i novanta collaboratori de L’Espresso, la Lombardia fa il pieno di premi, me la nostra regione non è da meno per cappelli conquistati.

Ricordiamo ai nostri lettori che per leggere i criteri de I Ristoranti d’Italia 2018, 5 cappelli (assegnati a 5 ristoranti) rappresentano il meglio in assoluto, 4 cappelli (assegnati a 10 ristoranti) parlano di cucina eccellente; i 3 cappelli (assegnati a 36 ristoranti) cucina ottima; 2 cappelli (assegnati a 89 ristoranti: cucina di qualità e di ricerca; 1 cappello (assegnato a 363 ristoranti): buona cucina.

I ristoranti iridati della Campania sono 68, ben 25 tra le due penisole, a cominciare dal Cappello d’oro assegnato al ristorante Don Alfonso 1980, di Alfonso e Lidia Iaccarino, autentici pionieri della rivoluzione a tavola: la menzione speciale al Don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi, va uno dei locali più noti e amati in campani secondo una ricerca internazionale di qualche anno fa. Non è un caso che l’eccellente ristorazione dell’elegante locale, gestito dai coniugi Iaccarino insieme ai figli Ernesto in cucina e Mario in sala, ha ricevuto le lodi di Ancel Keys, il medico americano che ha teorizzato la longevità della vita sull’alimentazione mediterranea.

In Penisola Sorrentina dopo Don Alfonso, figurano per l’Espresso i tre cappelli della Torre del Saracino, di Gennaro Esposito, e i due cappelli dell’Antica Osteria Donna Rosa dello chef Peppe Guida. Seguono i Bikini, L’Accanto dell’hotel Angiolieri, Maxi di capo la Gala, e Villa Chiara Orto e Cucina tutti con un cappello. Due cappelli a Capri vanno a L’Olivo del Capri palace e al Rendez Vous del Quisisana. A Terrazza Tiberio, Da Tonino, Il Riccio e Mammà va un cappello.

Tra i ristoranti premiati in Costa d’Amalfi figura invece uno dei 41 ristoranti italiani premiato con i tre cappelli, ovvero il ristorante Rossellinis dell’Hotel Palazzo Avino a Ravello, con la Città della Musica che ha ricevuto anche un cappello, assegnato al ristorante il Flauto di Pan di Villa Cimbrone. Amalfi conquista due cappelli con il ristorante La Caravella di Antonio Dipino, mentre con un cappello è stato premiato il nuovo ristorante Sensi, inaugurato lo scorso giugno e affidato alla creatività del giovane Alessandro Tormolino. A Maiori sono arrivati due cappelli per la cucina francese del Faro di Capodorso di Pierfranco Ferrara, mentre a Cetara un cappello è stato assegnato rispettivamente ai ristoranti Il Convento e San Pietro. Due cappelli sono stati assegnati a Conca dei Marini, al “Refettorio”, il ristorante del lussuoso Hotel Santa Rosa dove è stata ideata l’omonima sfogliatella. In quel di Positano hanno raccolto invece un cappello il ristorante “Zass” dell’Hotel San Pietro, “La Serra” dell’Hotel Le Agavi e “La Sponda” del Sirenuse.

Ravello, tribunale accoglie ricorso dei nove residenti su parcheggio di piazza vescovado. Ritornano accessi illimitati

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Il Tribunale di Salerno ha accolto il ricorso dei nove residenti, che denunciarono di non avere più il libero accesso per le loro auto e quelle dei loro ospiti, come avveniva in passato: il Comune di Ravello dovrà ripristinare le precedenti modalità di accesso illimitato all’area parcheggio di piazza Vescovado. I residenti per accedere alle proprietà private attraverso il pubblico parcheggio, disponevano di un pass che attraverso la sbarra automatica che disciplina la sosta a pagamento. L’accesso per le auto dei residenti tramite pass è ovviamente gratuite ed illimitate. Solo dalla scorsa primavera, il Comune di Ravello ha optato per un numero di ingressi che fosse pari alle uscite per ogni singolo residente, ma tale provvedimento ha scaturito il ricorsi dei nove residenti.

Il 18 ottobre 2017 il Tribunale ordinario di Salerno, presieduto dal giudice Ilaria Bianchi, ha emesso l’ordinanza in cui ha accolto parzialmente il ricorso redatto dell’avvocato Pasquale Capriglione, in cui invita il Comune di Ravello a ripristinare la servitù di passaggio con il precedente metodo di accesso, condannando inoltre l’Ente comunale al pagamento delle spese di giudizio, di euro 286,00 per esborsi e 3.834,00 per competenze e spese generali. L’ordinanza emessa dal Tribunale è ovviamente reclamabile entro quindici giorni. Alla parte lesa non è stata accolta la richiesta di rimozione della barriera d’accesso al parcheggio, nonostante l’appello alla sentenza del 21 gennaio del 2004 nell’allora sede distaccata di Amalfi del Tribunale di Salerno, ne aveva già ordinato la rimozione in seguito a precedente ricorso.

 

 

L’altra Amalfi dei disagi, senza acqua né strade

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La narrazione di questa mitica estate di grande turismo per la Costiera Amalfitana, spesso tende a sottrarre spazio alle questioni urbane e sociali, che riguardano più da vicino le persone che vivono quotidianamente il territorio, le stesse che sono il motore e l’anima di uno dei posti più rinomati e conosciuti del pianeta.

Nella comune di Amalfi, si segnala che verso la salita della Madonna del Rosario addirittura ci sono zone senz’acqua e senza strade, proseguendo poi su quella Valle dei Mulini, che può essere rinominata come la “valle degli ultimi”, dato gli enormi disagi a cui sono condannati chi risiede in quei luoghi. dal traffico alla gestione degli spazi. Meno male che queste zone non sono così distanti dal centro della repubblica marinara.

Penisola Sorrentina. Casette dell’acqua, erano indispensabili? Vicenda poco trasparente. Vas presentano interrogazione

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Penisola Sorrentina. Le Casette dell’Acqua erano così indispensabili? Una vicenda poco chiara e trasparente. I Vas sollecitati dai cittadini hanno presentato una interrogazione parlamentare. Ne parla il prof. Franco Cuomo, coordinatore del Circolo Vas “Giovanni Esposito” di Vico Equense.

“E’ certamente il caso di dire qualcosa su una vicenda nebulosa iniziata nel dicembre 2016. Sto parlando delle famose quanto inutili “casette dell’acqua” della Costiera ovvero, dei distributori della stessa acqua del rubinetto, che già paghiamo cara come utenti, con l’aggiunta di anidride carbonica. Casette che avrebbero dovuto frenare il consumo di acqua minerale in bottiglie di plastica. Ne ha parlato per primo Beniamino Cuomo questa estate sulla sua pagina Facebook, ma crediamo che debba essere ripresa per chiarire in modo definitivo alcuni punti molto importanti. Allora, i fatti: La Encon srl è una è una società specializzata in servizi di Ingegneria Ambientale operante nel settore dell’ambiente dall’anno 2009 con sede a S.Antimo, il cui Legale Rappresentante è l’ing. Raffale Cesaro (proprietario 50% delle azioni della società) figlio di Luigi Cesaro, il politico italiano deputato di Forza Italia e de Il Popolo della Libertà, dal 1996 e Presidente della Provincia di Napoli dal 2009 al 2012.

La Encon, un solo dipendente nel 2016, ha vinto l’appalto con la Provincia per le casette dell’acqua in Costiera: dovrebbero essere quindici, di cui tre a Vico Equense (Moiano, ad Arola non funziona, a Via Mirto non è stata installata), tre a Meta, tre a Piano, una a S. Agnello e Termini, altre due a Sorrento che, sembra, non abbiano mai funzionato.

Per obbligo di capitolato la Encon è tenuta fare analisi chimiche e microbiologiche “almeno trimestrali”, per verificare la salubrità dell’acqua erogata dalle cosiddette casette, poiché, in particolare, essendo privata del cloro può essere soggetta a pericolose alterazioni biologiche.

La Encon ha incaricato in questi mesi per dette analisi il Centro Diagnostico Roselli s.a.s di Sperone (AV). La Roselli ha fatto sì le analisi ma, nel farle, ha utilizzato campioni di acqua prelevati direttamente dalla stessa Encon; infatti, come si legge nel rapporto di prova, alla voce campionamento effettuato da la Roselli scrive: a vs cura (a vostra cura); ovvero la Encon, che dovrebbe essere controllata, effettua essa stessa i rilevamenti.

Chiaramente questo procedimento non tutela in alcun modo l’interesse pubblico, ovvero la salute dei cittadini, suscitando forti dubbi e perplessità. Per dovere di informazione, il Fatto Quotidiano riferisce che la Roselli s.a.s fu attenzionata nel 2014 dalla DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA di Napoli, ovvero l’organo della Procura della Repubblica a cui viene demandata la competenza sui procedimenti relativi ai reati di stampo mafioso pubblico. Tutti i dubbi legittimi che debbono essere spazzati via.

Questi i fatti, ma, naturalmente questo è un discorso tutto politico/economico. In un paese normale, con problemi serissimi di fogne, acquedotti fatiscenti con dubbi potabilità dell’acqua, con scuole vecchie senza certificazioni antisismiche e senza l’agibilità da parte dei Vigili del Fuoco viene da chiedersi perché mai sono state appaltate per quasi 600.000 euro per 15 casette dell’acqua del rubinetto, cioè acqua che già beviamo e paghiamo, alla quale viene aggiunta anidride carbonica?

Un dato importante da sottolineare è che 88.000 euro di questo appalto sono stati destinati alla comunicazione ovvero, a nulla. Sicuramente è tutto fatturato, sicuramente è tutto in regola ma è debole anzi debolissima la risposta “ambientalista” si fa per dire, della riduzione del consumo di acqua in plastica, considerato che appena il 5% della popolazione beve l’acqua delle casette. Certo dicono che le casette servono a ridurre il consumo di acqua minerale imbottigliata, e il traffico camion in giro per trasportarla, però nessuno dice quello che invece andrebbe detto ed è molto più importante, ovvero: che l’acqua delle casette è priva di cloro e dunque, quando viene imbottigliata si dovrebbe consumare entro 36/48 ore, altrimenti può diventare patogena. In più, per come sono costruite e spesso anche per dove sono state ubicate (qualcuna vicino ai raccoglitori di indumenti usati o altro) nessuno può garantire che il beccuccio non sia inquinato da mani, da animali, da agenti atmosferici.

I Comuni per mesi hanno finta di non vedere, poi con forte ritardo, sentendosi incalzati, hanno iniziato a pubblicare sull’albo pretorio online i report messi prima alla meno peggio direttamente sulle casette dalla ENCON. Il Comune di Vico li ha pubblicati a fine agosto, mentre il primo report andava pubblicato a marzo; Piano di Sorrento con un mese di ritardo; da Meta si aspetta una risposta chiara, S.Agnello e Massalubrense al momento non si hanno notizie. Come mai? Per concludere, siamo certi che la Roselli ha da ACCREDIA l’accreditamento per tutte le analisi presenti nei report? Lo chiederemo agli esperti del settore”.

VAS – Circolo “Giovanni Esposito” –Vico Equense (NA)

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA PRESENTATA DALLA SENATRICE LOREDANA DE PETRIS, GRUPPO MISTO, PER CONTO E SU RICHIESTA DI VAS-NAZIONALE-PRESIDENTE SENATORE GUIDO POLLICE.

Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro di Grazia e Giustizia

A risposta scritta

 

Premesso che

la Encon srl è una è una società specializzata in servizi di Ingegneria Ambientale operante nel settore dall’anno 2009 con sede a S.Antimo, il cui Legale Rappresentante è l’ing. Raffale Cesaro (proprietario 50% delle azioni di questa società), figlio di Luigi Cesaro il politico italiano deputato di Forza Italia e de Il Popolo della Libertà, dal 1996 e Presidente della Provincia di Napoli dal 2009 al 2012;

considerato che

la Encon ha un solo dipendente e nel 2016, ha vinto l’appalto con la Provincia per le casette dell’acqua in Costiera;

verificato che

le casette dovrebbero essere quindici, di cui tre a Vico Equense (Moiano, ad Arola non funziona, a Via Mirto non è stata installata), tre a Meta, tre a Piano, una a S.Agnello e Termini, altre due a Sorrento che, sembra, non abbiano mai funzionato. Per obbligo di capitolato la Encon è tenuta fare analisi chimiche e microbiologiche “almeno trimestrali”, per verificare la salubrità dell’acqua erogata dalle cosiddette casette, poiché essendo privata del cloro può essere soggetta ad alterazioni biologiche. La Encon ha incaricato in questi mesi per dette analisi il Centro Diagnostico Roselli s.a.s di Sperone. La Roselli ha fatto sì le analisi, ma nel farle, ha utilizzato un campione di acqua prelevato direttamente dalla Encon stessa, poiché come si legge nel rapporto di prova, alla voce: campionamento effettuato da la Roselli scrive: a vs cura (a vostra cura); ovvero la Encon, che dovrebbe essere controllata effettua essa stessa i rilevamenti. Chiaramente questo procedimento non tutela in alcun modo l’interesse pubblico ,ovvero la salute dei cittadini,suscitando forti dubbi e perplessità;

per dovere di informazione si ricorda che

il Fatto Quotidiano ha riferito che la Roselli s.a.s fu attenzionata nel 2014 dalla DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA di Napoli, ovvero l’organo della Procura della Repubblica a cui viene demandata la competenza sui procedimenti relativi ai reati pubblici;

accertato che

in un paese normale, con problemi serissimi di fogne, acquedotti fatiscenti con dubbi potabilità dell’acqua, con scuole vecchie senza certificazioni antisismiche e senza l’agibilità da parte dei Vigili del Fuoco viene da chiedersi perché mai sono state appaltate per quasi 600.000 euro15 casette dell’acqua del rubinetto, cioè acqua che già beviamo e paghiamo, alla quale viene aggiunta anidride carbonica;

da sottolineare

un dato importante è quello relativo agli 88.000 euro destinati alla comunicazione Sicuramente è tutto fatturato, sicuramente è tutto in regola ma è debole anzi debolissima la risposta “ ambientalista” si fa per dire, della riduzione del consumo di acqua in plastica, considerato che appena il 5% della popolazione beve l’acqua delle casette. Certo dicono che le casette servono a ridurre il consumo di acqua minerale imbottigliata, e il traffico camion in giro per trasportarla, però nessuno dice quello che invece andrebbe detto ed è molto più importante, ovvero: che l’acqua delle casette è priva di cloro e dunque, quando viene imbottigliata si dovrebbe consumare entro 36/48 ore, altrimenti può diventare patogena. In più, per come sono costruite e spesso anche per dove sono state ubicate( qualcuna vicino ai raccoglitori di indumenti usati o altro) nessuno può garantire che il beccuccio non sia inquinato da mani, da animali, da agenti atmosferici. Per finire: come mai il 30 % di queste casette non è in funzione, oppure funzionano male?

per sapere

se i Signori Ministri intendono predisporre una verifica ed una inchiesta su quanto precedentemente illustrato.

“ADOTTA UN ORATORIO” – A SANT’AGNELLO IL PROGETTO INNERINO CHE FA RETE

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“ADOTTA UN ORATORIO” –  A SANT’AGNELLO IL PROGETTO INNERINO CHE FA RETE

L’oratorio è un ambiente educativo aperto a tutti. Una casa che accoglie, che forma alla vita: dalla Fede, alla cultura, al tempo libero. Un luogo di incontro e di ricreazione, fatto di e da giovani, tanti giovani.  Un ragazzo per maturare ha bisogno di tempi e di esperienze, di rapporti interpersonali e confronti intergenerazionali, ha l’esigenza di mettersi alla prova e di rendersi conto delle sue potenzialità.

Partendo da questi presupposti International Inner Wheel Club Sorrento con il progetto “Adotta un Oratorio”, coerentemente alla sua attività di Service per il territorio, in questo anno sociale, sta sensibilizzando, promuovendo ed organizzando iniziative ed eventi finalizzati a sostenere alcuni interventi mirati alle realizzazione di una saletta riunioni multimediale per l’Oratorio San Martino di Sant’Agnello. Il progetto Innerino “Adotta un Oratorio” è nato tenendo conto delle necessità riscontrate e dei bisogni segnalati ed ha preso corpo gradualmente e con discrezione, nel rispetto dei ruoli, sviluppandosi in accordo con l’Oratorio ANSPI di San Martino, d’intesa con la Parrocchia dei Ss. Prisco ed Agnello ed in sinergia con Don Antonio Parlato Vice Parroco di Sant’Agnello.

L’oratorio è la casa di tutti ed il progetto “Adotta un Oratorio” con il suo motto: SE FAI RETE VAI IN RETE mira a condividere, organizzare, coinvolgere; creare un focus di attenzione, un punto d’incontro intorno ad un’idea capace di aggregare uomini e donne di buona volontà, di unire persone sensibili e disponibili, animate da altruismo e spirito di servizio.

Costituisce un potenziale danno alla crescita di una comunità, il luogo comune secondo cui chi agisce con altruismo, chi si mette in gioco per gli altri, chi accetta di affrontare nuove sfide e si espone, è affetto da protagonismo e voglia di apparire. Si tratta di uno stereotipo fuorviante, di una visione limitante, superficiale e mediocre che, fortunatamente, non appartiene alla rete che unisce le maglie di questo progetto, essa infatti, si compone unicamente di persone desiderose di fare e che con franca riservatezza e composta modestia, sono sospinte unicamente dal sano desiderio di agire per il bene comune con un entusiasmo ed un’allegria trascinante e con una cortese assertività.

A distanza di tre mesi dal Concerto di Baglioni che ha dato avvio al Progetto Innerino concepito ad inizio 2017 è bello vedere tante persone lavorare insieme, impegnarsi, proporre, convergere.

La rete si rafforza anche attraverso le iniziative di piccole associazioni locali.  Abbiamo infatti, recentemente appreso che tra le varie associazioni anche quella dei Bambini Curiosi Genitori Fantasiosi, ha deciso di fare un tratto di cammino insieme, unendosi “in cordata” al progetto, proponendosi con un laboratorio per adulti finalizzato alla preparazione di decorazioni natalizie con la tecnica del patchwork e destinando il ricavato all’Oratorio di San Martino.

E’ evidente che il progetto Adotta un Oratorio cresce e si espande e siamo fortemente convinti che questo sviluppo rappresenta la vera, meravigliosa ricchezza che si genera dall’incontro con gli altri.  Ma per ottenere i migliori risultati e per far in modo che le iniziative si integrino opportunamente tra loro, resta fondamentale per chiunque, seguire le indispensabili regole del coordinamento necessarie all’efficienza e all’efficacia del progetto onde scongiurare i rischi di un agire autonomo e disordinato ed evitare confusioni, dispersioni e dissonanze intorno a questa idea aggregante, concreta e virtuosa.

International I.W. Club Sorrento 210° Distretto Italia – Il Presidente

Vico Equense, incidente stradale shock: muore Vincenzo Amabile. Lascia moglie e figli

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Terribile incidente stanotte a Vico Equense. All’altezza dell’Hotel Towers Hotel, un punto molto pericoloso da attraversare con i veicoli, la moto guidata da Vincenzo Amabile , di 49 anni, è stata investita  da un Suv. L’uomo si recava al lavoro, era un bravo e stimato chef,  è morto dopo qualche ora , a nulla sono valsi i soccorsi. Vincenzo era un uomo meraviglioso, sposato e padre di tre figli (il più piccolo frequenta le elementari). Ancora da chiarire le cause dell’incidente.

L’incidente è avvenuto a Castellammare di Stabia , all’altezza del Towers Hotel, verso le 14  Attimi in cui l’uomo si è ritrovato sull’asfalto dopo il violento impatto con l’auto di grossa cilindrata che si immetteva sulla strada in direzione Sorrento, la stessa della vittima. Portato d’urgenza al San Leonardo, è stato trasferito al Cardarelli a Napoli dove è morto ieri notte. Per lui non c’è stato niente da fare.

Il pubblico ministero di Torre Annunziata ha disposto l’autopsia, solo dopo la famiglia e i tanti che gli hanno voluto bene potranno dargli l’ultimo saluto.

La redazione di PositanoNews si stringe attorno al dolore della famiglia.

Vico Equense. Camper ALTS, annullato l’appuntamento previsto per domani

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Vico Equense. Annullato per cause organizzative l’appuntamento di domani, venerdì 20 ottobre 2017, in piazza Mercato con il camper dell’ALTS. L’ambulatorio mobile di prevenzione dedicato alla salute delle donne sarà a Vico Equense, venerdì 27 ottobre 2017 nella frazione di Seiano in Corso Caulino. Le visite saranno eseguite dalle ore 9.30 alle 14.30. In 4 ore sarà possibile accogliere 25 donne, che saliranno a bordo del camper in ordine di arrivo e si sottoporranno, a titolo gratuito, a una visita senologica ecoguidata da un medico specialista.

Le giornate di prevenzione sono totalmente gratuite per favorire la diagnosi precoce dei tumori al seno. I fondi sono stati raccolti durante l’ultima edizione di Festa a Vico 2017, la kermesse gastronomica ideata dallo chef stellato Gennaro Esposito. L’Alts, l’Associazione nazionale per la lotta ai tumori del seno, presieduta dal professor Giuseppe D’Aiuto, porterà avanti da ottobre a maggio il progetto “La prevenzione migliora la vita”.

Si tratta di un intervento necessario: dai dati Alts emerge che solo il 20-25% delle donne aderisce allo screening regionale con la Campania che si classifica per questo agli ultimi posti. L’obiettivo è di coinvolgere le dirette interessate e sensibilizzare sempre più anche i medici di famiglia che avranno un ruolo importante in questo progetto di salute e di miglioramento della qualità della vita.

Il Coraggio di Scegliere il post ai cittadini di Silvio Staiano dopo lo scempio a Capri Watch. CONDIVIDETELO

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Il Coraggio di Scegliere il post ai cittadini di Silvio Staiano dopo lo scempio a Capri Watch. CONDIVIDETELO . Questo è l’invito che riportiamo noi di Positanonews primo giornale online della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina con l’invito a condividerlo

CARI POLITICI DI CAPRI E DIRIGENTI DEGLI PUBBLICI UFFICI, DIMOSTRATE A TUTTI DI ESSERE LIBERI, ONESTI E TRASPARENTI VISTO CHE ALCUN PROVVEDIMENTO E’ STATO FINORA ADOTTATO CONTRO L’ABUSO E LE VIOLENZE!

LETTERA APERTA A TUTTI I CITTADINI DI CAPRI ED AI PUBBLICI RAPPRESENTANTI

A seguito della ormai nota e violenta vicenda inerente la “vandalizzazione” della tenda di Capri Watch e della mancata adozione di qualsivoglia provvedimento nei confronti dell’arch. Massimo Stroscio, responsabile dell’esecuzione “squadrista”, ci siamo posti alcuni interrogativi:

1) quale è il criterio con cui Il dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale procede a dare attuazione alle ordinanze di demolizione?

2) è giusto che si agisca con impegno di ingenti risorse (ben 5 dipendenti comunali costretti ad operare loro malgrado in violazione delle norme di sicurezza) e con urgenza alla rimozione/distruzione di una banale tenda mentre per i grandi abusi che deturpano la bellezza della nostra Isola non si usa la stessa solerzia ed anzi si attendono anni ed anche decenni?

3) è opportuno che tutti i consiglieri comunali dichiarino alla cittadinanza se siano proprietari o abbiano la disponibilità di immobili in tutto o in parte abusivi anche se, ad oggi, alcuna contestazione in tal senso è stata posta in essere dall’Ufficio tecnico del Comune di Capri (abusi esistenti ma “stranamente” mai accertati)?

4) è opportuno che i consiglieri comunali dichiarino alla cittadinanza se siano destinatari di ordinanze di demolizione e, in tal caso, comunichino pubblicamente la data in cui l’ordinanza sia stata emessa (per essere certi che non ci sia disparità di trattamento tra i cittadini “onorevoli” e gli altri) ? Due pesi e due misure?

5) è opportuno che i cittadini capresi siano a conoscenza dei criteri con i quali viene data esecuzione alle ordinanze di demolizione (se per data di protocollo, per data di abuso, per gravità, per sostenitori di una determinata parte politica o per la mera discrezione del responsabile dell’Ufficio Tecnico)?

6) è giusto che i cittadini siano rappresentati da persone libere e che non abbiano alcun timore nei confronti dei dirigenti dell’Ufficio Tecnico per eventuali atti di repressione che potrebbero determinare l’abbattimento di eventuali abusi compiuti dagli stessi “notabili”?

7) è giusto compiere i medesimi accertamenti e trattamenti , in caso di abuso, anche se eventualmente commesso da dirigenti dell’Ufficio Tecnico, degli altri Pubblici Uffici e dai membri delle Commissioni Edilizie e Paesaggistiche, come riservato ai normali cittadini?

8) è giusto che l’Ufficio Tecnico renda noto e pubblico il numero di ordinanze di demolizione mai eseguite che, come si vocifera, sono alcune centinaia?

Riteniamo che a queste domande si debba dare risposta affermativa e, pertanto, chiediamo:
– al Sindaco;
– ai consiglieri comunali;
– ai Dirigenti dei Pubblici Uffici;
– ai componenti delle Commissioni Edilizie e Paesaggistiche

di volere dichiarare pubblicamente:

1) Se possiedono o meno immobili totalmente o parzialmente abusivi;

2) Se sono stati o meno destinatari di ordinanze di demolizione mai eseguite;

3) Se hanno o meno contribuito, per la loro attività professionale, alla costruzione di opere abusive.

Si ritiene che i cittadini debbano sapere se chi ci amministra e chi ci rappresenta è libero di adottare provvedimenti nei confronti dei Dirigenti dell’Ufficio Tecnico che violano la legge o se gli stessi si trovino in una condizione di soggezione.
Si chiede una risposta a queste domande al fine di allontanare ogni dubbio sulla libertà dei politici che ci rappresentano ed in ossequio ad un principio di trasparenza che si ritiene fondamentale per un buon andamento della Pubblica Amministrazione. Principio di trasparenza che questa amministrazione, durante la campagna elettorale, ne ha fatto un cavallo di battaglia. Ma ora dalle parole si deve passare ai fatti!
Noi cittadini tutti attendiamo impazienti le RISPOSTE di Sindaco, Vice Sindaco, amministratori, consiglieri comunali, membri delle commissioni edilizie e dei dirigenti di tutti gli Uffici Comunali.
La battaglia nei confronti dell’Amministrazione non è solo scaturita dalla gravissima violenza compiuta in Via Camerelle da pubblici dipendenti, ma va portata avanti per tutti i cittadini capresi che hanno a cuore la nostra meravigliosa Isola e che sono stati vittime di episodi di ingiustizia e prevaricazione, motivo per il quale è ora che venga ripristinata la legalità e la trasparenza e CHE non che vengano colpiti sempre i più deboli.
Ci auguriamo che vogliate rispondere ai cittadini.

Firmato
I cittadini di Capri
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Dai Santi ai Minions, metamorfosi dei madonnari. A Napoli l’arte sacra resiste ma si preferisce Maradona a Raffaello

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Cari madonnari, presto cambierete nome? Alle Marie si vanno sostituendo dame con l’ermellino, lucciconi manga, cerchi astratti. La qualifica resterà, è storica (e bella), ma la metamorfosi spinge. Una sterzata profana sulla tradizione nata nel Cinquecento o, si dice, addirittura coi pellegrinaggi medievali, laddove per sdebitarsi con l’ospite si disegnavano Madonne sui muri delle case in Puglia, ultima stazione prima dell’imbarco verso la Terra Santa. Maestri dei gessetti e soprattutto nuove leve – spesso identificate come street painter – oggi iniziano a preferire il colore matto del pop alle nuance religiose. I Minions e Game of Thrones a Cristi e Santi. Su via Toledo, la lavagna orizzontale più frequentata di Napoli, il ritratto di Maradona fa il pieno di monetine, basilare termometro del gradimento. Scatti e selfie non mancano mai ma, pour cause, a fare sostanza è la manciata di euro che poi l’artista si ritrova nel cestino. E con Diego vai sicuro, basta non inflazionarlo: i napoletani, ovvio, pazzi del calciatore-demiurgo e anche tantissimi stranieri plaudono e sganciano. Con la Deposizione di Raffaello molto meno, nonostante sia un soggetto venti volte più complesso, tra chiaroscuri e plasticità. Gianluca, 23 anni, traccia il viso riconoscibilissimo della ragazza con l’orecchino di perla, non lontano dalla vetrina di Victoria’s Secret. Ogni giorno arriva da Ponticelli, sceglie una porzione di basoli, caccia di tasca un bozzetto e mette mano. Ricopia. «Oggi – dice – provo con Vermeer, è un soggetto che mi piace per taglio e colori. Soggetti non religiosi? Mah, io mi sento libero, non faccio parte di associazioni, però in effetti si fanno più raffigurazioni non legate ai classici dipinti delle chiese». Con l’apertura della fermata metro Toledo quattro anni fa e il boom di traffico pedonale sono aumentati anche i madonnari. Tre, talvolta quattro all’opera in contemporanea. Sotto le austere pietre di Palazzo Zevallos Stefania Ianniello, tecnica perfezionata all’Accademia, timbra il nuovo corso. Suo il «quadro» dei Minions, feticcio dell’ultima generazione di cartoon, cinque metri per quattro. Una festa soprattutto per gli occhi dei bimbi. Mai così tanti davanti al Tondo Doni di Michelangelo rifatto a pastelli teneri e creta colorata. Emblematico è San Gennaro. Icona ecclesiale e insieme uomo del popolo, nu frat’, dunque laicizzato ai massimi livelli. Perciò il sontuoso patrono multicromato apparso a due passi da Bershka e dai mitra dei soldati che pattugliano Toledo sta nel mezzo tra vecchia e nuova onda pop-madonnara. Se il disegno non è ultimato lo si protegge con un telo di plastica fissato a terra con lo scotch. Però quando il soggetto tira, vedi Maradona, la protezione è utile per mostrarlo anche nei giorni successivi. Capita anche che un parrucchiere dei risalenti Quartieri Spagnoli chieda all’artista di avvicinare all’opera il logo del negozio. C’è una Scuola madonnari napoletani dal 2008. «È vero, ai ‘nuovi’, piace sperimentare figurazioni diverse dall’arte sacra. Personaggi vip, cartoni animati, anamorfosi, 3D sulla scia di Kurt Wenner» afferma un veterano, Gennaro Troia, 53 anni, attivo da quando ne aveva 18, residente alla Stella e presidente dell’associazione che conta una quarantina di persone. «Credo però – aggiunge – che la nostra tradizione di angeli, apostoli, Marie e Redentori, possa dire ancora tanto. Le due cose possono coesistere. Massima libertà. Ciò che non tollero sono gli scantonamenti: disegnare Higuain immerso nel water, com’è successo, non va bene. Ridicolizza la nostra scuola». Un po’ di quotazioni: si possono racimolare 30-40 ero al giorno. «Con le Sette opere di Misericordia del Caravaggio – spiega Gennaro – intrico di figure particolarmente complicato, sono riuscito a spuntare circa 100 euro. Devi stare a terra per molte ore, farti un cuore così. È una soddisfazione, per me doppia, perché sono un naif, ho studiato all’Alberghiero». Napoli è benedetta dai madonnari. Accorrono volentieri. Nessun vigile urbano, come accade in altri centri turistici, scaccia o pretende tasse sullo sfruttamento del suolo. L’ultimo episodio poco piacevole, ricorda, risale a dieci anni fa. Una vigilessa ringhiò: «Levati di qua». Lui replicò: «Con educazione, non sono un cane». Sostiene che la crisi è stata un’opportunità. Slogan che ripetono tutti, politici, filosofi da prime time tv, economisti. Ma se lo ribadisce pure un madonnaro… «Tanti hanno scelto di reagire scendendo in strada coi gessetti . Un’opportunità per tanti giovani con vena artistica, allucinati dalla prospettiva di chiudersi in un call center oppure, nondimeno, di ciondolare da uno spritz all’altro. In questi anni il numero di street painter è cresciuto, basta farsi un giro anche su via Chiaia, via Scarlatti, Spaccanapoli». Arte libera all’aria aperta, socialità, applausi. Tranne quando piove. «Vabbé coi temporali è un guaio, ma a Napoli piove poco». (Alessandro Chetta – Corriere del Mezzogiorno)

Nove assistenti sociali su dieci subiscono aggressioni. Il dossier su 20.000 professionisti

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In Italia l’88,2 per cento degli assistenti sociali, nel corso della carriera, è stato aggredito verbalmente e il 61 per cento era presente mentre ciò accadeva a un collega; il 15,4 per cento ha subito una qualche forma di aggressione fisica. Inoltre il 35,8 per cento ha temuto per l’incolumità propria o di un familiare e l’11,2 per cento ha avuto danni a beni. È questa la fotografia scattata dalla ricerca «Conoscere per agire» sulla aggressività nei confronti degli assistenti sociali, promossa dal Consiglio nazionale degli assistenti sociali (Cnoas) e dalla Fondazione nazionale assistenti sociali. Lo studio si basa su un campione di oltre 20.000 professionisti (sui 42.000 totali) ed è stato analizzato da un comitato scientifico, diretto da Alessandro Sicora dell’Università della Calabria. In particolare, nell’ultimo trimestre oltre mille intervistati dicono di aver subito forme di violenza fisiche che hanno richiesto interventi medici importanti. I settori più a rischio sono quelli a tutela dei minori e a sostegno di adulti in difficoltà. Ma c’è di più. Solo una parte delle aggressioni fisiche è denunciata alle forze di polizia (10,6%) o al proprio ente (23,3%). «Presumibilmente per un certo grado di sfiducia diffuso tra i professionisti — spiegano da Cnoas e Fondazione — visto che il 49% dichiara che dopo episodi di violenza verbale l’ente non ha preso iniziative concrete per aiutarli e sostenerli». Dati preoccupanti per il Cnoas. «Il fenomeno violenza e le maggiori difficoltà nel rapporto tra assistenti sociali, Istituzioni e cittadini non può prescindere dallo stato di crescente sofferenza in cui si trova oggi il sistema dei servizi sociali — dice il presidente Gianmario Gazzi — e anzi ne è una conseguenza: è evidente che nei nostri servizi si scarica la sfiducia e la rabbia dei cittadini verso le istituzioni». Il presidente lancia un appello: «Serve attivare nuovi sistemi organizzativi e strategie metodologiche per gestire meglio le criticità; occorre investire in risorse professionali, nella formazione anche continua, nella sicurezza nei luoghi di lavoro e costruire servizi adeguati». Tra l’altro il 25,4% pensa che la violenza fisica contro gli assistenti sociali sia aumentata negli ultimi cinque anni. «Gli episodi di violenza sono frutto di sofferenza e di tensioni sociali — spiega Silvana Mordeglia, presidente della Fondazione — ma non vanno sottovalutati quelli che derivano pure da una falsa rappresentazione dell’attività degli assistenti sociali. Stereotipo, questo, difficile da superare». (Alessio Ribaudo – Corriere della Sera)

Un galateo social? Servirebbe davvero a tutti. Il New York Times chiede contegno sui profili privati

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Prima di pubblicare un post su un social network dovremmo porci tre domande: «Si tratta di qualcosa che è necessario dire? È necessario che sia io a dirlo? E che lo dica proprio adesso?». Se la risposta a una qualsiasi di queste tre domande è no, allora è meglio abbandonare la tastiera. Lo scrive il New York Times nelle nuove linee guide per l’uso dei social media rivolte ai suoi giornalisti, a cui raccomanda di non postare sui profili personali opinioni di parte, non prendere posizione per questo o quel personaggio politico, o per un argomento che il giornale tratta in modo imparziale. E ancora: non condividere contenuti di altri media se sono difformi dalla linea editoriale. L’obiettivo del grande gruppo multimediale, i cui account social sono seguiti da decine di milioni di persone, è non scalfire, nemmeno per sbaglio, la propria reputazione di imparzialità, onestà e trasparenza, in un momento in cui è impegnato in una dura offensiva mediatica nei confronti del presidente Donald Trump. Come dire: guai se i nostri giornalisti appaiono schierati, perfino nella gestione dei loro account privati. Le battaglie di moralizzazione del giornale più blasonato al mondo ne risulterebbero indebolite. C’è un retroscena che spiega la pubblicazione, proprio ora, di un vademecum che a molti è sembrato fin troppo scontato visto che si rivolge a un corpo redazionale composto più da Premi Pulitzer che da inesperti stagisti. Nei giorni scorsi sul web è apparso un video, registrato a tradimento, in cui il direttore delle strategie multimediali del Nyt, Nicholas Dudich, affermava che proprio la sua imparzialità era il motivo per cui occupava quella poltrona e che, riguardo a Trump, «occorre colpire i suoi affari, suo figlio, spingere la gente a boicottare i suoi marchi». Ed ecco che il New York Times è corso ai ripari, chiedendo ai suoi reporter di essere come la moglie di Cesare, al di sopra cioè di ogni sospetto. Al di là dei retroscena, però, le linee guida per giornalisti si prestano ad alcune considerazioni che riguardano ciascun utente. La distinzione tra pubblico e privato, piaccia o no, sui social è assai labile. Su Facebook e su Twitter ci si sta tutti interi, e dunque anche con il posto che si occupa nella società: un magistrato, un dipendente pubblico, un insegnante, un impiegato, una madre, un padre, restano tali anche quando si esprimono sui loro account personali. La reputazione non è solo quella che si guadagna sul lavoro o in famiglia, ma anche quella che si mantiene (o si sperpera) sui social, che non sono spazi di assoluta anarchia espressiva, dissociata dal resto della vita. Se questo principio è vero, si può riassumere in poche parole di semplice buon senso, che valgono per il guru del giornalismo come per tutti gli altri. Eccole: quando pubblichi un post, ricorda chi sei. E non tradire te stesso. (Antonella Mariani – Avvenire)

Capaccio Paestum. Accelerazione per la messa in sicurezza del fiume Sele

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Entro una settimana il progetto per la messa in sicurezza del fiume Sele sarà riconsegnato al Comune per l’avvio della procedura di finanziamento e la successiva gara di appalto. A darne notizia è Matteo Castoro, presidente dell’associazione “Difesa del territorio”, che ha promosso un incontro, al quale ha preso parte anche il sindaco Palumbo, per discutere dello stato dell’arte del progetto elaborato dal Consorzio di bonifica sinistra Sele di Paestum, diretto dal commissario Biagio Franza. «Il progetto è in fase di modifica così come richiesto dall’ente regionale». Il progetto da luglio è stato trasferito dal Comune al Consorzio di Bonifica, per eseguire alcune modifiche richieste dagli enti, che hanno espresso il parere in merito. «Il commissario Franza – afferma Castoro – ha assicurato che modifiche e adempimenti sono complesse e i tecnici idraulici stanno lavorando e curando ogni aspetto per evitare che lo stesso non sia approvato per il finanziamento definitivo e di dover procedere con ulteriori modifiche. I tecnici hanno bisogno ancora di 5 giorni per completare le prescrizioni richieste e il progetto sarebbe stato trasferito al Comune per il prosieguo dell’iter di finanziamento e la gara di appalto». Palumbo ha rassicurato i cittadini: «Nella mia agenda politica come priorità assoluta c’è la risoluzione della problematica del fiume Sele, come da programma elettorale. Appena il Consorzio di bonifica trasferisce il progetto al Comune sarà subito attenzionato per l’avvio dell’iter di finanziamento e la cantierabilità dell’intervento». Il progetto “Regolarizzazione confluenza fiumi Sele – Calore Lucano – adeguamento e sistemazione degli argini esistenti del Sele”, prevede un investimento di circa 14 milioni di euro, somma già prevista sulla piattaforma Rendis per la difesa del suolo. (La Città)

Eboli. Arriva il sussidio comunale in aiuto alle famiglie bisognose

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Eboli. È finalmente arrivato il sostegno comunale che punta al contrasto alla povertà attraverso l’erogazione di un sussidio economico a famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali siano presenti persone minorenni, figli disabili o una donna in stato di gravidanza. Il programma va sotto il titolo di Sostegno per l’inclusione attiva, Sia, le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 31 ottobre. «Si tratta di un sussidio subordinato all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa – spiega il sindaco Massimo Cariello – Il beneficio è concesso per un periodo massimo di 12 mesi». Il Sia viene predisposto dai servizi sociali del Comune, in rete con servizi per l’impiego, servizi sanitari, scuole, privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti non profit. Il progetto prevede impegni per adulti e bambini, con contatti con i servizi, ricerca di lavoro, formazione, frequenza e impegno scolastico, prevenzione e tutela della salute. «L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia – commenta l’assessore alle politiche sociali Lazzaro Lenza – Il sostegno economico è erogato attraverso l’attribuzione di una carta di pagamento elettronica, utilizzabile per l’acquisto di beni di prima necessità». Per le famiglie che soddisfano i requisiti per accedere all’assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori, il beneficio sarà ridotto a prescindere dall’effettiva richiesta dell’assegno. (Antonio Elia – La Città)

Sant’Agnello Città del Verde, premio nazionale per l’ Oasi in Città

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Sant’Agnello Città del Verde, premio nazionale per l’ Oasi in Città .Ad annunciarlo il sindaco Piergiorgio Sagristani “grazie al nostro bravissimo maestro del giardinaggio Giovanni Ferraro..al consigliere delegato Attilio Massa al caro Claudio d’Esposito presidente WWF al Comandante Nello Gargiulo per il grande impegno nella cura dei giardini e per la realizzazione del Oasi in città Patrizia Veniero”

Un bel riconoscimento per Sant’Agnello che, grazie all’Oasi urbana, si classifica al primo posto nell’ambito del concorso nazionale legato al premio “La città per il Verde” indetto da Il Verde Editoriale. Il progetto realizzato dall’amministrazione comunale della costiera con la collaborazione del Wwf Terre del Tirreno, .in base alle valutazioni della giuria si è imposto nella sezione “Verde Urbano” per la categoria dei Comuni da 5mila a 15mila abitanti.

La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà venerdì 10 novembre 2017 alle ore 9:30 nell’ambito di Ecomondo (Rimini, 7-10 novembre 2017), il prestigioso Salone Internazionale della green economy, della trasformazione delle materie seconde e dei rifiuti, dell’efficientamento energetico, delle soluzioni e tecnologie volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini e favorire lo sviluppo dei territori in chiave sostenibile.

In quella occasione saranno rese pubbliche anche le motivazioni che hanno portato la commissione ad assegnare il premio e sarà consegnata ai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Sant’Agnello la targa di riconoscimento.

Cava de’ Tirreni. Scatta la nuova segnaletica stradale, attuati numerosi provvedimenti per una circolazione più sicura

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Cava de’ Tirreni. Mano alla segnaletica stradale per garantire maggiore sicurezza sulle arterie più critiche del territorio. In questi giorni il Comune metelliano ha provveduto ad attuare una serie di interventi (e altri sono previsti nel breve periodo) per cercare di arginare un problema più volte sollevato anche in consiglio comunale. È il caso, ad esempio, di via Eduardo De Filippis e via Aniello Salsano, proprio al centro della frazione di Pregiato. Qui la mancanza di segnaletica stradale (soprattutto orizzontale, in particolare strisce pedonali, segnali di stop e precedenza) aveva creato problemi di sicurezza e incolumità soprattutto per i tanti bambini che quotidianamente frequentano il vicino plesso di San Nicola. La situazione, nella fattispecie, era stata portata all’attenzione della giunta comunale dal consigliere di minoranza Pasquale Senatore e nei giorni scorsi l’amministrazione ha provveduto al rifacimento della segnaletica ormai sbiadita sull’intera tratta e agli incroci tra via De Filippis e via Salsano. Si interverrà, inoltre, a breve in via Gaudio Maiori. Tra le strade più note per l’alta velocità con cui viene percorsa, in via Gaudio Maiori saranno presto installati attraversamenti pedonali rialzati e dissuasori che obbligheranno gli automobilisti più spericolati a tenere un’andatura moderata. Stesso intervento era stato auspicato per via delle Arti e dei Mestieri nella frazione di Santa Lucia – altro punto nevralgico a causa dei numerosissimi incidenti che settimanalmente si verificano per l’alta velocità – tuttavia (essendo quest’ultima via di esodo preferenziale per i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine) si stanno valutando al momento soluzioni alternative ai dossi artificiali nell’ambito degli imminenti lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dell’intera zona. (La Città)

All’ospedale di Castiglione di Ravello manca il personale socio-sanitario. Disagi e proteste

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Cambia la gestione del servizio logistico all’ospedale di Castiglione di Ravello e da qualche giorno gli addetti al presidio lamentano l’assenza degli operatori socio-sanitari. Ovvero quelle figure deputate, tra le altre cose, ad accompagnare i pazienti, non in codice rosso, in carrozzina e barella. Un compito ora affidato agli infermieri del presidio. La situazione è stata anche denunciata da Andrea Cretella, dell’associazione Tribunale del malato. «Da alcuni giorni è cambiata la gestione del servizio logistico (accompagnamento dei pazienti in carrozzina e barella) presso l’ospedale di Castiglione di Ravello. In realtà prima il servizio di accompagnamento dei pazienti presso la radiologia, laboratorio analisi, ecc. veniva effettuato dal personale di servizio logistico. Oggi invece questo servizio viene effettuato dagli infermieri di turno e in caso di emergenza il medico non ha il supporto dell’infermiere professionale». Il Tribunale del malato è sempre molto attento alle eventuali mancanze e problematiche legate al territorio ed in particolare al presidio ospedaliero Costa d’Amalfi. Non ultime le manifestazioni a supporto del principale riferimento sanitario della Divina, sul quale troppe volte si è detto di eventuali ridimensionamenti, al momento scongiurate. Anche perché per un territorio come quello della Costiera Amalfitana il presidio di Castiglione è a dir poco fondamentale. (Salvatore Serio – La Città)

Nuove accuse a monsignor Francesco Miccichè: “Attico nel centro di Roma pagato coi soldi per i bimbi malati”

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I soldi destinati ai bambini autistici e ai piccoli malati oncologici sono finiti in un attico di 210 metri quadri con depandance al centro di Roma. Ottocentomila euro, sottratti ad un ente morale, la Fondazione Campanile, una delle più importanti realtà socio-assistenziali della Sicilia, e utilizzati a fini privati dall’ormai ex vescovo di Trapani monsignor Francesco Miccichè, sollevato dal suo incarico nel 2012 da Papa Benedetto XVI all’esplodere dello scandalo per un ammanco milionario dai conti della Diocesi. Cinque anni dopo, dall’inchiesta ancora aperta alla Procura di Trapani che vede l’alto prelato indagato per appropriazione indebita e malversazione per la distrazione dei fondi dell’8 per mille, continuano a venire fuori sorprese. Come questo attico al quarto piano di un antico palazzo nobiliare al numero 50 di via San Nicola di Tolentino alle spalle di piazza Barberini. Cinque finestre su un unico balcone in uno stabile di pregio che ospita anche un paio di residence di lusso e un’accademia di moda. Acquistato nel 2008 dal vescovo di Trapani ad un prezzo decisamente sottostimato per i prezzi del centro di Roma: 760.000 euro più 30.000 di spese notarili, per di più dichiarandone l’utilizzo ai fini di culto (dunque equiparato ad una chiesa) per non pagare l’imposta di registro, l’appartamento è stato intestato alla Curia di Trapani. Come ha confermato ai pm monsignor Alessandro Plotti, inviato dal Vaticano come nunzio apostolico a Trapani dopo la rimozione di Miccichè. Quello dell’alto prelato (scomparso qualche tempo fa) è un durissimo atto d’accusa: «Io ho rilevato l’anomalia dell’acquisto di una casa privata intestata alla diocesi con soldi che avrebbero dovuto essere destinati alla cura dei bambini e alle finalità della Fondazione Campanile. Non è accettabile che siano stati buttati via 500.000 euro per l’acquisto di una casa privata a Roma in pieno centro storico sottraendo quella somma alla possibilità di destinarli alla cura di bambini con problemi psichici». Monsignor Plotti parla ai pm di 500.000 euro perché la casa risulta essere stata pagata con cinque assegni da 100.000 girati dal conto della fondazione Auxilium (che aveva incorporato la Campanile) e 300.000 euro in contanti. Quando Plotti aveva chiesto conto a Miccichè di quale fosse la provenienza di quella somma così grossa in contanti, raccontano che il vescovo gli avrebbe risposto con un sorrisetto ironico: «Li ho trovati nel cassetto». L’ipotesi dei pm è che l’acquisto dell’appartamento rientrasse tra quegli “investimenti” (altri appartamenti a Palermo, ma anche titoli su conti esteri e polizze assicurative) che Miccichè avrebbe realizzato sottraendo quasi tre milioni di euro alla Diocesi, dai fondi dell’8 per mille a quelli della Fondazione Campanile. Con una astuta operazione tecnico-finanziaria: la fusione per incorporazione della Fondazione istituita nel 1968 da monsignor Antonio Campanile, che l’aveva destinata ai bambini con gravi patologie, nella Fondazione Auxiluim della quale il vescovo presidente aveva nominato amministratore il cognato Teodoro Canepa. A quel punto prelevare dal conto 500.000 euro per pagare parte della casa a Roma sarebbe stato un gioco da ragazzi. Ma non sarebbe stata l’unica operazione di quel genere. È ancora il Nunzio apostolico Plòtti a dire ai pm: «Ho rilevato una serie di operazioni sfavorevoli alla Diocesi, di scarsa comprensibilità, quali le cessioni in comodato gratuito di immobili reimpiegati in strutture alberghiere. Devo dire che ho rilevato una gestione personalistica della Diocesi di Trapani che ho trovato in stato di grave dissesto economico con una totale spoliazione dei suoi beni». Parole durissime in linea con le conclusioni dell’ispezione affidata dal Vaticano a monsignor Mogavero. Davanti alle quali Miccichè ha reagito con un attacco senza precedenti. In una lettera inviata all’ex procuratore Marcello Viola, scrive: «Ho scoperto la pericolosità di una mafia ecclesiastica non meno potente, insidiosa e nefasta della mafia che il sistema giudiziario in Italia è impegnato a contrastare». In attesa della conclusione dell’inchiesta (finora priva della risposta dello Ior alle richieste dei pm), Miccichè, mai sospeso a divinis, vive a Roma e dice messa alla Confraternita dei siciliani. (Alessandra Ziniti – la Repubblica)

Valeria Collina, la madre del killer di Londra: “Mio figlio terrorista e quei segnali lanciati che io non ho capito”

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Sono passati quasi cinque mesi e Valeria non ha ancora trovato un posto dentro di sé dove sistemare la notte del 3 giugno. Quando ha scoperto di essere la mamma di un terrorista. E la madre di un figlio morto. «Non riesco a vedere Youssef come un jihadista assassino», dice con la franchezza disarmata di chi sente di avere ormai poco da perdere. «La mia mente si sta aggrappando a difese estreme per continuare ad amarlo, per questo non ce la faccio ad elaborare le atrocità che ha commesso». Valeria Kadija Collina ha 68 anni. Ha scritto un libro coraggioso, che è insieme il racconto della sua vita e uno sforzo di autocoscienza per esplorare fin dove affondavano le radici di quell’odio segretamente coltivato dal figlio. Da giovane Valeria è una femminista convinta, faceva teatro. Una trentina di anni fa conosce Mohamed Zaghba, marocchino e musulmano. Si innamora, si converte all’Islam («per anni ho volontariamente indossato il niqab») e si trasferisce a Fez. Hanno due figli: Kaouthar e Youssef, il terzo uomo del commando stragista che tra il London Bridge e il Borough Market ha ucciso otto persone. Quando è iniziata la radicalizzazione? «Nel 2015 mi accorsi che Youssef aveva la bandiera dell’Isis su Facebook e dei video di propaganda nei quali sembrava che nel Califfato tutto funzionasse bene. Credo che sia stato un suo amico del liceo a procurarglieli». In Rete si trovavano anche i filmati delle decapitazioni. «Sosteneva che fossero stati obbligati a compierle per difendersi da aggressioni esterne. Considerava lo Stato Islamico l’unico luogo dove si potesse praticare l’Islam puro e infatti mi ha proposto di andare in Siria» Come ha reagito? «Ho provato a spiegargli che l’Isis era solo una costruzione politica e che le violenze non erano ammesse dalla nostra religione». Non è un po’ poco di fronte a segnali così preoccupanti? «Per molto tempo ho rifiutato di addossarmi una colpa per ciò che aveva fatto Youssef: l’Islam ci insegna che ognuno è responsabile delle proprie azioni. Poi però ho capito di aver fatto un errore: non ho insegnato ai miei figli ad avere uno spirito critico. Questa è la mia colpa di madre». Suo marito Mohamed non diceva niente? «Non si è mai posto il problema. E Youssef si confidava solo con me». Ha mai pensato di segnalare suo figlio alle autorità marocchine? «In Marocco non funziona come in Europa: una segnalazione significa rovinare una persona». Nel 2016 ha lasciato suo marito ed è tornata a vivere nel Bolognese. Nello stesso periodo suo figlio ha provato ad andare in Turchia… «Non ero preoccupata perché Youssef non era mai stato un tipo aggressivo nonostante la nostra fosse una famiglia in cui purtroppo c’era violenza da parte di Mohamed». All’aeroporto Marconi disse di voler fare il terrorista, poi si corresse e usò la parola turista. «Sperava inconsciamente di essere bloccato. Aveva bisogno di uno psicologo, ma non accettava di vederne uno» Poteva essere fermato prima del 3 giugno 2017? «Non lo so. Di sicuro le autorità inglesi lo hanno sottovalutato: lui stesso mi raccontava che negli aeroporti passava i controlli senza essere fermato, nonostante la segnalazione della polizia italiana». Come ha reagito la comunità musulmana italiana dopo l’attentato? «Con paura. Quando ci sono fenomeni di radicalizzazione, la comunità dovrebbe trovare la forza di affrontarli insieme collaborando con le autorità. Ma non c’è fiducia nelle istituzioni, anche per le tante espulsioni decise dal governo italiano. Mi sono ritrovata sola e isolata: sono la madre di un terrorista, ma non sono una terrorista». (Fabio Tonacci – la Repubblica)

Scorie chimiche sotto la Tav di Afragola. I primi risultati dei carotaggi

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Chi scava trova e alla fine la «monnezza» è salita a galla. Il tempo delle illazioni è finito: sotto la Tav di Afragola ci sono rifiuti tombati. Nel terreno sul quale si poggia imponente l’opera architettonica più importante degli ultimi anni realizzata nel Mezzogiorno e costata oltre 100 milioni di euro, sono state trovate scorie chimiche che lambiscono finanche la falda acquifera. Adesso si procederà ad altri scavi per cercare di arrivare fino all’acqua, quella che irriga i campi coltivati a broccoli e cavoli, che abbevera migliaia di persone e che scorre con la forza di un fiume sotto i treni dell’Alta velocità che da Milano sfrecciano verso Napoli e si fermano nella «Porta del Sud». Nulla sarà lasciato al caso e per questo saranno disposti anche esami sulla contaminazione da agenti esterni della falda che potrebbe essere inquinata, ma la cautela è d’obbligo. I carabinieri della Forestale, coordinati dal generale Sergio Costa, hanno delegato le operazioni al Nucleo investigativo del capitano Rosa Codella, che in queste ore è impegnata con i suoi uomini alle trivellazioni disposte dalla Procura di Napoli Nord per una indagine che potrebbe assumere le proporzioni di un disastro ambientale. Un’inchiesta che prende una strada ben precisa e punta innanzitutto ad individuare quanti rifiuti siano stati occultati sotto le fondamenta di una parte della stazione progettata dall’architetto Zaha Hadid, ma soprattutto la natura e quindi la pericolosità di quegli scarti. Ieri è stata completata la quinta trivellazione arrivata fino a tredici metri di profondità, a lambire per l’appunto la falda acquifera. Secondo i calcoli dei geologi e le loro proiezioni morfologiche del territorio è necessario ancora un altro foro che sarà praticato questa mattina in un altro punto del parcheggio finito in parte sotto sequestro su ordine del pm Giovanni Corona, coordinato dal procuratore aggiunto Domenico Airoma e dal procuratore capo Francesco Greco. Dopodiché il lavoro si concluderà con le analisi chimiche di quanto raccolto e gli scenari, purtroppo, sono tutti aperti. Anche perché non è finita qui. C’è un’indagine parallela che nasce proprio da quella sulla Tav e quasi «per caso». Nelle ispezioni della Forestale lungo le vie che costeggiano la stazione – che erano e sono ancora piene di rifiuti di ogni genere – furono sorprese alcune persone che rimuovevano lastre di amianto. Facevano parte di «Campania Ambiente», la società in house di Palazzo Santa Lucia addetta alla raccolta di rifiuti abbandonati lungo le strade. Secondo la Procura di Napoli Nord quella società non aveva strumenti, autorizzazioni e siti per bonificare quell’area inquinata, così ieri gli stessi uomini che si stanno occupando delle trivellazioni hanno perquisito la sede dell’azienda e gli uffici del settore ambiente del comune di Afragola, sequestrato un campo pieno di lastre di amianto e un sito di stoccaggio a San Cipriano d’Aversa. Traffico illecito di rifiuti è l’ipotesi di reato contestata dai pm e per ora non ci sono indagati. Si sospetta che oltre allo smaltimento irregolare di scorie ci sia stato uno sperpero di milioni di euro destinati dalla regione Campania a società che si occupano delle bonifiche di comuni della Terra dei Fuochi. Oltre il danno, la beffa. (Fabio Postiglione – Corriere del Mezzogiorno)

Tramonti, brutta caduta per donna da ulivi: trasferita in eliambulanza a Salerno

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Donna di Tramonti è caduta durante la stagionale raccolta di olive. Secondo prime notizie la donna che sarebbe caduta mentre si accingeva a raccogliere i frutti dalle proprie piante, è stata prontamente soccorsa dall’ambulanza del 118. Da prime fonti non si sa ancora se è stata prima sottoposta ad esami presso l’Ospedale Costa d’Amalfi, ma quel che è certo è che avvenuto il trasferimento al Porto Turistico di Maiori dove l’attendeva un’eliambulanza, che l’ha tradotta al Ruggi d’Aragona di Salerno: le indiscrezioni rivelano che ha riportato fratture multiple al bacino. Si attendono aggiornamenti.

Salernitana, tocca a Bocalon. Bollini lo tiene sulla corda ma contro il Frosinone lo rilancerà dal primo minuto

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L’attacco della Salernitana è orfano di “Peter Pan” Rodriguez e adesso la polvere di stelle dovrà spiovere sulle scarpette di Bocalon. Tocca a lui diventare il protagonista della favola del gol granata, un ruolo che il centravanti aveva interpretato a meraviglia in Coppa Italia e in campionato nella sfida alla Ternana, salvo poi incepparsi all’improvviso. Il digiuno di Bocalon dura dal 4 settembre: sette gare senza gol, mai così in letargo, neppure quando giocava con l’Alessandria (astinenza di quattro turni, tra agosto e settembre, poi a novembre). Bollini non lo “brucia”. In assenza di Rodriguez, che si è arreso ad un problema muscolare proprio quando era diventato calamita d’area di rigore, il tecnico granata mette in vetrina Bocalon, lo pungola e motiva. Le prove d’attacco condotte ieri al campo Volpe fanno testo fino ad un certo punto: in linea con Rosina e Sprocati, certi di una maglia, ha giocato, infatti, il baby Rossi, ma Bollini ha mischiato le carte anche in altri settori. In attacco, in particolare, ha bisogno di più esperienza, muscoli, motivazioni, insomma di Bocalon. Durante il digiuno, l’attaccante della Salernitana è stato sfortunato ma anche sprecone: a Parma aveva perso di vista la porta emiliana ed ha angolato male il colpo di testa; ad Avellino ha colpito la sagoma del portiere degli irpini, Radu, da distanza ravvicinata. Errori compensati, però, con l’assist prezioso all’Arechi con lo Spezia. Dopo aver sparato a salve con l’Ascoli, al “Partenio-Lombardi” c’è stata staffetta: Rodriguez era più ispirato e decisivo, il modulo si è evoluto in 3-4-3, dunque non più bisognoso di due centravanti. Il guaio muscolare al retto femorale di Rodriguez ha complicato, però, i piani di Bollini e nello stesso tempo ha offerto una chance all’attaccante veneziano. Bocalon vive per il gol ed ha il vizio di segnare tutto su un quadernino, come faceva “Superpippo” Inzaghi. Ora è il momento di ritornare a fare il bomber. Al Frosinone in carriera ha già segnato. Accadde nel 2011, più o meno di questi tempi: era il 7 novembre e “Din-Don” Bocalon decise, da subentrato, la sfida in Ciociaria vestendo la maglia della Cremonese. Deciso l’attacco con il ritorno dal 1’ di Rosina e di Bocalon in aggiunta alla riconferma di Sprocati, Bollini ieri pomeriggio ha osservato i giri di campo (lavoro differenziato) di Tuia, Di Roberto e Della Rocca. Il difensore è lungodegente, Di Roberto ancora out. In ottica formazione, invece, fa riflettere “l’andamento lento” di Francesco Della Rocca. La tendinite non gli dà ancora tregua, eppure i suoi centimetri sarebbero serviti alla Salernitana per fronteggiare duelli aerei e palle inattive, soprattutto in assenza di Minala. Dopo aver rovistato in dispensa, Bollini confermerà Odjer in mediana, dovrebbe preferire Ricci ma ha motivato anche Signorelli. Poi dovrà decidere se utilizzare brevilinei sulle corsie laterali oppure recuperare in queste zone del campo i centimetri utili per fronteggiare (o sfruttare) calci d’angolo e punizioni laterali. A destra, dunque, persiste il ballottaggio Kiyine-Pucino. Quest’ultimo pare favorito. Confermata la difesa a tre con Mantovani, Schiavi e Bernardini. (La Città)

Costa d’Amalfi omaggiata con le Luci d’Artista: piante di limoni come simbolo per l’unione per Ravello 2020?

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Salerno inizia ad allestire le Luci d’Artista. Dimenticate le vicende che hanno accompagnato l’appalto dell’installazione delle luci sono iniziati i lavori, proprio come aveva annunciato il sindaco Vincenzo Napoli sulla sua pagina di Facebook.

Gli alberi della zona centrale come di consueto hanno ricevuto i primi addobbi luminosi, con le luci piazzate in via Roma e a partire dalla Villa Comunale.  Il montaggio procede spedito per garantire la tradizionale accensione inaugurale prevista per il 3 novembre alle 18.30, decorando tutto il territorio cittadino delle attese luminare.

Una prima novità che è balzata all’occhio dei salernitani, sono state luminarie dalla forma di alberi di limoni in piazza Sant’Agostino, un fatto questo che farà piacere agli abitanti della Costiera Amalfitana e non solo, visto che dietro questa scelta artistica c’è l’unione tra la città di Salerno e i comuni costieri nella candidatura di Ravello 2020 a Capitale della Cultura.

Siano. Quando la scuola è testimone di Legalità. L’orchestra scolastica prenderà il nome : “ Il Dono”

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Continua il percorso di responsabilità verso la Vita. Un progetto dello scrittore regista Alfonso Ferraioli, cominciato venerdì 6 ottobre scorso a Mercato San Severino, con la presentazione del libro “Il Dono”. Tematica di grande attualità, raccontato in modalità autobiografica, mette in risalto in maniera esaustiva l’iter dei trapianti. Una viva collaborazione di testimonianze che spaziano dal medico scientifico, al sanitario, al sociale fino al vissuto umano di chi questa esperienza l’ha tracciata nella propria vita. Proseguono gli appuntamenti per sensibilizzare in merito. Venerdì 20 ottobre presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo Statale di Siano, alle 17.15 un nuovo incontro organizzato dall’associazione “La magnifica gente do’ Sud”, con le varie associazioni operanti sul territorio salernitano che hanno aderito al progetto. Presenti all’incontro Rosario Pesce, dirigente scolastico, Tania Navarra, presidente legalità e futuro, Elena Petrella, coordinatrice area musicale LC Siano, Giorgio Marchese, sindaco di Siano, Vincenza De Vita, presidente provinciale Aido di Salerno, Daniela Apuzza, giornalista. Concluderà l’incontro l’autore Alfonso Ferraioli. L’Istituto Comprensivo di Siano ad indirizzo musicale, intitolerà ufficialmente l’orchestra della scuola: “Il Dono”.

Capaccio Paestum. Anfiteatro coperto, entrano nel vivo i lavori per riportare interamente alla luce il monumento

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Capaccio Paestum. Il progetto “Scavo spettacolare dell’anfiteatro romano e dismissione di un primo tratto dell’ex Statale 18” entra nel vivo. L’amministrazione del sindaco Franco Palumbo ha affidato l’incarico all’archeologo Francesco Scalza, per la relazione di indagine archeologica a corredo del progetto preliminare assegnato all’Area IV, diretta da Rodolfo Sabelli. L’incarico prevede la ricognizione archeologica, a carattere intensivo e sistematico, per il reperimento di informazioni utili per la ricostruzione dei processi deposizionali attraverso il recupero di manufatti archeologici; acquisizione di dati sulla sequenza dei paesaggi storici individuabili nell’area e la raccolta di informazioni geoambientali; ricerca negli archivi della Soprintendenza archeologica della Campania (Salerno e Paestum) ed eventualmente in quelli del comune di Capaccio per acquisire le informazioni utili ad una contestualizzazione archeologica dell’area. Saranno analizzati gli esiti dei recenti scavi effettuati nei pressi dei parcheggi a est e sud delle mura di Paestum, delle indagini svolte per il restauro dei tratti orientale e meridionale della cinta muraria, delle attività di ricognizione archeologiche lungo Capodifiume e nella piana meridionale di Paestum, degli scavi della area ex Cirio e di tutte le altre fonti relative a rinvenimenti più datati. Il progetto, già a finanziamento per 5.133.840 euro (progettazione 657.146,10 euro), riporterà alla luce l’intera struttura interrata e coperta dall’ex strada Regia delle Calabrie che va da Porta Aurea a Porta Giustizia. L’obiettivo è restituire il monumento a una fruibilità completa, alla piena visione dei visitatori. I lavori partiranno nel 2018. Il primo intervento riguarda la dismissione di un primo tratto della sede stradale ex Ss18 che taglia l’area archeologica da nord a sud, e lo scavo per riportare alla luce la restante parte dell’anfiteatro romano, di cui è visibile solo la metà occidentale. Un’ulteriore opera sarà il ripristino della via Chiesa, antico asse di collegamento tra il decumano via Porta Sirena e la Basilica paleocristiana, oggi in disuso. I lavori saranno resi visibili attraverso visite condotte da persone specializzate. Le operazioni saranno visibili mediante “balconate” sullo scavo e la realizzazione di un percorso tangenziale alla parte orientale dell’anfiteatro mediante il quale collegare i due tratti di via Magna Graecia. (Angela Sabetta – La Città)

Eboli. Botte e minacce in ospedale per accaparrarsi le salme. A giudizio un imprenditore, un medico e tre volontari

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Eboli. Cinque persone sono state rinviate a giudizio per quella che la Procura di Salerno ricostruisce come una macabra battaglia sugli affari del “caro estinto”, in cui imprenditori del settore e operatori di associazioni di soccorso si sarebbero accordati per accaparrarsi prima il trasporto illecito della salma dall’ospedale a casa e poi l’organizzazione dei funerali. Nelle imputazioni messe nero su bianco dal pubblico ministero Marco Colamonici si parla di morti spacciati per vivi, certificati falsificati, botte e minacce per eliminare la concorrenza. Ieri il giudice dell’udienza preliminare Emiliana Ascoli ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio e ha disposto il processo per Liberato Cioffoletti di Campagna, titolare dell’omonima agenzia funebre, il medico Nicola Bertolini (solo per avere attestato la dimissione in vita di una paziente che invece risulta già deceduta) e tre operatori della Croce Gialla: gli ebolitani Domenico Antoniello, Vincenzo De Biase e Cosimo Dianese, che secondo la Procura avrebbero aggredito e minacciato in più occasioni il personale di associazioni concorrenti. Gli episodi contestati risalgono a un arco temporale che va dal novembre del 2011 al settembre dell’anno successivo. Secondo il magistrato la Croce Gialla era solo sulla carta un’associazione dedicata al soccorso di persone inferme, in realtà «asservita in modo esclusivo al procacciamento di clienti a beneficio dell’impresa di pompe funebri di Cioffoletti», che di fatto avrebbe controllato anche l’associazione di volontariato. Tra le intimidazioni ricostruite dagli inquirenti c’è quella del gennaio 2012 ai danni di un volontario della Croce Azzurra che stava sistemando a bordo di un’ambulanza dell’associazione un paziente appena dimesso dall’ospedale ebolitano. «Qua comandiamo noi, tu non devi caricare nessuno altrimenti vengo a prenderti sotto casa e ti picchio» il tenore delle minacce attribuite ad Antoniello. E non sarebbero mancate le occasioni in cui dalle parole si sarebbe passati ai fatti. In questo contesto vengono inserite, tra l’altro, le presunte minacce di Antoniello e Dianese a un rappresentante della Croce Verde (a sua volta padre dell’amministratore di un’altra agenzia funebre) dopo che questi, nel novembre del 2011, aveva segnalato ai carabinieri il trasporto in ambulanza di un paziente già deceduto. Poi c’è l’aggressione a calci e pugni avvenuta nel settembre del 2012 nel reparto di cardiologia e attribuita a De Biase. A farne le spese fu il titolare di un’altra impresa funebre, al culmine di un alterco che per la Procura era dovuto, anche in quel caso, «all’accaparramento del servizio di trasporto e delle successive esequie di un soggetto ivi deceduto». Subito dopo, nel piazzale Scuola medica salernitana antistante l’ospedale, il figlio dell’imprenditore sarebbe stato a sua volta minacciato con un bastone e schiaffeggiato da Antoniello. Tutte accuse da cui gli imputati (assistiti dagli avvocati Orazio Tedesco e Agostino De Caro) dovranno difendersi in un processo che inizierà a dicembre davanti alla terza sezione penali. Ieri alcune parti civili si sono già costituite in udienza preliminare, tramite l’avvocato Paolo Carbone. (Clemy De Maio – La Città)

Angri. Movida “fracassona” e violenze in centro. Ecco le telecamere. Le prime 50 saranno posizionate nel borgo antico

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Angri. In dirittura d’arrivo i nuovi interventi per la sicurezza su tutto il territorio cittadino. I provvedimenti in corso potrebbero contribuire a risolvere anche l’eterno contenzioso che vede al centro del dibattito la movida in via di Mezzo. È su questo che si sta concentrando la giunta di Cosimo Ferraioli. Sono infatti partiti nel centro storico i sopralluoghi della polizia locale, guidata dalla comandante Anna Galasso, per individuare i punti strategici più adatti per la collocazione di telecamere di videosorveglianza. «Un impianto che è diventato necessario», ha affermato il sindaco. Per il progetto si parla di una somma stanziata in bilancio pari a 100.000 euro. La cifra andrà a coprire in questa prima fase l’installazione di circa 50 telecamere che – ha spiegato il primo cittadino – non solo monitoreranno costantemente la situazione, ma consentiranno contestualmente di immagazzinare un gran numero di immagini disponibili successivamente per essere visionate. L’intervento quindi favorirà la sicurezza nell’immediato ma offrirà anche nuove e fondamentali fonti per la risoluzione di indagini in caso di reati. Oltre alle cinquanta telecamere di cui si sta già studiando la sistemazione, è prevista l’adozione di un certo numero di apparecchi di videosorveglianza, da sommare ai primi, anche nel piano di adeguamento della pubblica illuminazione. Restano da valutare i tempi di attuazione di entrambi i progetti. Tra i punti immediatamente attenzionati nella fase di sopralluogo compare non a caso via di Mezzo. Nelle scorse settimane si è infatti riaccesa la ormai quasi decennale diatriba che vede contrapposti i commercianti e i residenti. I primi chiedono il diritto al lavoro ma i secondi lamentano l’insostenibilità di quella che negli ultimi tempi si è guadagnata l’appellativo di “movida fracassona”. In via di Mezzo, secondo chi ci vive, manca una reale regolamentazione della vita notturna e l’assenza di controlli non fa che favorire comportamenti illeciti come lo spaccio di droghe leggere e l’abbandono di rifiuti tra i vicoli. L’installazione di un impianto di videosorveglianza era tra le richieste rimaste più volte inascoltate. Ma è chiaro che non è solo il centro storico a necessitare di maggiori controlli. Sono dilagati negli ultimi mesi anche i casi di danni alle automobili insieme ai furti di airbag e pneumatici. Non sono mancati poi episodi di veicoli spariti del tutto. (Valentina Comiato – La Città)

Salerno. Aumentano i controlli sui bus contro l’evasione. Aumenta la vendita di ticket. Triplicati gli acquisti via sms

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Sono continuamente in contatto via cellulare e WhatsApp. Come se fosse un risiko salernitano, si muovono coordinati, cercando di non accavallarsi per poter estendere il più possibile il servizio soprattutto nelle ore di punta e sulle linee più “calde”. Pettorina arancio fluorescente e scortati da una guardia giurata, da quasi 20 giorni, i controllori sono ritornati ad essere una presenza costante a bordo dei bus, dopo le ripetute denunce, da parte di cittadini e autisti, di episodi di borseggio e intemperanza. E, soprattutto, per stanare i tanti che finora hanno viaggiato impuniti senza biglietto vidimato. «I primi giorni – racconta Giovanni Matola – sono stati complicati soprattutto perché l’utenza era impreparata, non si aspettava che effettivamente il servizio di controllo sarebbe partito e abbiamo trovato moltissime persone, anche munite di ticket, ma senza averlo obliterato». Nei primi giorni, infatti, la squadra di 10 controllori affiancati da un professionista della sicurezza, ha dovuto, in primis, mettere in campo un lavoro fatto di diplomazia e pazienza, raggiungendo una media di 10 multe al giorno ciascuno. «La situazione è cambiata radicalmente quando i viaggiatori hanno capito che questo servizio non sarebbe stato sporadico e hanno iniziato a collaborare con noi, anzi le persone sono contente di vederci a bordo perché ci dicono di sentirsi più sicure. Inoltre, con il passare dei giorni, si è ridotto drasticamente il numero dei verbali, se prima su 10 persone molte non avevano il titolo di viaggio, ora la proporzione è ribaltata. Addirittura c’è stato un signore che, dopo aver ricevuto una multa è andato immediatamente a comprare l’abbonamento perché ha capito che viaggiare senza pagare non conviene più», chiarisce l’ex autista. «Cerchiamo di essere elastici, di mantenere la calma e approcciarci alle persone con pazienza ed equilibrio», spiega Rosario Della Monica, la guardia giurata che lo scorta durante tutta la mezza giornata di controlli. E c’è un altro dato che non è sfuggito ai controllori: sono aumentate le richieste dei rivenditori di biglietti e molti tabacchi e bar che finora non li avevano, magari anche trovandosi nelle vicinanze delle fermate, chiedono informazioni per sapere quale procedura effettuare per poter vendere i biglietti. «Quando si è deciso di avviare il servizio, Bus Italia aveva calcolato un tasso di evasione pari al 35 per cento, la nostra percezione, sul campo, è che si sfiorassero percentuali almeno del 65 per cento. Ora sappiamo che, in molti casi, in una sola settimana è andata esaurita la fornitura di ticket che sarebbe bastata per un solo mese», riferisce un altro controllore, Alessandro Pellegrino. I furbetti, comunque, ci sono ancora così come restano una serie di fronti critici. «Spesso abbiamo problemi con chi sale a bordo senza biglietto e documento, si tratta soprattutto di senza tetto ed extra comunitari e siamo costretti a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine oppure con i minorenni, alle volte in torto e pure arroganti. Inoltre, ci sono stati dei ritardi nella consegna degli abbonamenti gratuiti agli studenti e questo fatto ha generato problemi», spiega Pellegrino. «Secondo la nostra percezione – ribadisce il collega Ciro Stanzione – questo servizio sta incidendo in positivo, ma può avere dei benefici effettivi solo se strutturato nel tempo e in prospettiva». Valutazioni positive confermate dalle guardie giurate, Giuseppe Dell’Università e Giuseppe Marano che, comunque indicano «nelle linee 2, 24, 11 e 8 dopo Pontecagnano», i fronti più caldi. Dall’osservatorio dell’azienda, non c’è ancora un bilancio definitivo sul servizio ed è ancora in corso la raccolta dei dati sull’incremento delle vendite dei biglietti e delle ammende inflitte. Unico dato finora certo sono le 600 multe nella prima settimana di controlli a tappeto. Un numero, però che non è completamente esemplificativo perché, in molti casi, il controllo è stato effettuato alla salita degli utenti, quindi chi non aveva il biglietto non ha avuto la contravvenzione, ma non ha nemmeno viaggiato a scrocco. Altro elemento è il triplicarsi degli acquisti dei ticket via sms. (Eleonora Tedesco – La Città)

Il Napoli e Sarri possono respirare, Insigne sta meglio e forse sarà in campo sabato contro l’Inter

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Il day after del Napoli è stato meno doloroso del temuto, nonostante la delusione per la seconda sconfitta subita in Champions, simile nelle sue modalità al precedente ko contro lo Shakhtar. Anche nella sfida con il City, infatti, gli azzurri hanno sbagliato l’approccio con la partita, si sono trovati sotto di due gol e hanno dimezzato le distanze su rigore, senza riuscire però a completare la rimonta. Ma questa volta c’è una differenza, legata allo spessore superiore dell’avversario, guidato magistralmente dalla panchina da Guardiola. Era dunque difficile fare di più, all’Etihad, per la formazione double face spedita in campo da Maurizio Sarri, che alla fine della gara ha incassato comunque le congratulazioni del collega catalano. I due allenatori hanno dato vita a una specie di terzo tempo, parlando a quattr’occhi e dandosi appuntamento per la rivincita del primo novembre allo stadio San Paolo. Intanto il sito ufficiale dell’Uefa li ha già celebrati: «In un mondo in bianco e nero, loro giocano a colori». A consolare Sarri, però, sono state soprattutto le notizie arrivate dall’infermeria. Non è grave l’infortunio subito da Lorenzo Insigne, costretto a marcare visita solo per un affaticamento all’adduttore della gamba destra. È bastato un accurato controllo, eseguito in Inghilterra, per fugare il timore di un lungo stop per l’attaccante azzurro, che avrebbe aggiunto al danno per la sconfitta con il City pure la beffa. «Le condizioni del giocatore, già sottoposto alle prime terapie del caso, saranno monitorate di giorno in giorno», ha fatto sapere il Napoli attraverso un comunicato, in cui non si esclude del tutto il recupero in tempi brevi dell’esterno, che farà dunque l’impossibile per non saltare la sfida al vertice di dopodomani sera contro l’Inter. La decisione, ovviamente, sarà presa solo in extremis. Intanto sono stati messi in preallarme Giaccherini e Ounas, le uniche alternative di ruolo nel reparto offensivo. Meno probabile l’ipotesi di una rivoluzione, con Rog a destra, Callejon “falso nueve” e Mertens riportato a sinistra. Non è la gara più adatta per fare esperimenti. La posta in palio è enorme e Sarri farà di tutto per recuperare Insigne, stando attento peraltro a non correre rischi. L’attaccante ha saltato l’allenamento di ieri mattina in Inghilterra, prima del ritorno in Italia con un volo charter. Il tecnico spera però di poter affrontare l’Inter con i suoi titolarissimi, dopo l’esito deludente del turn over a centrocampo contro il Manchester City. Si è sentita la mancanza di Jorginho e soprattutto di Allan, l’unico tra i mediani azzurri in grado di rubare con frequenza il pallone agli avversari e di sacrificarsi nella fase passiva. Il tandem formato da Zielinski e Hamsik si è confermato per l’ennesima volta inadeguato, specialmente per una partita in trasferta e contro un rivale di valore. I due avevano fatto coppia pure in Ucraina, abbandonando la difesa in balia degli attaccanti dello Shakhtar. Il bis di martedì sera all’Etihad Stadium poteva dunque essere evitato. Durante le amichevoli estive, del resto, il sostituto naturale di Allan era sempre stato Rog, se non altro più strutturato fisicamente e solido nei contrasti rispetto a Zielinski. Appena sono ricominciate le gare ufficiali, però, Sarri ha subito ripristinato le vecchie gerarchie: retrocedendo il giocatore croato nel ruolo di sesta scelta per la mediana del Napoli. Ma i risultati, naturalmente solo nel caso specifico, non stanno dando ragione all’allenatore toscano. Le uniche sconfitte della stagione, contro lo Shakhtar e il City, sono giunte infatti con la “fanteria leggera” a centrocampo. Se il pallone lo hanno gli altri, piaccia o no, gli azzurri ritornano una squadra normale. (Marco Azzi – la Repubblica)

Napoli. Crolla solaio, tragedia sfiorata all’Università. L’episodio a Scienze Politiche prima dell’inizio delle lezioni

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Napoli. A Scienze Politiche «si è sfiorata la tragedia», lamentano le associazioni studentesche dopo il crollo di un solaio all’ingresso di un’aula al quarto piano di via Mezzocannone 16, Università Federico II, poco prima dell’inizio delle lezioni. Il cedimento strutturale è avvenuto intorno alle 7.30, quando nei pressi era presente soltanto un’addetta alle pulizie fortunatamente impegnata altrove. Ma «l’incidente» avrebbe potuto avere conseguenze più serie se si fosse verificato poco più tardi, quelle aule sono utilizzate per il corso di laurea. L’ala interessata dal cedimento è stata transennata e due guardie giurate restano a presidiarne l’ingresso. Nel frattempo è stato predisposto un sopralluogo dei responsabili dell’Ufficio Tecnico della Federico II per «avviare immediatamente i lavori di messa in sicurezza». Si tratterebbe di tavelle staccatesi dal soffitto, un solaio Sap infiltrato dall’acqua piovana in più punti secondo le squadre all’opera con gli spicconamenti. Gli studenti anche attraverso il web e i social chiedono sicurezza: il quarto piano avrebbe dato sempre problemi con infiltrazioni. «Alle 8.30 avevamo il corso, vorremmo solo poter studiare e seguire senza pericoli». Il preside Marco Musella ha subito interessato il Rettorato perché «la situazione torni alla normalità quanto prima». Eppure, lamentano ancora gli studenti, «a causa della inagibilità delle aule LS1 e S15 al IV piano di via Mezzocannone 16 le lezioni sono sospese dal 18 al 25 ottobre» e «la direzione provvederà nei prossimi giorni ad informare docenti e studenti, attraverso il sito della facoltà, del ripristino dei locali o della disponibilità di altre aule» riporta ViviUnina. I rappresentanti di ViviUnina sono stati nella presidenza del Dipartimento di Scienze Politiche non appena saputo del crollo e le risposte ricevute dal Rettorato «sono incerte – riferiscono gli studenti – non è vero che in un paio di giorni verrà risolta la cosa, dovranno essere fatti nuovi sopralluoghi e si deciderà poi se il piano sarà agibile. In attesa, la direzione avvisa che sono sospesi per questa settimana i corsi che si sarebbero dovuti tenere nelle aule del quarto piano di via Mezzocannone 16 e queste ore perse verranno poi recuperate a discrezione dei docenti. Infine il Dipartimento ha chiesto al Rettorato di mettere a disposizione due aule nell’eventualità che per la prossima settimana persista l’inagibilità». «Inaccettabile che si metta a rischio la vita di quanti lavorano o studiano nelle strutture universitarie» dicono i Verdi col consigliere regionale Francesco Borrelli, «chiediamo un controllo straordinario per verificare la sicurezza di luoghi frequentati ogni giorno da migliaia di persone». (Corriere del Mezzogiorno)

Regione Campania. Nuovo codice di comportamento per i dipendenti. Sindacato in allarme: «Così si limitano le libertà»

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Obbligo di spegnere le luci dell’ufficio alla fine del turno di lavoro, divieto di commentare in pubblico le questioni che riguardano l’amministrazione, soprattutto se possano apparire «offensive». Divieto di comportamenti che vadano «contro la morale». E ancora: obbligo di comunicare al proprio superiore se si è iscritti a un club o ad una associazione di qualunque tipo (esclusi partiti e sindacati). Infine, per i dirigenti «evitare la diffusione di notizie false e favorire la conoscenza degli esempi positivi per rafforzare il senso di fiducia nella pubblica amministrazione». Scritto così sembra il decalogo di un ministero della Repubblica popolare cinese. Invece è la sintesi del nuovo codice di comportamento per i dipendenti della giunta regionale della Campania (andrà in vigore dal 24 ottobre prossimo). I lavoratori che contravverranno anche a una sola delle prescrizioni contenute nelle sedici pagine del «libello», rischiano di finire sotto procedimento disciplinare ed essere sanzionati. Tempi duri dalle parti di Palazzo Santa Lucia. Decisamente più permissivo era il vecchio codice risalente al 2001. Ora, in ossequio alle norme anticorruzione e ai princìpi di buone pratiche amministrative, la giunta De Luca ha deciso una stretta considerevole. Ma impiegati e funzionari non hanno accolto con favore i nuovi divieti. Si è sollevato più di un mugugno e anche il sindacato è perplesso per quelle che considera «misure che si spingono fin quasi a limitare alcune libertà». Alfredo Garzi, segretario Cgil Funzione pubblica, è preoccupato: «Ormai quello di scaricare sul singolo dipendente divieti e obblighi eccessivi è un problema di molte amministrazioni. Per carità, è normale che nel pubblico debba esserci una diversa etica del lavoro. Ma qui ci troviamo di fronte a misure che fanno pensare che gli impiegati regionali non debbano più ragionare con la propria testa». Per Garzi ad esempio appare eccessivo il divieto di fare commenti in pubblico. «Se si temono le offese c’è già la legge che punisce la diffamazione. Che senso ha vietare a un impiegato di parlare di ciò che non funziona nel suo ufficio? Così si offre la brutta impressione di voler tenere le cose nascoste, il contrario esatto di ciò che dovrebbe fare un’amministrazione pubblica». Anche l’obbligo di spegnere le luci dell’ufficio appare una misura più simbolica che concreta. «Intendiamoci — argomenta Garzi — è sacrosanto risparmiare l’energia elettrica. Ma è impensabile che l’impiegato debba fare il giro degli uffici per spegnere tutte le luci ogni pomeriggio a fine turno. Esistono sistemi di spegnimento elettronico, in ultima analisi ci sono i vigilantes che in genere si occupano di svolgere tali mansioni». Molto critico anche Enzo Martone segretario regionale della Uil funzione pubblica: «È un regolamento che farà aumentare la tensione negli uffici e lo stress degli impiegati che già sono pochi. E poi concede un potere enorme ai dirigenti: in base a cosa decideranno se un commento è offensivo oppure no? È assurdo sancire che non ci può essere dialettica, ma scherziamo? Come sindacato siamo pronti a intervenire, alcune parti del codice vanno modificate perché sono inaccettabili». (Roberto Russo – Corriere del Mezzogiorno)

Il Comune di Napoli assume 131 dipendenti, per loro un contratto di due. Entro un paio di settimane partirà il concorso

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Il Comune di Napoli assume. Saranno 131 i dipendenti qualificati che varcheranno la soglia di palazzo san Giacomo con un contratto in tasca. Certo l’offerta è a tempo determinato, ma la volontà è quella di creare un sistema di intervento che sia stabile, rodato e soprattutto duraturo. La misura, passata in giunta su proposta dell’assessorato al Welfare, guidato da Roberta Gaeta, si è resa necessaria dopo l’approvazione del potenziamento del Sia, il sostegno all’inclusione attiva, una misura di contrasto alla povertà, che il comune di Napoli ha in essere già da diversi anni. Sedici milioni e 896mila euro arrivano nelle casse di palazzo san Giacomo direttamente dal Fondo sociale Europeo, programmazione 2014/2020 e dal programma operativo nazionale «inclusione», soldi che vanno a rinforzare un servizio strategico per la nostra città. «E’ un programma per cui ho lavorato tanto — spiega l’assessore Gaeta — è un progetto in cui credo molto e che andrà a migliorare i servizi sociali cittadini. I centri di servizio territoriali saranno rinforzati e avranno delle équipe multidisciplinari che potranno lavorare in maniera sinergica sui vari casi». In tempi molto brevi, massimo entro un paio di settimane, partirà il concorso al comune di Napoli. Due anni di contratto a tempo determinato con scadenza 31 dicembre 2019, questa l’offerta per gli aspiranti dipendenti comunali. Diverse le figure lavorative ricercate tramite concorso che, con buona probabilità, sarà affidato al Formez: 54 assistenti sociali, 37 istruttori direttivi amministrativi, 12 istruttori direttivi economico finanziari, 7 funzionari informatici, 50 educatori professionali e 21 psicologi a part time. «Sono tutte figure necessarie per migliorare e rafforzare il Sia — spiega Gaeta — Tra l’altro stiamo andando incontro a un cambiamento importante per questo tipo di misura, che diventerà molto più orientata all’accompagnamento al lavoro e all’autonomia dei nuclei familiari che il Comune ha in carico. Da gennaio inizieremo a parlare di reddito di inclusione. Avremmo potuto affidare questo tipo di servizio a qualche ente terzo — prosegue l’assessore — ma abbiamo voluto fortemente tenere la regia degli interventi e dare un indirizzo politico chiaro alle decisioni dei servizi sociali cittadini». I tempi per la pubblicazione del bando di selezione sono brevissimi, già a inizio del mese prossimo sul sito del web del Comune di Napoli dovrebbe essere disponibile la modulistica per partecipare al concorso. Si tratta di contratti a tempo determinato, anche perché dopo il terzo scatta l’assunzione a tempo indeterminato, ma l’intenzione è quella di favorire e stabilizzare questo nuovo modo di intercettare il bisogno in città. «I soldi per questa operazione, quasi 17 milioni, sono fondi europei e ministeriali, è un programma d’intervento che ci è stato finanziato ad hoc» ci tiene a precisare l’assessore, allontanando qualsiasi legittima domanda o allusione sulla questione che coinvolge Comune e Corte dei Conti in questi giorni. «E’ un punto di svolta per le politiche sociali della nostra città» assicura l’assessore. (Walter Medolla – Corriere del Mezzogiorno)

Addio allo storico Rosario Villari, aveva 92 anni. Generazioni di liceali hanno studiato sui suoi libri

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Evoca molte stagioni intellettuali e politiche la figura di Rosario Villari capace di innovazioni storiografiche profonde e al tempo stesso di un costante impegno civile. Villari, morto ieri a 92 anni, ha saputo dare viva testimonianza di quell’intreccio portandovi sia la passione per il presente sia la profondità dei suoi studi sul mondo moderno, in particolare su di un secolo complesso e “ambiguo” come il Seicento. È eloquente il suo stesso curriculum, con una lunga docenza universitaria accompagnata dalla presenza in prestigiosi atenei stranieri; con un impegno nel lavoro culturale del Partito comunista che lo ha portato anche alla direzione di Studi storici, e all’elezione in Parlamento negli anni settanta; e poi con il segno lasciato nell’insegnamento e nella divulgazione della storia. Nel dopoguerra sceglie la militanza nel partito comunista della sua Calabria (anche se nel 1945-46 il prestigioso Politecnico di Vittorini ne pubblica alcuni racconti con un elogio non d’occasione) ed emerge presto l’intreccio con l’impegno culturale: lo testimoniano il lavoro a Cronache meridionali e due libri del 1961: Mezzogiorno e contadini nell’età moderna e Il sud nella storia d’Italia. In quest’ultimo lavoro – una preziosa antologia – la lettura gramsciana della storia d’Italia si coniuga all’assunzione della letteratura meridionalista nel patrimonio culturale del comunismo italiano. E al Mezzogiorno è connesso anche il suo apporto di studioso dell’età moderna, capace di unire uno sguardo europeo e l’attenzione «ai ritmi quotidiani di una comunità umana», come scrive in Mezzogiorno e contadini nell’età moderna: «La lentezza dei suoi progressi e, insieme, i tentativi generosi, gli slanci ideali e le disperate ribellioni». Le sue differenti passioni si intrecciano pur trovando vie proprie. La riflessione critica sulle politiche meridionaliste adottate nell’Italia repubblicana e la preoccupazione per il rinnovarsi di mobilitazioni eversive di destra sono il punto d’avvio dichiarato di un saggio del 1975 su La crisi del blocco agrario. Cioè sulla crisi definitiva, all’indomani della seconda guerra mondiale, di quel sistema di potere che aveva segnato sino ad allora il Mezzogiorno e nei quali erano confluiti ceti economici, sociali e intellettuali. A quella storica rottura avevano contribuito, nella sua lettura, molti fattori: la crisi degli anni trenta, la politica agraria del fascismo, l’irrompere della guerra e del dopoguerra, e poi le lotte contadine per la terra. È del 1967 invece il suo primo grande volume sul mondo moderno, La rivolta antispagnola a Napoli, che pone al centro sia «la crisi economica europea e l’evoluzione dello stato nel Seicento», sia «il crearsi di una più netta differenziazione strutturale fra diverse regioni europee». Un libro fondamentale, di cui costituisce in qualche modo la continuazione l’Elogio della dissimulazione di vent’anni dopo, volto a cogliere il delinearsi in quel secolo di forme di opposizione non riducibili al tumulto plebeo o alla congiura nobiliare. E a sottolineare come si estendessero anche all’agire politico i tratti generali dell’“età barocca”: “la tortuosità. l’ambiguità, la complicatezza dell’esprimersi e del sentire”. Molti altri suoi studi sono dedicati alla crisi del Seicento e alla convivenza in essa di «atteggiamenti apparentemente incompatibili»: «tradizionalismo e ricerca del nuovo, conservatorismo e ribellismo, amore della verità e culto della dissimulazione, saggezza e follia, sessualità e misticismo». È stato altrettanto meritorio il suo impegno nella divulgazione e nella didattica, di cui sono testimonianza i tre volumi per le scuole superiori, pubblicati per la prima volta nel 1970 e ristampati più di trenta volte. Nei manuali scolastici non vi era certo allora uno «strapotere culturale della sinistra», come una decrepita vulgata ha sostenuto a lungo: lo strapotere – spesso poco culturale – era di testi largamente conservatori, e il lavoro di Rosario Villari – pacato e serio, profondo e al tempo stesso leggibile – fu una vera boccata d’aria. Un testo fondativo per molte generazioni di studenti, proseguito poi anche dal più recente Mille anni di storia. Dalla città medievale all’unità dell’Europa (2000). E accompagnato sempre dalla riflessione sui fondamenti e sulle difficoltà del “fare storia”: ai Mutamenti e disagi della storiografia era dedicato anche il discorso che tenne nel 2003 all’Accademia dei Lincei, alla presenza del Presidente della Repubblica. Una riflessione acuta su di una crisi e uno stato d’incertezza della cultura storica che Villari avvertiva lucidamente e di cui segnalava alcune radici: l’appannarsi dell’“ordine di priorità” e il prevalere della “falsa ricchezza dell’infinito” (frase che traeva da Croce), la settorializzazione e la frammentazione degli studi, e altro ancora. E in quel testo indicava ancora una volta nella dimensione europea un elemento di forza per meglio affrontare difficoltà e ritardi culturali. Un grande lascito, storico e civile. (Guido Crainz – la Repubblica)

Cilento-Svezia, due gruppi di 200 cittadini si scambiano per tre mesi in cerca del segreto di lunga vita dei cilentani

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È forse perché — come ha detto tempo fa un cardiologo dell’università americana di san Diego — «l’attività sessuale fra i loro anziani sembra essere rampante, rigogliosa, e può darsi che vivere a lungo c’entri qualcosa con questo»? O è perché, come hanno notato altri suoi colleghi, la gente di quella bella costiera salernitana mangia ogni giorno cibi conditi con rosmarino, che farebbe bene al cervello? O perché ha in corpo un particolare ormone nelle quantità giuste? Nessuno, finora, ha scoperto con certezza come mai gli abitanti di alcuni villaggi del Cilento siano così longevi. Ma longevi sono, eccome: nell’ormai celebre frazione di Acciaroli, per esempio, quelli sopra gli 80 e i 90 anni superano il 10% della popolazione. E così, un Paese che — nonostante il benessere economico — ha invece aspettative di vita media minori di alcuni anni, ha deciso di indagare a fondo e perfino con un piccolo «scambio» di popolazione. Lo ha comunicato il professor Olle Melander, ricercatore dell’università di Lund e capo del progetto: 200 cittadini svedesi provenienti dalla contea della Scania, dove le aspettative di vita media sono per le donne di 84 anni e per gli uomini di 80, andranno a vivere per tre mesi nel Cilento, ospiti di famiglie locali, come riferisce il giornale di Stoccolma The Local, mentre più avanti 200 cittadini cilentani saranno invitati a trasferirsi presso altrettante famiglie della Scania. Il Cilento si trova nel Sud dell’Italia e là — secondo i «perplessi» studiosi svedesi — le donne hanno un’aspettativa di vita media sui 92 anni, gli uomini sugli 85; la Scania — con Lund e Malmoe — sta in un altro Sud, quello della Svezia, e almeno secondo le statistiche dovrebbe godere di migliori condizioni economiche, sociali e sanitarie rispetto al nostro meridione. Eppure resta quel rebus della longevità. Ora le 400 «cavie», nei due Paesi, seguiranno le diete e gli stili di vita locali così da dare indicazioni agli studiosi: «Questa è per noi un’opportunità unica di capire che cosa procura agli italiani del Cilento una vita lunga e sana. Speriamo di poter applicare le lezioni offerte dalla ricerca ai nostri cittadini e così di offrire anche a loro una vita più lunga e salutare». Il progetto svedese parte dai risultati di un’altra indagine, compiuta per sei mesi nel 2016 da studiosi dell’università romana della Sapienza e della Scuola di medicina di San Diego. Questo studio ha appurato fra l’altro che certe patologie cardiache, o la demenza senile, sono più rare nei centri del Cilento rispetto ad altre regioni. E che, come rilevato dalle analisi dei vari campioni, nel sangue degli ottantenni un ormone chiamato adrenomedullina è presente ma solo in quantità ridotte, come in soggetti di 20 o 30 anni: se fosse più abbondante, come accade spesso, potrebbe causare seri problemi alla circolazione. Ma altri fattori — come la dieta ricca di verdura e olio d’oliva, o la pesca e le attività fisiche in riva al mare — avrebbero il loro peso. E altre risposte, ora, toccheranno alle 400 «cavie» in viaggio fra l’Italia e la Svezia. (Luigi Offeddu – Corriere della Sera)

Amalfi, si chiama “Terra” l’ultima creazione di Andrea Pansa: limone, caffè e cioccolato

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Si chiama «Terra» il nuovo cioccolatino creato dalla Pasticceria Pansa, che presenterà in anteprima all’Host 2017, la fiera dell’eccellenza del mondo Ho.Re.Ca in programma a Milano da domani e fino al 24 ottobre. L’ultima creazione della Pasticceria Pansa, fa sposare tre elementi della tradizione nostrana, unendo limone della Costa d’Amalfi, cioccolato e caffè, centrando un connubio goloso dagli ingredienti di altissimo livello.

“Equilibrio è la parola magica che abbiamo cercato di rispettare nell’ideazione della nostra nuova pralina che abbiamo voluto chiamare “Terra”, in omaggio alla ricchezza eterogenea del nostro pianeta – spiega la premiata pasticceria amalfitana – Una semisfera di cioccolato fondente che racchiude una delicata ganache di cioccolato al latte della Repubblica Dominicana, caratterizzata dall’accento vigoroso del caffè indiano Mysore e completata dalla freschezza indiscutibile del Limone Igp Costa d’Amalfi”.

La presentazione del cioccolatino rientra nella preziosa collaborazione tra Pansa e Portioli, due brand che hanno messo insieme la loro qualità e l’esperienza, da cui è nata questa golosità. Nello stand del Gruppo Portioli, Terra sarà presentato in anteprima assoluta lunedì 23 Ottobre insieme ad Andrea Pansa e il suo team al Padiglione 10 di Host 2017, che è dedicato alla pasticceria e gelateria: nel corso della giornata ci saranno due appuntamenti (ore 10.30 e 15.00) dove sarà possibile assistere dal vivo alla preparazione di questa bontà e degustarla.

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Liberato padre Maurizio Pallù, il prete missionario rapito in Nigeria il 12 ottobre: «Trattato bene, ma ho avuto paura»

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«Siamo stati trattati abbastanza bene ma ho avuto paura di morire» ha ammesso padre Maurizio Pallù, liberato a neanche una settimana dal suo rapimento nei pressi di Benin City, in Nigeria. Stamani il missionario del Cammino neocatecumenale ha incontrato la madre a Firenze. Novantadue anni, fiduciosa fin dal principio, dice ora: «È stata la sua dolcezza a convincerli a rilasciarlo». Poi, a seguire, il sacerdote sarà ascoltato dal pubblico ministero Sergio Colaiocco che coordina l’inchiesta sul suo rapimento: «Non ho mai pensato potessero essere terroristi islamici» ha detto padre Pallù a radio Vaticana aggiungendo che, a suo avviso, si è trattato di criminali comuni. Per la verità l’inchiesta non ha ancora escluso alcunché. L’ipotesi per la quale si procede è sequestro di persona con finalità terroristiche. Le modalità del rapimento erano state drammatiche come ha ricordato lo stesso Pallù nell’intervista radiofonica. «Il 12 ottobre — ha raccontato — siamo stati prelevati sulla strada. Sono venuti fuori sparando e poi ci hanno portato nella foresta. Eravamo tre, era una banda di rapitori, abbiamo camminato verso un luogo solitario e poi siamo stati lì, loro avevano poco da mangiare, ci davano quello che avevano, siamo andati avanti, abbiamo bevuto l’acqua del torrente, acqua marroncina, comunque siamo in vita. In tre siamo stati presi come ostaggi, un fratello nigeriano, una studentessa nigeriana, e io. Ci hanno rilasciati intorno alle dieci di sera». Inizialmente si era parlato di una rapina degenerata. Il timore che il missionario, ostaggio italiano, potesse essere ceduto alle milizie di Boko Haram l’organizzazione jihadista diffusa nel Nord del Paese era molto forte. Ma, al momento, manca il riscontro all’ipotesi che potessero esserci basisti all’interno del gruppo rapinato e sequestrato. Dunque è difficile pensare a un’azione strutturata. Più facile immaginare il blitz di criminali comuni. Quanto all’ipotesi che sia stato pagato un riscatto, padre Pallù ha detto molto semplicemente di non saperne nulla. Toscano d’origine, laureato in storia, missionario di lungo corso, il sacerdote ha dimostrato forti capacità di adattamento. Amico di don Ezechiele Pasotti, collaboratore di Kiko Arguello il fondatore del movimento neocatecumenale, il sacerdote era stato a Fermo, ritiro spirituale dei neocatecumenali, poche settimane fa. Entrato nel seminario «Redemptoris Mater» di Roma alla fine degli anni Ottanta, era stato ordinato presbitero nel 1991 e, dopo due anni come cappellano in due parrocchie romane, era divenuto parroco a Heerhurgowaart, in Olanda. «Da padre Pallù parole di gioia senza risentimento» ha twittato, soddisfatto, il ministro degli Esteri Angelino Alfano dopo la notizia della sua liberazione. (Ilaria Sacchettoni – Corriere della Sera)

Convegno dell’Osservatorio Banche-Imprese ad Agerola

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Venerdì 20 ottobre, alle ore 15.00, presso il centro polifunzionale Mons. Gallo ad Agerola, avrà luogo il convegno dal titolo L’economia delle province italiane e dei comuni del Mezzogiorno – Le province di Napoli e Salerno: stime 1995-2017 e previsioni al 2025.

Il Convegno organizzato dall’Osservatorio Banche e Imprese (OBI), dal Comune di Agerola e dall’Istituto Ricerche Economiche e Sociali Ires Campania ha l’obiettivo di presentare i risultati della ricerca sul valore aggiunto delle province meridionali elaborato da OBI. Dopo l’apertura del convegno con i saluti istituzionali delle autorità, vi saranno due relazioni, la prima focalizzata su una analisi del valore aggiunto delle province meridionali e la seconda focalizzata su una analisi del valore aggiunto delle province di Napoli e Salerno. Seguirà una prima tavola rotonda composta dai rappresentanti di un campione di Enti locali delle province di Napoli e Salerno, del ANCI e da rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale, che rifletterà sulle politiche di sviluppo e sui relativi vincoli del territorio. Seguirà una seconda tavola rotonda con esponenti del mondo accademico, istituzionale e culturale per una riflessione sulle problematiche di sviluppo. Le conclusioni sono affidate alla Regione Campania con la presenza di un proprio rappresentante.

Il  Rapporto sul Valore aggiunto delle province meridionali è uno dei tanti risultati del lavoro che l’Osservatorio Banche – Imprese svolge  per perseguire i propri fini istituzionali. Oggetto della indagine è il valore aggiunto dei settori Agricoltura, Industria in senso stretto, Servizi e Costruzioni con riferimento anche all’occupazione.

Anche quest’anno il Rapporto è focalizzato soprattutto sulle previsioni, che ora si spingono al 2025, ossia ben cinque anni oltre il benchmark europeo del 2020 che è ormai alle porte. Dal rapporto scaturisce un quadro ricco di luci ma anche di ombre, soprattutto per alcune zone e per taluni settori produttivi. Al di là di qualche temporaneo miglioramento e di alcune punte di eccellenza, gran parte del Mezzogiorno continua infatti a perdere terreno rispetto alle altre macro-regioni.

L’OBI ritiene che senza politiche adeguate questa situazione è destinata a perpetuarsi nel tempo, privando il Mezzogiorno di una opportunità di crescita e sottraendo all’intero paese risorse e mercati di sbocco. L’OBI continua a raccomandare politiche di sviluppo che puntino a valorizzare le specificità dei nostri territori (turismo, filiera agro-alimentare, cultura) ed a rafforzare lo sviluppo, all’interno delle singole aree, di sistemi economici equilibrati, in grado di resistere agli shock settoriali e di sfruttare le sinergie con i territori circostanti. La recente ripresa del settore agricolo e del turismo nel Mezzogiorno sembrano fornire un ulteriore supporto a questa tesi. Non a caso è stata scelta Agerola come sede del convegno, in quanto rappresenta un esempio paradigmatico di tale tesi, non solo per la Campania ma per l’intero meridione.

 

 

Malta. Pista libica per la reporter uccisa. Indagò su traffico di visti medici per miliziani. Usato esplosivo militare

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Quarantadue piste. «Tutte possibili, nessuna sicura». Gli investigatori si riuniscono a metà pomeriggio, sotto la tenda a pochi passi dal luogo dell’esplosione. Scotland Yard, Fbi, olandesi, danesi, collaborano anche gli italiani. La collina di Bidinija è chiusa da poliziotte che bloccano chi s’avvicina, nemmeno gli amici di famiglia possono arrivare alla casa per le condoglianze. Sul tavolo ci sono 42 ipotesi investigative: i dossier che Daphne Caruana Galizia aveva nel pc e che il figlio Matthew sta decrittando, uno per uno. Inchieste sulla corruzione fiscale, sul traffico di petrolio e di droga, sulle prostitute dei politici. Le mille ramificazioni dei Panama Papers. E pure una traccia che la blogger aveva ripreso a seguire negli ultimi mesi: lo scandalo dei «falsi feriti» della Libia. Un affare che attraverso intermediari maltesi, da anni, garantisce a cliniche di mezza Europa (anche a Roma) rimborsi milionari per ricoveri inesistenti. Una rete — era convinta Daphne — di politici maltesi e criminali internazionali che avevano trovato il modo di far soldi sulla guerra civile fra Tripoli e Bengasi. È solo una delle tante ipotesi. Ma un’eventuale pista libica si basa su diversi elementi di queste prime indagini. Il principale è l’esplosivo usato, il Semtex, quello dell’attentato di Lockerbie, che a Malta sarebbe arrivato via Sicilia da uno dei grandi depositi (700 tonnellate) ereditati dall’era Gheddafi. Un altro è l’enorme flusso di denaro libico che passa per l’isola: nelle mediazioni petrolifere, nella custodia dei fondi sovrani e ultimamente, aveva scoperto Daphne, nel finanziamento delle milizie. Che cosa c’è nei dossier della giornalista uccisa? Per esempio: indagando sulla strana carriera d’un ottico della Valletta, in poco tempo passato dal bancone del suo negozio agli staff riservati del governo, la giornalista aveva scoperto alcune agenzie private maltesi che offrono assistenza umanitaria alla Libia. Un grande traffico di «visti medici» a pagamento che per lungo tempo ha permesso a migliaia di miliziani di Tripoli, di Misurata o di Tobruk — talvolta autentici criminali — d’entrare senza problemi con le loro famiglie in area Ue. Tutti questi viaggi erano coperti dalla necessità di curare ferite di guerra che, in realtà, non esistevano. Dopo aver ricoverato per mesi i reduci in Croazia o in Italia, ma anche in Turchia, in Libano e in Tunisia, era facile presentare conti taroccati e salatissimi di terapie mai praticate: in realtà, gli stipendi dei miliziani e le tangenti a chi di dovere. Che i governi libici hanno sempre pagato, spesso chiedendo aiuto alla comunità internazionale. C’è di tutto, nei Daphne-files. E il suo blog — che forse il figlio porterà avanti: è partita una raccolta di fondi — viene letto parola per parola. «Dalle piste libiche al petrolio, dai narcos alla mafia siciliana — è cauto Herman Grech, direttore del Times of Malta — ogni ipotesi è possibile. La verità è che in questi anni nessun Paese europeo, in rapporto alla popolazione, ha avuto una così alta percentuale d’autobombe. E non s’è mai trovato un solo responsabile di questi attentati». Daphne non aveva voluto scorte, fa sapere il governo, né telecamere di sorveglianza davanti a casa: si fidava dei suoi due cani mastini. Non saranno graditi al funerale, fa sapere la famiglia, quei potenti che sono ritenuti responsabili dell’assassinio. Davanti alla cattedrale di St. John, hanno messo una foto della blogger. Ma per vederla, bisogna scavalcare le bancarelle che vendono collanine ai turisti. Ci sono solo quattordici mazzi di fiori, non un picchetto, tre o quattro persone davanti. «Daphne — c’è scritto su un bigliettino indirizzato a marito e figli — tu con Matthew, Andrew, Paul e Peter siete i nostri eroi». Sfortunato quel popolo che ha bisogno d’eroi, e non lo sa. (Francesco Battistini – Corriere della Sera)

Massa Lubrense, nelle acque di Marina della Lobra ritrovate colonne dell’antica Roma

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Scoperta spettacolare a Massa Lubrense, nelle acque di Marina della Lobra. Come riporta Gaetano Maresca, è stata fatta una scoperta archeologica davvero interessante, la quale è stata segnalata a Stefano Ruocco, presidente Archeoclub Massa Lubrense a Tommasina Budetta, direttrice del Museo Vallet. Un sub amatoriale, il professor Carlo Maresca, nel corso di una immersione ha individuato numerosi blocchi lapidei, delle colonne e dei capitelli che potrebbero appartenere ad una antica villa Romana.

Lo stesso Stefano Ruocco ha commentato: “Avendo ricevuto una prima segnalazione da Sandro Cacace, vigile a Massa, ho inviato sul posto altri due subaquei Antonino Russo e Rosario Acone , capo nucleo della Protezione Civile, che mi hanno confermato il ritrovamento. L’area è posta in direzione delle strutture del Ninfeo, oggi esposto a Villa Fondi, segnalato nel 1979 dall’Archeo club, che si riferiscono ad un sito che ha una grandissima valenza archeologica. Anche se resta da comprendere quali eventi abbiano determinato un tale sconvolgimento della fascia costiera da far sprofondare sotto il mare blocchi lapidei di notevoli dimensioni, la scoperta di oggi per la vastità dell’area e la quantità di reperti ritrovati, fanno pensare al mitico “Delebrum””.

Costa d’Amalfi, diventa professionista radiocomunicazioni: annuncio Protezione Civile

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Annuncio da parte della Protezione Civile della Terra delle Sirene. La Protezione Civile che opera in Costa d’Amalfi, infatti, ha pubblicato tramite la loro fanpage Facebook ufficiale un annuncio rivolto a chi voglia diventare professionista delle radiocomunicazioni. Ecco l’annuncio integrale: ”

“Hai un’occasione unica, dico a te. Unisciti a noi e diventa un volontario di protezione civile . Avrai occasioni uniche di crescita e possibilità di formazione specifiche. Inoltre ti aiuteremo a diventare un professionista delle radiocomunicazioni radioamatoriali attraverso corsi gratuiti che ti porteranno a sostenere gli esami per l’ ottenimento della patente di radioperatore. Tutto questo e tanto altro ancora. Non perdere tempo, contattaci con un messaggio e riceverai tutte le informazioni necessarie o lascia una richiesta di contatto sotto questo post. In alternativa contattaci via mail e riceverai il modulo di iscrizione : retespc@gmail.com L’iscrizione è gratuita. Ti aspettiamo…fai presto…”.

Amalfi invasa da artisti del Sol Levante: giapponesi dipingono la Costiera

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Foto di Luigi Gino Amatruda (via facebook)

Il Giappone invade Amalfi, con venti artisti nipponici giunti ieri in città per raccontare attraverso oleografie e immagini, gli scorci dell’antica repubblica marinara, legata alla cittadina di Mino dal 2014 condividendo l’arte della fabbricazione della carta, che storicamente si pratica nella provincia giapponese di Gifu. Questo progetto sta consolidando il fitto interscambio culturale, tra due luoghi miliari nella produzione di questa specialità. Nell’ambito di questo scambio, la classe terza dell’Istituto Comprensivo ospita tre ragazzi giapponesi e il loro insegnante in visita alla città.

Gli artisti-turisti, provenienti prevalentemente da Tokyo e Osaka saranno in Costiera per almeno altri tre giorni, posizionandosi in giro con i loro treppiedi, le tele e le tavolozze, assorti in questa speciale esperienza che li porta a ritrarre ogni angolo particolare della divina. In questi giorni si sono assiepati in ogni angolo della cittadina di Amalfi, dove si sono appropriati dei luoghi, rendendoli al tempo stesso rilassati e vivibili. L’Italia e la Divina sono prese in grande considerazione dal popolo nipponico, che non celebrano solo i paesaggi con foto o pennelli, ma ne decantano anche il cibo e i vini.

L’Italia fu “scoperta” dal Giappone all’apice della Dinastia Meiji, grazie alla “missione Iwakura” che porto le delegazioni imperiali giapponesi fino in Campania, quando nel 1873 dipinse dei pannelli con Pompei e il Vesuvio l’artista Kumitake Kuma. Il legame con il popolo nipponico da allora è diventato indissolubile, considerando che molti giapponesi vennero inviati ad apprendere le tecniche di disegno, pittura e scultura proprio nel Bel Paese. E’ bello vedere che questo simbiotico rapporto continua ancora oggi.

Costa d’Amalfi, buone notizie: in ripresa la produzione di castagne. Intanto riparte la Festa della castagna a Scala

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Buone notizie in Costiera Amalfitana per quanto riguarda la produzione delle castagne. Nel 2017, infatti, è stato accertato come la produzione di castagne, dopo diversi anni di negatività, sia in netta ripresa. Un periodo pessimo è probabilmente alle spalle: il tutto scaturì da una invasione di insetti fitofagi, la cosiddetta vespa del castagno, che è particolarmente dannoso per l’albero in questione e che ne causa il veloce deperimento, attaccando prima i germogli della pianta arrestandone difatti al crescita.

La Camera di Commercio parla di una produzione del 2017 che dovrebbe superare i 60 mila quintali, quasi il 70% in più rispetto questi ultimi anni. Il presidente della ConfAgricoltura Campania, Rosario Rago, si è così espresso in merito: “Confagricoltura Campania prende atto di questa stima sulla ripresa produttiva. Sono dati che sicuramente vanno ancora valutati con prudenza e che, al tempo stesso, suggeriscono come sia giunto il momento del rilancio commerciale della castagna della Campania”.

Come detto, anche in Costiera Amalfitana la produzione è aumentata notevolmente, in particolare tra i Comuni di Scala e Tramonti. A Scala, ricordiamo, sabato 21 e domenica 22 si terranno altre due giornate della celebre Festa della Castagna, giunta alla sua 42esima edizione.

San Vito Positano, sabato sfida all’ex bandiera Luigi Gargiulo: “Strano stare dall’altra parte”

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Manca poco per assistere all’importante ed emozionante sfida che vedrà contrapporsi sabato 21 ottobre, alle ore 15,30 il San Vito Positano e il Sant’Agnello. Una sfida dai mille sapori e che vede da un lato la squadra di Ernesto Apuzzo, a quota 10 punti frutto di un buon inizio di stagione, e dall’altra una squadra che sta faticando ma che è sempre ostica da affrontare.

Ma soprattutto, sarà la sfida di Luigi Gargiulo contro la sua ex squadra. L’ex bandiera e capitano del San Vito Positano ora veste la maglia della squadra allenata da Giulio Russo. Dopo aver vestito e onorato la maglia giallorossa, Gargiulo vedrà difronte a sé molti ex compagni di squadra: “Sicuramente mi farà uno strano effetto stare dall’altra parte, – ci ha confessato in esclusiva – Con il San Vito Positano ho avuto una bellissima esperienza e porto un grande rispetto sia per la società che per i tifosi. Le cose però cambiano: è stata anche una scelta lavorativa. Ora sono fermo da un po’ di tempo a causa di un infortunio ma sto cercando di rimettermi in sesto e spero di riuscire a dare il mio contributo al Sant’Agnello, come ho sempre fatto in qualsiasi squadra dove ho giocato”.

Sarà sicuramente una sfida doppiamente affascinante.

Vietri sul Mare: Stefano Caldoro sabato 21 ottobre in Costa d’Amalfi alla presentazione dell’ebook “Il Sistema Salerno”

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Sabato 21 ottobre al Caffè Russo di Vietri sul Mare, ci sarà la presentazione dell’ebook, “Il Sistema Salerno”, scritto a quattro mani dai giornalisti Andrea Pellegrino e Marta Naddei.

Nell’incontro che avrà luogo alle 10.30 e sarà moderato dal giornalista Gaetano Amatruda, prenderanno parte Davide Scermino, Oreste Agosto, Andrea De Simone e Vincenzo Pedace, ed interverrà anche l’ex governatore della Campania Stefano Caldoro.

Stefano Caldoro, in alcune interviste rilasciate nel maggio scorso ha dichiarato di non aver più intenzione di candidarsi a presidente della Regione Campania, né per le prossime elezioni politiche. Caldoro nell’appuntamento di sabato “spalleggerà” un’opera, che dal titolo tende a confermare l’opinione su Vincenzo De Luca, da parte del politico in quota Forza Italia.

Sorrento, da LG arredamenti arrivano le camerette Marvel e Disney!

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Continua il grande successo di LG Arredamenti a Sorrento. Una certezza da anni nel settore che si erge per qualità e competenza e che riesce ad offrire soluzioni di ultimissima generazione per ottimizzare il proprio spazio abitativo.

La grande novità proposta questa volta da LG Arredamenti sono le camerette per bambini firmate Marvel e Disney. La sede di Sorrento sarà esclusivista di zona delle camerette “Alfemo“, che portano le fantasie dei personaggi Disney e Marvel: da Cars passando per Spiderman.

La sede di Sorrento è completamente finalizzata ad un servizio volto a soddisfare appieno il cliente: numerose, infatti, sono le promozioni e gli sconti che vengono periodicamente diffusi. Un qualcosa di assolutamente eccezionale specialmente per le coppie giovani che hanno bisogno di arredare casa. Inoltre, rimanendo in tema, è possibile anche aprire una vera e propria lista di nozze, con l’arredamento e i complementi d’arredo che più aggradano per metter su casa.

Via del mare, 15 | Sorrento (NA)

081 8071764

338 2065411

info@lgarredamenti.it

Da Tramonti alla California: la favola di Fabrizio Vitagliano e del suo ristorante “Enzo’s”

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Un’altra bella favola ha visto protagonista un figlio della Costiera Amalfitana affermarsi all’estero. Questa volta vi parleremo di Fabrizio Vitagliano, originario di Tramonti, il quale è riuscito a diventare un vero e proprio must della ristorazione in California, grazie al suo ristorante “Enzo’s Italian Restaurant“, fondato nel 2016 e che deve il suo nome a Enzo Ferrari.

A trio of Italian natives heads the restaurant and kitchen at Enzo’s,
located at the Oaks center in Cupertino. (Photo courtesy of Enzo’s)

Fabrizio, il quale ha lavorato per oltre dieci anni in Piemonte nel locale dei genitori, assieme a Paul Tersini, Christian Iannone di Milano e lo chef Mattia Eletto di Napoli, ha messo su un ristorante italiano a Cupertino, nei pressi del Cinema BlueLight negli Oaks, zona californiana dove nascono aziende importanti come la Apple, che fonda il suo successo sulla tradizione culinaria italiana verace e soprattutto campana. Piatti davvero indimenticabili come i ravioli ai frutti di mare con peperoncino hanno fatto impazzire i clienti statunitensi, ma anche gorgonzola, noci, agnello e insaccati vari la fanno da padrone. Pasta fatta in casa, salse leggere e prodotti italiani hanno reso questo ristorante un vero tempio della cucina. Oltretutto il ristorante è dotato anche di un bar/salone, dove poter sorseggiare tranquillamente il proprio drink.

Insomma, un altro figlio della Divina si fa strada fuori dall’Italia e lo fa con i massimi risultati. Grande Fabrizio!

Napoli-Tramonti A/R: grande successo dell’incontro dell’Alleanza Slow Food tra Guglielmo Vuolo e Francesco Maiorano

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Grande successo per Napoli Tramonti A/R la iniziativa di incontro (avvenuto venerdì 13 ottobre, ndr) tra la tradizione pizzaiola napoletana rappresentata dal Maestro Guglielmo Vuolo e il pizzaiolo tramontano Francesco Maiorano promossa dalla Alleanza dei Cuochi e Pizzaioli Slow Food all’insegna dei prodotti di Presidio, dell’Arca del Gusto e del nato a nuova vita Re Fiascone, il pomodoro recuperato grazie a una iniziativa di crowfunding che lo ha riportato sui terrazzamenti del Comune di Tramonti, partner della serata.
Al comune di Tramonti, Guglielmo Vuolo, maestro in forze al Polo Gastronomico Eccellenze Campane, con i suoi due esercizi a Via Brin e Via Partenope, ha ricevuto dal vicesindaco, Domenico Amatruda e dall’Assessore Vincenzo Savino, di recente nominato Commissario alla Corporazione dei pizzaioli di Tramonti, un premio per il suo impegno nella valorizzazione della Pizza Napoletana. Anche Francesco Maiorano, titolarecon la moglie Pamela della Trattoria Pizzeria San Francisco di Tramonti ha ricevuto un simile riconoscimento dalla amministrazione per il suo impegno nella valorizzazione delle risorse del territorio e della pizza tramontana.
Una attività che gli conta 40 anni di professione e la messa appunto della Carta dei Pomodori , un documento unico in Italia per la conoscenza delle varietà maggiori e minori della Campania, nel quale, dal 2016, ha inserito il Re Fiascone, antico pomodoro dimenticato della Costiera Amalfitana recuperato grazie a un progetto di cui è capofila Acarbio.
Nell’incontro, moderato dal giornalista de il Mattino Luciano Pignataro, in cui si sono analizzati i progetti di recupero territoriali e le iniziative di valorizzazione dei prodotti tramontani, si è anche parlato della storia dei pizzaioli di Tramonti, dei Presidi Slow Food e del recentemente lanciato Menù For Change, la via di Slow Food per contrastare siccità, desertificazione, alluvioni, innalzamento degli oceani e inquinamento dei mari: in una parola il Glebal Warming che mette in pericolo la sicurezza alimentare di tutto il pianeta.
E’ seguita la cena con le creazioni dei pizzaioli della Alleanza Slow Food Vuolo e Maiorano presso la Trattoria Tramontana San Francisco di Tramonti alla presenza di Catello Carrese, rappresentante del Progetto Alleanza Slow Food dei Cuochi e Pizzaioli della Campania e Basilicata, del Fiduciario Slow Food della Condotta Costa d’Amalfi Andrea Ferraioli e della giornalista Monica Piscitelli, storyteller della Storia dei Pizzaioli di Tramonti.

Un Mediterraneo da 5.600 miliardi

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Paolo De Leo

ROMA. Un mare piccolo ma un immenso tesoro, un’enorme risorsa comune dilapidata dalle nostre azioni. Per la prima volta, nel tentativo di trovare nuove ricette per salvarlo, è stato quantificato il valore economico dei beni naturali del mar Mediterraneo: 5.600 miliardi di dollari. Una cifra spaventosa che dimostra il ruolo fondamentale di un bacino pari a poco meno dell’1% della superficie di tutti gli oceani del mondo ma che da solo è in grado di generare un Prodotto Mare Lordo — il Pii degli oceani — uguale al 20% di quello di tutto il pianeta.

Per fare un esempio: se quella del Mare nostrum fosse un’economia a se stante, sarebbe la quinta dell’intera area mediterranea dopo Francia, Italia, Spagna e Turchia, capace di produrre quasi quanto l’economia annuale di Algeria, Grecia e Marocco messe insieme. «Ed è un valore perfino sottostimato, perché non si tiene conto delle ricchezze della profondità del mare, come idrocarburi o minerali, anche se non sostenibili — commenta Roberto Danovaro, ricercatore, docente di biologia marina e presidente della stazione zoologica A. Dohrn di Napoli — e nonostante il suo ruolo stiamo erodendo le sue risorse. Per questo ora è necessario combattere per un turismo più sostenibile e meno cloaca, per spazi e riserve protette come volano per l’economia, prima che sia troppo tardi». I dati sono stati raccolti dal W w f International che, in collaborazione con il The Boston Consulting Group, ha redatto un dettagliato report sul poten- & Pesca e acquacoltura IL SUMMIT A MALTA Il rapporto del Wwf international – che verrà presentato al summit dell’Ue “Our Ocean 2017”, a Malta il 5 e il 6 ottobre a Malta, quanto vanto vale e cosa possiamo fare per proteggerlo?

La Cavese Maria Dainotti alla ricerca dei lampi gamma per studiare la storia dell’universo

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Sono giorni di grande fermento per l’astrofisica. La conferma dell’esistenza  delle onde gravitazionali ha permesso agli scienziati di localizzare il segnale generato dalla fusione di due stelle di neutroni, così dense da costituire uno stato estremo della materia. Negli stessi giorni l’annuncio che un team di ricercatori guidati da Maria Dainotti, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica con borsa Marie Curie presso l’Università di Stanford negli USA, presenta un articolo scientifico sulla rivista “The Astrophysical Journal” riguardo i risultati di una indagine statistica volta a individuare e selezionare per questo scopo un particolare sottogruppo di lampi di raggi gamma (Gamma Ray Burst, GRB).

Grazie ai lampi di raggi gamma ci si prefigge di ricostruire la storia dell’espansione dell’universo. Questo l’obiettivo del gruppo internazionale capeggiato dalla scienziata Cavese che ormai da anni si occupa di questo campo. I GRB sono i più potenti eventi ad alta energia noti, che durano da pochi secondi a poche ore. Durante la breve fase iniziale di emissione di raggi gamma ad altissima energia, questi eventi rilasciano la stessa quantità di energia che il Sole produce in tutto il suo ciclo evolutivo. Per questa loro caratteristica i GRB possono essere rilevati fino a epoche così remote in cui la loro luce è stata emessa quando l’universo aveva solo un millesimo della sua dimensione attuale. Anche se da alcuni decenni osserviamo e studiamo questi fenomeni, i meccanismi fisici che li producono sono ancora poco conosciuti e diverse sono le teorie che descrivono la loro origine: dall’esplosione di supernovae da stelle supermassicce alla fusione di stelle di neutroni, ma anche dal rallentamento di stelle massicce altamente magnetizzate in rapida rotazione.

L’interesse degli scienziati per questi fenomeni è legato anche al fatto che la loro potentissima emissione di energia li rende individuabili in epoche molto più remote rispetto alle supernovae, oggi utilizzate come strumenti per misure l’espansione dell’universo. Riuscendo ad accertarnecon precisione alcune proprietà, in particolare la luminosità intrinseca di ogni evento osservato, i GRB potrebbero quindi essere utilizzati per ricostruire la storia dell’evoluzione dell’universo fino ad ere cosmologicheben più antiche di quanto attualmente è possibile.

Il team di Dainotti ha osservato che, analizzando i dettagli della fase di “plateau” della emissione nei raggi X meno energetica, ma molto più prolungata di lampi gamma, è possibile definire una sottoclasse di GRB di lunga durata in modo tale che si possa stabilire una correlazione molto stretta tra la durata della fase di plateau nei raggi X, la sua luminosità e l’intensità della fase iniziale di emissione, quella che viene definita componente “prompt”.

I ricercatori hanno dimostrato che selezionando solo eventi con una lunga e quasi costante fase di emissione X e suddividendo questo gruppo in categorie, se ne può identificare uno, a cui è stato assegnato il nomignolo “dorato” (golden GRB) particolarmente interessante. I lampi gamma che appartengono a questo gruppo presentano emissioni di plateau molto definite e piuttosto costanti nel tempo, tutte piuttosto simili tra loro, proprietà che ne suggerisce l’uso per gli studi cosmologici dove è essenziale conoscere la precisa luminosità dei traccianti cosmologici utilizzati.

“Abbiamo indizi di una diversa origine fisica per GRB corti che presentano emissioni estese rispetto alle altre varie classi.” – afferma Dainotti -“Così, individuare le differenze tra un generico GRB e quelli che appartengono al gruppo dorato può diventare di per sé un metodo cruciale per riconoscere le varie categorie di lampi gamma e quindi portare ad una comprensione più profonda della loro natura”.

Una comprensione che sarà di grande utilità anche nella nascente branca della astronomia delle onde gravitazionali: un certo segnale potrebbe essere associato con chiarezza ad eventi legati a lampi gamma di tipo corto o lungo.

Nuovi scenari nel campo dell’astrofisica si stanno prospettando e un ruolo di primo piano lo stanno avendo gli scienziati italiani.

Magrina Di Mauro

La ricercatrice Maria Dainotti

Agerola, convocato Consiglio Comunale per il giorno 24 ottobre: ecco gli argomenti da trattare

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Convocato Consiglio Comunale ad Agerola, in seduta pubblica, sessione ordinaria, per il giorno martedì 24 ottobre 2017, alle ore 19,00. Presso la Casa della Corte verranno trattati i seguenti argomenti:

1. lettura ed approvazione verbali delle deliberazioni della seduta del 21 luglio 2017 dalla n. 27 alla n. 33;

2. comunicazioni del sindaco;

3. approvazione del bilancio consolidato 2016 del comune di Agerola ai sensi del d.lgs. n. 118/2011 e principio contabile applicato 4/4;

4. ratifica delibera di giunta comunale n. 93 del 12.09.2017, ad oggetto: “bilancio di previsione esercizio finanziario 2017-2019 – variazione in via d’urgenza ai sensi dell’art. 175, commi 4 e 5-«bis del d.lgs 267/2000 e variazione al programma triennale delle opere pubbliche 2017-2019 annualità 20 18 – approvazione”;

5. revisione straordinaria delle partecipazioni possedute dal comune di Agerola in societa’ ai sensi dell’art. 24 del d.lgs. n. 175/2016;

6. approvazione schema di convenzione di tesoreria comunale per il periodo 2018 – 2022;

7. approvazione del regolamento comunale per la disciplina del servizio di noleggio con conducente;

8. approvazione regolamento per il funzionamento della commissione locale per il paesaggio.

AMALFI :A PASSEGGIO CON SALVATORE QUASIMODO TRA I VICOLI   DI NOTTE

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AMALFI :A PASSEGGIO CON SALVATORE QUASIMODO TRA I VICOLI   DI NOTTE

“E’ proprio bella questa città. Sei fortunato a viverci” — disse. Gustammo la passeggiata a passi lenti per slarghi, piazze e vicoli. Eravamo partiti da Via  Annunziatella , un rettangolo di ebbrezza spalancato sull’infinito, un delirio di sospensione magica, dove è carezza  sfumata la risacca del mare, è eco  ovattata il parlottio dei conversari, son rintocchi frantumati i richiami a distanza  ed accecanti iridescenze di sole le finestre delle case.. Imboccammo Porta Vanneluna e rotolammo giù nel saltellante polipaio di vicoli e rue tra gli umbratili supportici  del Medioevo per  approdare, infine, nella Piazza dei  Dogi, che fu “platea” testimone di potere, prima, e di estrosità  partigiana, poi. Si soffermava sui  particolari: il silenzio dei supportici, le schegge di sole a ferita di luce ai balconi fioriti, le cancellate a fughe di giardini nascosti, le ceramiche a decoro colorato di  numeri civici, le edicole votive ai minuscoli incroci, le chiese raccolte, i palazzi gentilizi, le lunghe scalinate ingoiate dalle lamie con il fiotto di luce ad oblò di cielo lontano

Subiva il fascino di questa Amalfi segreta, riservata e pudica, capace di regalare sorprese ed emozioni nuove. Erano ancor a i segni dell’Islam, la casbah araba nell’intrico dei vicoli a conquistarlo. E, forse, ancora una volta gli si rifrangevano dentro  le tante affinità di Amalfi con la sua Sicilia. ”E’ rutta da leggere e da studiare nei segni della sua urbanizzazione questa città. E’ qui che si colgono le tracce della sua storia-“ mi ripeteva ammirato. Dovette rivivere una riemersione  di queste  emozioni forti, quando scrisse “l’Elogio” e si materializzò sulle pagine il gioco intricato e cangiante dell’Amalfi medioevale . “Sembra di seguire un passaggio di sardine d’argento o di alici, un colpo di pinne ed una direzione, tra il ramificarsi delle alghe. Il sole disegna le sue barriere sulle sabbie, e le porte delle case sono ingressi  alle grotte dove la luce è verdissima tra finestre uguali a  curve fossili. Dietro un faraglione precipita una stella marina, una madrepora si  scioglie, le basi e i gradini sono di foraminiferi, le grate dei  cancelli, sospesi  dentro  cornici di conchiglie barocche, ripetono  le forme degli scheletri di pesci. Le scaglie diventano lucide armature medioevali dell’affondata potenza dei velieri”

Questa Amalfi  lo  coinvolgeva molto. E mi chiese più volte di accompagnarlo nei percorsi alla scoperta di angoli meno noti. Una sera, dopo cena, uscimmo dalla parte laterale, quella della cucina, de “la Caravella” e ci lasciammo inghiottire dai vicoli salendo per Largo Piccolomini, Piazza dei Dogi e, su su, fino a Largo Spirito Santo per ritornare, poi, per Via Pietro Capuano  e guadagnare Piazza Duomo e la Marina. Ne fu contentissimo, E’ la suggestione interiorizza ta è ancora tutta lì registrata con minuzia di particolari ”Un silenzio che di notte è nella luce dei lampioni  e delle  lanterne, sotto i porticati e sulle terrazze viola  di ceramiche, nei vicoli battuti dal maestrale

Ho voluto ripercorre questo viaggio di memoria in compagnia del mio AMICO e MAESTRO  nella consapevolezza  che lo avrebbe rifatto con grande piacere insieme a me, suo discepolo  prediletto e quasi erede spirituale, come ebbe spesso a chiamarmi, gonfiandomi d’orgoglio. Ne sottopongo la lettura agli Amalfitani ed ai citadini di tutta la divina Costiera in occasione della “giornata nazionale dei parchi letterari” quando i ministeri competenti suggeriscono agli Italiani  di visitare case e luoghi  resi celebri da poeti e scrittori, in particolare se Premi Nobel, E ricordo a me stesso che Salvatore Quasimodo ha dedicato ad Amalfi un “ELOGIO”, che è una delle più belle pagine della letteratura Italiana del ‘900.Forse le scuole di ogni ordine e grado della città potrebbero dedicare al Maestro un ricordo magaricon la lettura dell’ “ELOGIO DI AMALFI” e/o di qualche Sua poesia. Sarebbe quasi un atto dovuto.

Giuseppe Liuccio

 

 

Salernitana,Prime prove anti-Frosinone, dubbi a centrocampo ed in attacco. Differenziato per 3

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Smaltita la sbornia per l’incredibile successo al Partenio-Lombardi contro gli acerrimi rivali dell’Avellino, per la Salernitana è tempo di voltare pagina e ripartire. Magari prendendosi un’altra rivincita, ripensando alla gara dello scorso torneo quando il Frosinone passeggiò all’Arechi mettendo di fatto fine alle velleità playoff della squadra di Bollini. Seduta pomeridiana al Volpe per i granata con una buona notizia: Gabriele Perico si è allenato con la squadra e sarà a disposizione, anche se è da valutare il suo impiego dal 1′. Il tecnico di Poggio Rusco effettuerà sicuramente diversi cambi di formazione rispetto all’undici che è sceso in campo ad Avellino. Le prove effettuate oggi pomeriggio sul sintetico dell’impianto di Via Allende, all’apparenza poco significative, lasciano comunque trapelare alcune indicazioni interessanti. Nella partitella a ranghi misti Bollini da una parte ha schierato Perico, Minala e Rizzo in difesa; Pucino, Odjer, Zito e Vitale a centrocampo; Rosina, Rossi e Sprocati in avanti. Dall’altra parte Mantovani, Schiavi e Bernardini; Kiyine, Signorelli, Ricci e Asmah; Cicerelli, Bocalon e Gatto. Allenamento differenziato per Tuia, Della Rocca e Di Roberto, fisioterapia per Rodriguez. Sono almeno tre i dubbi di formazione che assillano Alberto Bollini in vista della sfida ai ciociari. L’unico reparto già delineato sembra proprio quello difensivo: si va verso la conferma del terzetto Mantovani, Schiavi e Bernardini dinanzi a Radunovic. A centrocampo è bagarre. Sicuro di una maglia il solo Vitale: Ricci, Odjer, Signorelli e finanche Zito si contendono le due al centro, Pucino e Kiyine (con Perico outsider) quella sulla destra. In avanti possibile il rientro di Rossi dal 1′ nel tridente con Bocalon e Sprocati a supporto. Bollini cerca centimetri sulle palle inattive (clicca qui per leggere l’articolo), difficile pensare ad un utilizzo di Rosina soprattutto nel caso in cui dovessero partire titolari Odjer e Ricci. Il trequartista calabrese però scalpita dopo il buon apporto dato a gara in corso nel derby.

fonte solosalerno.it

Vico Equense. Un Seianese alla segreteria del circolo del Partito Democratico del centro storico di Siena

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Vico Equense. Riconferma, con ampissima maggioranza, di un seianese alla segreteria il circolo del Partito Democratico del centro storico di Siena.

Ciro Buonocore, classe ’92, si trasferisce nel 2011 dalla Penisola Sorrentina per ragioni di studio, portandosi dietro un bagaglio di esperienze trainate da una grande passione politica, nata dieci anni fa con la formazione del Partito Democratico.

Cresciuto in una famiglia dai forti ideali comunisti, Buonocore, è tra i “padri” fondatori, nel 2007, del circolo PD “Carlo Fermariello” della sua città, Vico Equense.

Alla domanda “A che corrente appartieni?”, Ciro preferisce rispondere: “Sono del PD, credo nei suoi valori e nei suoi principi, concordando appieno con la linea politica di riforme adottata dai diversi governi PD susseguitisi finora. Ius Soli? Nel 2017 è aberrante che un Paese civile come il nostro è ancora in dubbio, se promuovere o meno, una legge che garantisca diritti di cittadinanza ai suoi figli”.

Il territorio senese e toscano in generale, è ricco di una profonda storia di sinistra democratica, ne è prova la quantità di circoli PD presenti nel territorio, segno di “un partito che è costantemente attento bisogni dei cittadini”.

Questo è stato anche lo scopo fondamentale per quattro anni del circolo PD “La Lizza- Siena Centro Storico” all’interno del quale, Ciro, ha sempre cercato di promuovere il dialogo tra gli iscritti e il mondo politico e culturale della città.

“Fortemente fiducioso” conclude Buonocore – “che sempre più, nei prossimi anni, i Circoli territoriali diventino delle vere e proprie “officine di idee” innanzitutto per i ragazzi, favorendo così la formazione di una coscienza politica, sicuramente più forte di facili populismi e violenti estremismi tutt’oggi dilaganti”.

Vico Equense, in vendita le case popolari.

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Il comune di Vico Equense mette in vendita i beni pubblici comprese anche le case popolari di via Sconduci e altri beni pubblici per un cifra sperata almeno di 10 milioni di euro. Il regolamento è stato approvato in consiglio comunale: l’operazione dovrebbe scattare l’anno prossimo. Si prevede l’alienazione di fondi agricoli e incolti, terreni, un fabbricato acquisito al patrimonio comunale, il complesso residenziale di via Sconduci e ancora tanti altri beni come l’ex macello ed ex reliquiati stradali. La maggioranza di Buonocore ha scelto la strada della vendita di tutti quei beni non strumentali o redditizi, ma non sarebbe più oppurtuno assegnare le case popolari a chi ne ha bisogno invece di venderle?

Costa d’ Amalfi operazione contro le targhe false degli uomini dell’Arma

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Nella giornata di ieri, i CARABINIERI della Stazione di Maiori, insieme ai colleghi della POLIZIA MUNICIPALE, hanno denunciato per falsità materiale B.S. del 1975 ucraino residente a Tramonti, e la sorella B.O. 1980.

Durante un posto di controllo a Maiori, fermata l’autovettuta con targa ucraina con a bordo i due soggetti, riscontrato alcune incongruenze nella verifica dei documenti, i carabinieri ed i colleghi della Municipale, hanno deciso di approfondire l’accertamento attraverso tutti i possibili canali e banche dati internazionali.

In esito, hanno scoperto che la targa ucraina del veicolo era in realtà attribuita ad un altro mezzo; la carta di circolazione era falsa in quanto mai rilasciata dalla autorità ucraine; la carta verde in loro possesso era ugualmente falsa.

L’autovettura e Tutta la documentazione sono state sottoposta a sequestro.

I due soggetti deferiti a piede libero all’autorità giudiziaria.

Quanto scoperto a Maiori, si collega ad un vasto fenomeno di contraffazione diffuso su tutto il territorio nazionale e chd vede protagonisti soprattutto cittadini dell’est Europa.

Un ragazzo vicano riconfermato segretario nel PD senese.

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Ciro Buonocore, giovane studente della facoltà di Scienze Economiche e Bancarie dell’Università di Siena é stato riconfermato alla segreteria del circolo del Partito Democratico del centro storico di Siena, “la Lizza”.
Ciro Buonocore, si trasferisce nel 2011 dalla Penisola Sorrentina per ragioni di studio, portandosi dietro un bagaglio di esperienze trainate da una grande passione politica, nata dieci anni fa con la formazione del Partito Democratico.
Il territorio senese e toscano in generale, è ricco di una profonda storia di sinistra democratica, ne è prova la quantità di circoli PD presenti nel territorio, segno di un partito che è costantemente attento bisogni dei cittadini. Questo è stato anche lo scopo fondamentale per quattro anni del circolo PD “La Lizza- Siena Centro Storico” all’interno del quale, Ciro, ha sempre cercato di promuovere il dialogo tra gli iscritti e il mondo politico e culturale della città.

Costa d’ Amalfi aperta d’Inverno? Minori alberghi e ristoranti aperti con le terme fra le più belle della Campania

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Costa d’ Amalfi aperta d’Inverno? Minori alberghi e ristoranti aperti con le terme fra le più belle della Campania . L’appello di Positanonews , partito per Positano, ma esteso a tutta la Costiera amalfitana, per organizzarsi per la destagionalizzazione almeno facendo rimanere aperte delle strutture in ogni paese, sta avendo dei riscontri.  Il primo a rispondere è stato il comune di Minori amministrato dal sindaco Andrea Reale , ci sono vari alberghi aperti tutto l’anno come Villa Romana,  Minori palace hotel, Hotel Europa, altri come Hotel Santa lucia fino al 31 dicembre. Extra alberghiero aperto. Ristoranti aperti dal Giardiniello a La Botte e altri con  chiusure per manutenzioni a turno per avere sempre il servizio. Pasticcerie aperte tutto l’anno e poi la chicca de le terme, fra le più belle della Campania, ma secondo noi d’ Italia . OTIUM SPA MINORI . Uniche fruibili dal pubblico in Costiera Amalfitana , con uno staff di alto livello formato dal Ennio Cavaliere, in uno scenario unico al mondo e una curiosità non di poco conto, queste  si trovano proprio alle spalle della antica Villa Romana, insomma i Romani da buoni intenditori , da esperti di terme, avevano già trovato il posto adatto. Niente di meglio che venire in inverno in Costiera amalfitana se la si vuole godere e visitare, non c’è traffico, non c’è caos, ma solo la bellezza che appare nella sua unicità.

G7 a Ischia fra web e Isis. Critiche per l’autorizzazione di un corteo di protesta sull’isola

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Tutto pronto per il G7 a Ischia, la splendida isola verde della Campania, teatro da oggi della politica mondiale. «È un’occasione importante per tutta l’isola, le cui immagini faranno il giro del mondo, una vetrina internazionale assolutamente positiva a due mesi da quel terribile 21 agosto che ci ha scossi e di cui ancora facciamo la conta dei danni». Così il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, alla vigilia del G7 dei ministri dell’Interno che l’isola ospita giovedì e venerdì. In relazione alla manifestazione di protesta degli antagonisti prevista domattina, il sindaco ricorda ai suoi cittadini: «La prefettura e la questura ci hanno assicurato che garantiranno la sicurezza di noi cittadini, dei nostri ospiti e di tutte le strutture presenti sul territorio». «Ai sette ministri e alle loro delegazioni il nostro benvenuto qui a Ischia, sperando che questa breve permanenza di lavoro rappresenti una ulteriore occasione per far conoscere a loro e al mondo tutte le meraviglie della nostra isola», conclude Ferrandino. Come riporta Il Mattino i temi andranno dal web all’Isis e il terrorismo in generale. Un’alleanza tra le grandi democrazie da un lato e i big della rete – da Microsoft a Google, da Facebook a Twitter – dall’altro, per bloccare la minaccia jihadista che sfrutta internet per raccogliere proseliti e fare propaganda. È un obiettivo ambizioso quello che l’Italia ha inserito al primo punto dell’agenda della riunione dei ministri dell’Interno del G7 in programma da giovedì 19 ottobre ad Ischia, dove – su autorizzazione anche della Questura di Napoli — sono attesi anche 200 antagonisti per un corteo che sfilerà lontano dall’area del vertice.
I cieli dell’isola di Ischia, sede del G7 dei ministri dell’Interno giovedì e venerdì sono solcati dai droni della Polizia di Stato. Un servizio di vigilanza aereo che è concentrato in particolare nel Comune di Ischia – zona di Punta Molino – che ospita il G7 e la zona del castello Aragonese dove, domani pomeriggio, ci sarà la cerimonia di benvenuto e il saluto del ministro Minniti alle delegazioni degli altri Paesi che partecipano al vertice. Altra zona soggetta a particolare attenzione quella del porto di Ischia dove, verso le 11, è atteso l’arrivo dei 200 manifestanti della Rete No Global che è stata autorizzata ad una mini manifestazione attorno al porto. Una autorizzazione che ha visto non poche proteste come riporta IL Dispari del collega Di Meglio . Il coordinamento dei servizi di sicurezza e tutela delle personalità che partecipano al G7 di Ischia, nonché tutti i servizi di controllo del territorio sono stati affidati dal questore di Napoli, Antonio De Jesu, alla cura e responsabilità del primo dirigente Michele Spina, a capo dell’ufficio prevenzione generale della Questura di Napoli. La direzione dei servizi di vigilanza relativi all’ordine e sicurezza presso i porti di Napoli (molo Beverello e Calata Porta di Massa) da oggi, fino alla fine del G7 di Ischia, è stata invece affidata dal Questore al primo dirigente Maurizio Fiorillo che opererà d’intesa con il dirigente dell’ufficio di Polizia di Frontiera presso lo scalo marittimo e con il dirigente della Digos della Questura di Napoli. Compito precipuo del dirigente Fiorillo – si sottolinea – quello di controllare e tenere sotto controllo l’eventuale movimentazione dei manifestanti che si dirigeranno presso l’area portuale. A  Ischia le 10 delegazioni di Canada, Giappone, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America e le due dell’UE con il commissario per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos e quello per la Sicurezza dell’Unione Julian King e oltre al segretario generale dell’Interpol Jurgen Stock, per il G7 dei ministri dell’Interno che si svolgerà sull’isola .
Un grande striscione blu con la scritta No G7, per un mondo senza confinì è stato calato da un gruppo di antagonisti napoletani da un balcone di Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito a Napoli. Accanto allo striscione anche i manifesti gialli usati dagli antagonisti per lanciare le contromanifestazioni in occasione del vertice dei ministri dell’Interno in programma domani e venerdì a Ischia ( Napoli). Oltre a slogan e al volantinaggio, gli attivisti presenti in piazza , come riporta Il Mattino , hanno mostrato delle foto dei campi profughi, delle vittime dell’immigrazione, dei viaggi della speranza e di «azione di repressione – come sostengono – della Polizia». Una protesta che si sposta sull’isola oggi e che, secondo quanto riporta Il Dispari, si sarebbe dovuta evitare in questo contesto

Giuseppe Manilia pasticciere dell’anno

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Giuseppe Manilia di Montesano sulla Marcellana in provincia di Salerno a pochi passi da Padula del Parco Nazionale del Vallo di Diano e Cilento è il Pasticciere dell’Anno, il migliore dei Pasticcieri Italiani. Parola dei Maestri dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, che ogni anno si danno appuntamento per il Simposio Pubblico AMPI.

Ieri, a Recanati, la proclamazione del “Pasticcere dell’Anno”, su Rai Uno, nel corso de “La Vita in diretta”.

Giuseppe Manilia è titolare della Pasticceria Orchidea, sita a Montesano Scalo, già pluripremiato e docente del Gambero Rosso,  dopo la sua proclamazione, ha dichiarato:

“Sono davvero emozionatissimo per questo riconoscimento che considero un grande onore e anche un nuovo punto di partenza . Adesso infatti sento una responsabilità in più nei confronti dei miei colleghi, dei miei clienti e del Vallo di Diano, e la necessità di mantenere ancora più di prima la perfezione qualitativa dei miei prodotti”, ha detto dopo il premio Manilia.

Giuseppe Manilia è stato premiato per “l’impegno e la costanza profusi nel conseguire gli obiettivi e gli straordinari traguardi professionali finora raggiunti e per i nuovi stimoli che costantemente contribuisce a fornire ad Ampi e all’intera pasticceria nazionale”.

Un riconoscimento di prestigio per questo giovane pasticcere, che ha al suo attivo già altri premi come il primo posto al concorso “The best Dolce alla Nocciola in the World” a Cortemilia (Cn) conseguito l’anno scorso, ma anche a Conca dei Marini per la il Santa Rosa Festival in Costiera amalfitana nel 2016.

Ha ricevuto le “Tre Torte” per due anni consecutivi sulla guida del Gambero rosso, e le “Tre Forchette” che gli hanno valso il titolo tra i primi 8 pasticceri nazionali, tra più di 500 selezionati.

Giuseppe Manilia non ha fatto studi specifici in pasticceria, è infatti un autodidatta, apprezza la pasticceria francese ed internazionale “Oggi in tre ore stai a Londra, in meno a Parigi”, un’arte di ispirazione globale che porta a prodotti originalissimi e di pregio.

 

Piano di Sorrento conferenza stampa Premio Arturo Eposito, fra i premiati Magalli e la De Rossi

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Piano di Sorrento. Un parterre d’eccezione per il Premio Arturo Esposito che si terrà al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento sabato 28 ottobre alle ore 19:00. Oggi 19 ottobre alle 11 ci sarà la conferenza stampa a Napoli nella sede dell’Ordine dei Giornalisti, in Via Cappella Vecchia 8 (Traversa Piazza dei Martiri angolo Feltrinelli) a presenziare il sindaco Vincenzo Iaccarino con l’assessore Carmela Cilento e il direttore artistico Mario Esposito. La  ventiduesima edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®, promossa dal Comune di Piano di Sorrento è stata finanziata nell’ambito dei grandi eventi della Regione Campania ed ha permesso di spalmare eventi di qualità dalla Festa di San Michele in poi.

Fra i premiati due sono i nomi che sono noti e apprezzati dal grande pubblico Magalli e la De Rossi.  Barbara De Rossi e Francesco Branchetti vengono premiati per il teatro  per l’interpretazione stagione a Firenze, Bologna, Torino ed altre città italiane, ora di nuovo in programma, nei primi mesi del 2018, al nello spettacolo “Il Bacio”, scritto dal drammaturgo olandese contemporaneo Ger Thjis, andato in scena la scorsa Teatro San Babila di Milano, al Teatro dell’Angelo di Roma e in diverse città del sud Italia e isole.

«Siamo estremamente onorati di ricevere questo premio così prestigioso che in passato hanno ricevuto artisti straordinari e siamo felici di riceverlo per uno spettacolo come Il Bacio che amiamo infinitamente», dichiarano De Rossi e Branchetti che si aggiungono al palmares del Premio Penisola Sorrentina con  Ugo Pagliai, Benedicta Boccoli, Giulio Scarpati, Antonello Avallone, Peppe Barra, Edoardo Sylos Labini e Luca Barbareschi.

Giancarlo Magalli viene premiato nella sezione televisiva, dedicata al compianto Dino Verde,  e si va ad aggiungere a Lino Banfi, Pippo Baudo e Leo Gullotta. Magalli tornato a ‘Fatti Vostri’  è anche la voce narrante de ‘Il Collegio’, il reality show con intermezzi storici delle Teche Rai in onda in prima serata su Rai2.

Ad illustrare la motivazione del premio a Magalli è Gustavo Verde, figlio di Dino: «Nel panorama dei conduttori Giancarlo Magalli si è sempre distinto per il suo senso di humor, la battuta fulminante, l’impertinenza sorridente, che evidenziano i suoi trascorsi di autore di successo di programmi di intrattenimento. Una personalità forte, una voce fuori dal coro del conformismo mediatico, che non si è mai fatta imbrigliare».

L’appuntamento  da non perdere è dunque per il 28 ottobre a Piano di Sorrento

Sorrento, fermato 54enne dalla polizia : coltivava marijuana per spacciarla

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Altra operazione contro il traffico di stupefacenti in Penisola Sorrentina. Questa volta la polizia  di Sorrento ha arrestato un 54enne del posto che coltivava in casa Marijuana per poi spacciarla. L’uomo aveva organizzato una vera e propria piantagione in un monolocale presso via Nuova Tore; un monolocale che era abbastanza isolato presso un fondo agricolo del posto.

L’uomo, A.I., è stato fermato e colto in flagranza di reato mentre era in un bar: appena visti i Carabinieri ha cercato di buttar via una bustina di marijuana che si era portato dietro presumibilmente per spacciarla (al suo interno vi sarebbero stati quasi 20 grammi). Nell’abitazione del 54enne sono stati trovati quasi 3 chilogrammi di sostanze stupefacenti già pronte alla vendita e oltre 2 chilogrammi di piante fresche.

Ora si trova ai domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.

Centoparole di Giovanni Farzati

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“I giardini di marzo”, “Pensieri e parole”, “Perché no”, “Io vorrei non vorrei ma se vuoi”, “La collina dei ciliegi”, “La canzone dell’est”, “Per una lira”, “Emozioni”, “Amarsi un po’ “, “Il mio canto libero”, “Aver paura d’innamorarsi troppo”, “Nessun dolore” , “La compagnia” , “Una donna per amico” , “Una giornata uggiosa”..….Ascolti, canti e ti pare che il tempo non sia passato… (ac)

Positano dopo la riconferma della Giunta ora pensiamo a tenere aperto il paese d’ inverno

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Positano sta ancora vivendo una stagione turistica eccezionale. Positanonews ogni anno lancia il tormentone “paese aperto d’ inverno” ma ci troviamo come sempre alle soglie dell’inverno senza una programmazione delle aperture dei locali, un problema che affligge un pò tutta la Costiera amalfitana, salvo un pò Amalfi dove il sindaco ha adottato sanzioni per chi non rispettava i turni di apertura. Positano continua ad avere un’affluenza notevole anche grazie a un clima eccezionalmente mite ( come potete vedere dalla foto di Maurizio Parlato da una delle imbarcazioni dei Lucibello) , ma già in tanti hanno programmato chiusure. Il nostro paese è frequentato anche d’inverno e verrebbe frequentato maggiormente se ci fossero più strutture aperte. Cosa serve concretamente? Almeno una o due strutture aperte per zona , tipo Fornillo dove sappiamo che sono aperti Il Pasitea, il Conca d’Oro, Villa Gabrisa, a memoria, mentre su quasi una decina di ristoranti presenti l’anno scorso neanche uno è rimasto aperto lasciato vuoto il vero “ventre” di Positano, il punto dove ci si immette nel classico giro di paese e si da un brutto biglietto da visita, in spiaggia c’è sempre per fortuna qualcuno aperto, ed anche un bar in genere grazie a Elio Rispoli e lo staff della Buca, ma anche Capricci, la Cambusa, Black, Le Tre Sorelle, ai Mulini eroico presidio è Vincenzo Delikatessen che è assalito dai sud coreani che vengono a frotte, poi ci sarebbe la Chiesa Nuova che ci salva il bar Internazionale e a Montepertuso possiamo dire non pervenuto. Cosa altro manca? Uno dei grandi alberghi che rimanga aperti, per ospiti che vogliono solo certi livelli altissimi, anche se l’ospitalità a Positano è eccellente a livello mondiale anche senza le cinque stelle, una maggiore informazione, una programmazione, ora azzerata e riconfermata la Giunta uno sprone che il sindaco Michele De Lucia potrebbe dare ai suoi sta proprio nel cercare di far funzionare il paese al minimo anche d’inverno con sanzioni o perchè no , premialità fiscali per chi rimane aperto,  e se le cose vanno bene con la villa romana chi fa la scelta di rimanere aperto non se ne pentirà. Proviamoci, ad oggi non sappiamo ancora chi rimane aperto a novembre e sul sito del Comune ci sono ancora i calendari dell’anno scorso Se sprone deve essere che sprone sia..

Positano. Disinfestazione per la derattizzazione e deblattizzazione

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In attuazione del programma di bonifica igienico – sanitaria del territorio comunale, si avvisa che nella tarda nottata di oggi 18 ottobre, a partire dalla mezzanotte, sarà effettuato l’intervento di disinfestazione.

Si invita la cittadinanza, durante l’esecuzione dei trattamenti, ad osservare alcune precauzioni, quali la chiusura di finestre e balconi. Si invitano gli interessati a coprire con teli protettivi: arnie, voliere, gabbie e contenitori alimentari per animali domestici e a non lasciare indumenti stesi.

Vico Equense carabinieri a tutto campo fermano sospetti in possesso di arnesi da scasso

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Vico Equense carabinieri a tutto campo fermano sospetti in possesso di arnesi da scasso Bloccati dai carabinieri 4 malintenzionati in possesso di arnesi da scasso. Erano a bordo di due auto con targhe straniere. Si tratta di un gruppo composto da tre georgiani di 37, 26 e 29 anni ed un 32enne della Repubblica Ceca, tutti sul territorio italiano senza fissa dimora. I quattro sono stati notati e controllati dai carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Sorrento impegnati in un servizio di controllo del territorio.

Quelli che si presume possano essere i componenti di una gang di ladri sono stati bloccati nella piazza della stazione di Vico Equense mentre transitavano in direzione della costiera a bordo di due auto, una Lancia Lybra ed una Fiat Punto, entrambe con targa polacca, in cui avevano nascosto arnesi da scasso, per il cui possesso ingiustificato sono stati denunciati.

Meta Sorrento, intervento dei carabinieri sul parcheggio. I vicini “Vogliamo il ripristino degli alberi”

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ESCLUSIVA Sotto video. Meta. Sui lavori per realizzare posti auto  in un giardino prospiciente il Corso Italia, a pochi passi dal Bar Romano, questa mattina una segnalazione di quello che ci è stato stato indicato come il parcheggio che ha denunciato il WWF,  che quando fa le denunce le fa sempre in maniera articolata documentata e in prima persona come ha fatto Claudio d’ Esposito , intervenendo in prima persona. Poi sulla vicenda ci sono altre denunce ed i VAS hanno annunciato a Positanonews un ricorso al Tar.  Stamattina  c’è stato l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Sorrento , sulla vicenda pendono esposti e sono in corso questioni giudiziarie sul permesso che secondo i vicini , che hanno documentato la cosa in maniera dettagliata, e gli ambientalisti, sarebbe scaduto perchè i lavori non sarebbero cominciati come da cronoprogramma. Insomma non vogliamo entrare nelle questioni tecnico-legali che eventualmente saranno gli avvocati a dirimere o fornirci elementi, ma ci sono denunce precise e circostanziate al proposito. Quello che volevamo fare è capire il contesto socio-urbano le conseguenze di questi lavori in questo parcheggio come vengono visti dai vicini. Ebbene il vicinato ne soffre, l’abbattimento degli alberi elimina ossigeno, protezione dai gas di scarico, protezione dai rumori, protezione dalla calura, elimina un componente non solo paesaggistico-naturale, ma anche salutare, visto che questi elementi arborei attenuano l’inquinamento in generale e le concause di varie patologie. Ma anche un elemento psicologico, alcuni vicini sono rimasti danneggiati dalla mancanza di questo verde a loro detta e , sempre secondo i vicini, questo parcheggio non sarà deflattivo del traffico ma tutt’altro. Ci sono i problemi di entrata ed uscita di auto in una strada dove non si può neanche andare a piedi. Riteniamo che il verde in Penisola Sorrentina sia un patrimonio di salute da tutelare, ma ci vorrebbero anche degli incentivi economici per chi non lo trasforma. Ovviamente ci sono le motivazioni di controparte che ospiteremo volentieri la nostra mail è pubblica direttore@positanonews.it

Meta, lavori per allaccio idrico: scatta divieto di sosta in un tratto del Corso Italia

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Lavori a Meta di Sorrento da parte della GORI SPA. Il giorno 20 ottobre prenderanno il via dei lavori per la realizzazione di un nuovo allaccio idrico al Corso Italia, altezza civico 31. Per questa ragione la società ha ottenuto dal Comune un permesso per occupare temporaneamente, con cantiere mobile, la sede stradale del Corso Italia, nel tratto tra la traversa interna Delimitata della S.S. 145, che sarà adeguatamente delimitato e segnalato di volta in volta, a seconda dell’andamento dei lavori, a partire dalle 22,00 del 20.10.2017 e fino alle 06,00 del 21.10.2017, al fine di consentire i lavori per la realizzazione di allaccio idrico.

Pertanto, è stato istituito il senso unico alternato mediante lanterne semaforiche o movieri, solo nel tratto sopracitato e il divieto di sosta con rimozione forzata nello stesso tratto di strada. Durante i lavori l’impresa “EDIL SUD D’Auria Aniello & C. s.a.s.” dovrà garantire le condizioni di sicurezza sul cantiere per la pubblica e privata incolumità, mentre al termine dei lavori l’impresa dovrà garantire la messa in sicurezza dell’area stradale interessata dai lavori ed assicurare il regolare ripristino della sede stradale.

Meta, convocato Consiglio Comunale per il giorno 23 ottobre: ecco gli argomenti che si tratteranno

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Convocato il Consiglio Comunale a Meta di Sorrento per il giorno lunedì 23 ottobre, in sessione straordinaria e seduta pubblica presso la sede comunale di via Municipio 13.

Questi gli argomenti che verranno trattati:

1) Approvazione verbali seduta precedente.

2) Bilancio consolidato relativo all’esercizio finanziario 2016 del “Gruppo Comune di Meta”
Approvazione.

3) Commissione locale per il paesaggio art.l48 del D.Lgs.42/2004 – Rinnovo ai sensi della
Legge Regionale 10/1982.

4) Approvazione Piano Sociale di Zona dell’Ambito Territoriale Napoli Trentatré prima
annualità del triennio 2016-2018, anno 2016 (decreto dirigenziale Regione Campania n. 21
del 03/03/2017 – Direzione Generale 12 – Direzione Generale politiche sociali, culturali,
pari opportunità, tempo libero – u.o.d. 2 – nod welfare dei servizi e pari opportunità)
approvato con d.C.C. del Comune di Sorrento, capofila dell’Ambito Territoriale Napoli
trentatré, n. 74 del 10/07/2017.

5) Modifiche ed integrazione SIAD a seguito ulteriori osservazioni settore competente Regione
Campania – Approvazione.

6) “Realizzazione di un parcheggio a rotazione interrato alla via Santa Lucia” – Permesso di
costruire in deroga agli strumenti urbanistici ai sensi dell’art.14 del D.Lvo 380/2001.

7) Approvazione del Regolamento Edilizio Comunale modificato in seguito all’adozione di
moduli unificati e standardizzati per segnalazioni comunicazioni e istanze (Decreto
dirigenziale della Giunta Regionale n. 19 del 22.6.2017).

Meta, percorso pedonale senza strisce?

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Meta, c’è il percorso pedonale ma dove sono le strisce? Un classico detto dice che “chi ben comincia è a metà dell’opera”, ma in questo caso non c’è stata la classica eccezione alla regola. L’area pedonale c’è, ma mancano le strisce per l’attraversamento.

Ospedale Costa d’Amalfi salva-vite: infartuato 42enne di Maiori trasferito a Salerno

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Questo pomeriggio l’Ospedale Costa d’Amalfi è stato protagonista dell’ennesimo intervento salva-vita: alle 15.30 è giunto nel presidio ospedaliero un uomo di 42 anni di Maiori, accompagnato dai parenti, che lamentava forti dolori toracici. Dopo gli esami di rito, che hanno attestato che era in corso un infarto, l’uomo preso in carica dal dottor Giancarlo Di Buono è stato sottoposto al trattamento farmacologico.

Stabilizzato il malore in atto, l’uomo è stato trasportato prontamente in ambulanza al Porto Turistico di Maiori, luogo preposto all’atterraggio dell’eliambulanza, che ha celermente tradotto il degente all’Ospedale Ruggi di Salerno, presso la torre cardiologica. L’uomo sarà sottoposto ad intervento di angioplastica.

APERTO IL BANDO DEL 1° INSEDIAMENTO IN AGRICOLTURA – scadenza 28 febbraio 2018

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PSR: APERTI I TERMINI DEI BANDI PER IL PRIMO INSEDIAMENTO IN AGRICOLTURA
scadenza 28 febbraio 2018

 

Primo Insediamento in agricoltura (Progetto Integrato Giovani)

Premio 50.000€ più finanziamento a fondo perduto del 70% elevabile al 90% se zona svantaggiata.

il premio si riduce a 45.000€ se Macroarea A e B In pratica un giovane < 40 anni (41 non compiuti alla presentazione della domanda), che si iscrive per la prima volta e, parallelamente dice di voler fare un progetto d investimento, riceve un premio in conto capitale di 50.000€ (45.000€ se zona non svantaggiata).

 

CHI: giovani < 40 anni che non abbiano aperto una CCIAA agricola da più di 18 mesi

PREREQUISITI: imprenditore agricolo art. 2135 cc singolo o associato

COSA FINANZIA: premio in conto capitale di 50.000€ (45.000€ se zona non svantaggiata).

 

Il premio viene erogato un due tranches: 60% appena notificata la determina di concessione e 40% alla realizzazione del progetto proposto.

 

TIPOLOGIA DI INTERVENTO 4.1.2 – Investimenti per il ricambio generazionale nelle aziende agricole e l’inserimento di giovani agricoltori qualificati

TIPOLOGIA DI INTERVENTO 6.1.1 – Riconoscimento del premio per giovani agricoltori che per la prima volta si insediano come capo azienda agricola

Riconoscimento del premio per i giovani agricoltori che per la prima volta si insediano come capo d’azienda e Investimenti per il ricambio generazionale nelle aziende agricole e l’inserimento di giovani agricoltori qualificati

 

raffaele starace agronomo

infoline: www.raffaelestarace.perito.it
http://raffaelestarace.perito.it/PSR_2014_2020.aspx

 

 

Vico Equense. A Vico centro e a Seiano torna il camper dell’Associazione Lotta Tumore al Seno

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Vico Equense. Ripartono sul territorio di Vico Equense le giornate di prevenzione gratuita per favorire la diagnosi precoce dei tumori al seno. I fondi sono stati raccolti durante l’ultima edizione di Festa a Vico 2017, la kermesse gastronomica ideata dallo chef stellato Gennaro Esposito.

L’Alts, l’Associazione nazionale per la lotta ai tumori del seno, presieduta dal professor Giuseppe D’Aiuto, porterà avanti da ottobre a maggio il progetto “La prevenzione migliora la vita”. L’ambulatorio mobile dell’Alts raggiungerà le donne direttamente sul loro territorio, secondo un calendario, tra Vico Equense e le sue frazioni.

Si parte venerdì prossimo, 20 ottobre 2017, in piazza Mercato e venerdì 27 ottobre 2017 a Seiano in Corso Caulino. Le visite saranno eseguite dalle ore 9.30 alle 14.30. In 4 ore sarà possibile accogliere 25 donne, che saliranno a bordo del camper in ordine di arrivo e si sottoporranno, a titolo gratuito, a una visita senologica ecoguidata da un medico specialista.

Un intervento necessario: dai dati Alts emerge che solo il 20-25% delle donne aderisce allo screening regionale con la Campania che si classifica per questo agli ultimi posti.

L’obiettivo è di coinvolgere le dirette interessate e sensibilizzare sempre più anche i medici di famiglia che avranno un ruolo importante in questo progetto di salute e di miglioramento della qualità della vita.

Guardia Sanframondi (Bn): Sabato prossimo la presentazione del libro “La mia vita. Senza parole”

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Comunicato stampa                                                                                                                                                                                                                          18 ottobre 2017

 

Guardia Sanframondi (Bn): Sabato prossimo la presentazione del libro “La mia vita. Senza parole” di Antonio Tessitore

L’appuntamento è per le ore 15,30 nella Galleria della Domus Mata di via Marzio Piccirilli, 1

 

 

Non solo arte alla Domus Mata. Questa volta fari puntati sulla Sla, con la presentazione di un libro teso a conoscerla meglio attraverso il racconto di una sfida che un uomo malato le lancia ogni giorno. L’opera, che sarà proposta sabato prossimo 21 ottobre alle ore 15,30, ha per titolo “La mia vita. Senza parole” scritta da Antonio Tessitore, malato di Sla da quattordici anni, con il giornalista del “Roma”, Mario Pepe ed edita da Tullio Pironti.

All’incontro, oltre agli autori e moderati da Gianfrancesco Coppo (giornalista del Il Mattino), interverranno:

  • Giovanni Piccirillo – Neurologo Hermitage Napoli;
  • Michele Martucci – Pneumologo Maugeri Telese Terme;
  • Rosetta Di Cerbo – Presidente Rotary Club Valle Telesina.

“Il libro nasce dalla curiosità ma anche dall’esigenza – ha detto Antonio Tessitore – di capire come gli altri percepiscano il rapporto con me, specie chi mi ha conosciuto prima della malattia. Ho voluto testimoniare, ancora una volta, la mia determinazione a proseguire nella battaglia contro la Sla e nell’impegno a favore della ricerca”.

Un’iniziativa, quindi, senz’altro nobile e utile a ricordare che bisogna impegnarsi in maniera continua e decisa affinché agli ammalati di Sla venga riconosciuto il diritto a una vita decente.

Sandro Tacinelli

ufficio stampa: Domus Mata

mob. 339 2073143

 

Vico Equense. Il comune risponde all’ENPA della Penisola Sorrentina: i randagi in spazio «insalubre»

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Vico Equense. “Un ricovero non idoneo, in uno spazio alle spalle del Comune di Vico Equense in via Luigi De Feo per dare alloggio provvisorio ai randagi”.

In una nota il Comandante dei Vigili Urbani Ferdinando De Martino, ha risposto all’ENPA, l’Ente Nazionale Protezione Animali per la Penisola Sorrentina e ai volontari, diffidando all’utilizzo dello spazio, utilizzato anche come colonia per gatti, poiché “ritenuto non idoneo per le attività che si intendono fare e lesivo del decoro dei luoghi”.

“Non ho alcuna competenza – spiega Ferdinando De Martino – sulla gestione degli spazi di proprietà comunale. Pertanto, per l’utilizzo dell’area è necessario munirsi dell’assenso rilasciato dall’ufficio patrimonio dell’Ente o dal Sindaco”. Nelle scorse settimane si è tenuto presso il Comune di Vico Equense un incontro operativo e di verifica intorno alle strategie più urgenti da adottare in materia di lotta al randagismo.

L’intento dell’Amministrazione comunale del Sindaco Andrea Buonocore è di attivare “una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono, e di sviluppare una politica di gestione del fenomeno che consenta di arginare l’emergenza sanitaria e contenere i costi”.

L’obiettivo primario è quello di diminuire le spese di gestione dei due canili, che ora ospitano rispettivamente (7 e 14) in totale 21 amici a quattro zampe. Il sindaco, altresì, nei mesi scorsi, ha “incontrato i rappresentanti dell’Enpa, cui ha avuto modo di illustrare il lavoro che il Comune, attraverso il comando dei Vigili Urbani, ha prodotto sul fronte dell’abbandono di cani e gatti”.

Tramonti, in una settimana un altro anziano minaccia autolesionismo

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Nel giro di una settimana a Tramonti un altro anziano ha minacciato autolesionismo. Quasi una settimana è trascorsa quando un’anziana che soffriva la solitudine, dopo aver avvertito i familiari è ricorsa ad un atto di autolesionismo per attirare la loro attenzione.

Una manciata di giorni dopo, un uomo anziano tratteggiato come una persona chiusa e taciturna, ha manifestato deliri di persecuzione e ha anch’esso minacciato autolesionismo. Per l’anziano, che si presume avesse dei problemi familiari, nei giorni scorsi è stato disposto il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio, nda), presso l’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Con il manifestarsi di questi spiacevoli episodi, ci si chiede cosa fanno le istituzioni per migliorare la qualità della vita, specie dal punto di vista sociale, dei nostri anziani.

Sorrento, spunta ipotesi Marco Fiorentino alla Camera. Intanto Cuomo si avvicina a Forza Italia

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Tanti cambiamenti e nuove candidature per quanto riguarda i politici della Penisola Sorrentina. Si stanno rincorrendo in questi giorni, infatti, diverse voci che vedrebbero vari politici del posto candidarsi alla Camera: dal sindaco di Sant’Agnello Piergiorgio Sagristani al sindaco di Meta di Sorrento Giuseppe Tito, il quale si sarebbe reso protagonista di un endorsement allo stesso Sagristani; ma si parla anche del vice sindaco di Massa Lubrense, Giovanna Staiano, anche se è a Sorrento che si stanno vivendo le maggiori fibrillazioni.

Qui, infatti, come noi di PositanoNews abbiamo più volte spiegato, è ancora in sospeso la nomina di vice sindaco: il tutto sarebbe decisivo per orientare la scelta del candidato sindaco. Oltretutto, si è parlato di quest’avvicinamento dell’attuale sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo al partito di Forza Italia (ci sarebbe stato anche un incontro con Silvio Berlusconi ad Ischia). Ma ora si vocifera anche di una possibile candidatura alla Camera di Marco Fiorentino.

La sensazione, comunque sia, è che i giochi si svilupperanno in alto, molto di più in alto. Queste rimangono mosse localistiche, mentre ci si sta preparando già per le prossime elezioni comunali alle quali Cuomo non parteciperà per il divieto del doppio mandato.

Amalfi, annuncio importante del sindaco Milano: “In arrivo 130 mila euro per impianto sportivo”

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Altro annuncio importante del sindaco di Amalfi, Daniele Milano. Quest’ultimo, infatti, ha pubblicato poco fa una notizia che farà felici molte persone: sarebbero in arrivo oltre 130 mila euro dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) per riqualificare l’impianto sportivo di Marina Grande. Questo il messaggio del sindaco:

“Ho appena firmato (digitalmente) la convenzione con la quale il CONI finanzia con 132mila euro la riqualificazione dell’impianto sportivo ubicato sulla Marina Grande di #Amalfi. E non finisce qui”.

Vi terremo aggiornati su eventuali altri dettagli.

Un ottimo 2017 per il Progetto Ciclismo Sorrentino.

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Con la partecipazione alla 68 Targa Crocifisso a Polignano a Mare (Ba) si è conclusione la stagione agonistica del Progetto Ciclismo Sorrentino.

Stagione 2017 che ha visto i colori sorrentini prendere il via in 55 gare nazionali sparse in ben 11 regioni italiane.

Calendario ricco e soddisfacente.

La compagine del Patron Fabio Galano ha ottenuto ben 5 vittorie, 5 secondi posti ,11 terzi posti solo per citare i piazzamenti del podio.

Tra gli atleti piu rappresentativi è giusto citare i due simboli sorrentini: Angelo Palomba (2 vittorie) e Pietro De Simone (1 vittoria) che sono sempre stati competitivi nell’arco della stagione.

Oltre a loro si sono fatti notare anche Enrico Pio D’Elia vittorioso a Celano (Aq) e Marco Granata vittorioso ad Ostuni (Br).

Ottobre è il mese del ciclo mercato ed il presidente Fabio Galano, in collaborazione con il Prepararote Atletico Guarracino stanno ponendo le basi per il 2018 arricchendo la squadra con nuovi giovani atleti.

L’obiettivo per il 2018 sarà quello di riconfermare tutto ciò che di buono è stato fatto e puntare il mirino in traguardi ancor piu prestigiosi.

Vico Equense, divieto di transito veicoli con merci infiammabili: società ricorre al TAR e Comune risponde

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Parte la diatriba legale che vede protagonisti il Comune di Vico Equense e una società, la “Castellano e Pepe di Giovanni Castellano s.a.s. ed altri”, dopo il ricorso al TAR della Campania da parte di quest’ultima. Il tutto ruota attorno all’ordinanza emessa lo scorso maggio dal Servizio di Polizia Locale del Comune di Vico Equense, con la quale è stata disposta la limitazione della circolazione dei veicoli adibiti al trasporto di merci infiammabili o pericolose nel centro urbano.

Una decisione che non è andata già alla società in questione, la quale ha presentato ricorso al TAR. Il Comune di Vico Equense, d’altro canto, però, ha deciso che vi sia “l’opportunità della costituzione in giudizio a salvaguardia degli interessi dell’Ente”, ed ha incaricato per la difesa dello stesso, previa Procura Sindacale alle liti, il Funzionario del Servizio Affari Legali/Contenzioso, l’avvocato Emilia Dubbioso.

Il Comune ha inoltre fatto sapere di aver effettuato “l’istruttoria di competenza ed effettuati i necessari controlli preventivi di regolarità amministrativa per l’adozione del presente provvedimento (rispetto delle leggi con particolare riferimento alle norme sui vizi dell’atto amministrativo; elementi essenziali del controllo di legittimità; rispetto delle norme interne dell’Ente, Statuto e Regolamento vigenti), attestando la regolarità tecnica nonché la correttezza dell’azione amministrativa”.

Si è deciso, quindi, di resistere legalmente, con costituzione del Sindaco, quale Legale Rappresentante dell’Ente, al ricorso proposto al TAR Campania Napoli dalla soc. Castellano e Pepe di Giovanni Castellano s.a.s. ed altri.

Meta, lavori al costone roccioso sovrastante Piazzale Caruso: chiuso ascensore e spostate fermate EAV

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Lavori di pulizia e disgaggio del costone roccioso sovrastante il piazzale A. Caruso a Meta di Sorrento. A partire dal giorno 18 ottobre, quest’oggi, per la durata presunta di 8 giorni, avranno inizio le prime attività di ispezione e disgaggio, chiedendo l’interdizione dell’area sottostante la parete del costone
in tufaceo interessata dai lavori, dalle 08,00 alle 18,00 eccetto sabato e domenica.

Per questa ragione, il Comune di Meta ha deciso di dare la possibilità alla ditta che si occuperà dei lavori in questione, la CO.GE.M. di occupare temporaneamente, con cantiere mobile, l’area del piazzale A. Caruso interessata dai lavori di pulizia del costone sovrastante, nel periodo dal 18 ottobre al 27 ottobre (eccetto sabato e domenica), nella fascia oraria 08,00 – 18,00. Si specifica come l’area in questione dovrà essere adeguatamente segnalata e delimitata a seconda dell’andamento dei lavori. Al termine dei lavori l’impresa dovrà assicurare il regolare ripristino dell’ area interessata dai lavori ed è incaricata dell’apposizione di idonea segnaletica stradale di cantiere, di divieto, nonché del transennamento, recinzione, messa in sicurezza e visibilità del cantiere stradale a norma del Codice della Strada e nel rispetto di tutte le norme in materia di sicurezza.

Oltretutto, durante i lavori, sarà sospeso il servizio ascensore e i mezzi di linea dell’EAV BUS effettueranno la sosta all’interno del parcheggio Marina di Meta, assicurando lo spazio per la manovra.

Costa d’Amalfi, pullman Sita rotto a Conca dei Marini ha bloccato il traffico. Tutto risolto

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Un pullman Sita Sud rotto nei pressi Conca dei Marini ha bloccato il traffico sulla statale amalfitana per mezz’ora. Il bus proveniente da Sorrento è stato costretto ad arrestarsi a causa dell’avaria, che ha comportato il temporaneo blocco del traffico sulla Strada Statale 163, dal momento in cui sono sopraggiunti altri autobus che provenivano dalla direzione di Amalfi, da dove è partita anche la linea Sita delle ore 11 rimasta ingabbiata a Conca. Poco dopo i tecnici della società sono giunti sul posto e hanno rimediato al problemi dell’automezzo, il traffico è ritornato a scorrere.

Abbattono un muro del parcheggio denunciato dal WWF nessuno dice nulla

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Riceviamo questa segnalazione: Oggi, 18 ottobre, stanno abbattendo un muro del parcheggio,precisamente a Meta di Sorrento sulla SS145, denunciato dal WWF nessuno dice nulla, oltretutto stanno creando anche pericoli per la circolazione e dubbi sul rispetto delle norme di sicurezza  (FOTO)

 

 

 

 

Prima mostra personale di Francesco D’Urso

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Piano di Sorrento: Prima mostra personale di Francesco D’Urso, opere create con Argilla Conchiglie e legno.

La mostra sarà a Via dei Platani, 24 a Piano di Sorrento dove c’è il presepe nel giardino.

La mostra si potrà visitare nei giorni 19-20-21 ottobre dalle 16:00 alle 20:00 il giorno 22 ottobre dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 21:00

Piano di Sorrento, oggi alle 17 all’Unitre Sorrentina, convegno sull’esperienza de “La Grande Onda” di Laura Cuomo

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Oggi alle ore 17 a Piano di Sorrento, presso l’Uni Tre Sorrentina – Università Tre della Terza della Penisola Sorrentina, ci sarà un convegno dal titolo “Fin dove arriva la voce della cittadinanza attiva? Laura Cuomo racconta l’esperienza de la Grande Onda”.

Come si evince dal titolo, i temi dell’incontro saranno quindi la partecipazione e l’ambiente, partendo dall’esperienza che ha preso vita grazie al coraggio di Laura Cuomo, sensibile ideatrice e fondatrice dell’omonima associazione, che circa due anni fa prendendo visione del divieto di balneazione sulle spiagge sorrentine, iniziò questa sensibilizzazione a partire da una lettera ai primi cittadini della penisola, usando parole di monito per l’indifferenza verso il fenomeno dell’inquinamento marino, data l’intensa economia turistica. Monito che è diventato un suggerimento a costituire una compagine che si adoperasse a tutelare la cloaca.

Minori, commemorazione del maro ‘ Salvatore Alfonso Amatruda

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C O M U N E D I M I N O R I
IL VALORE DELLA MEMORIA

COMMEMORAZIONE DEL MARO’ CANNONIERE

SALVATORE ALFONSO AMATRUDA

DOMENICA 22 OTTOBRE ORE 10.30

BASILICA SANTA TROFIMENA

La memoria storica di una comunità costituisce il terreno di incontro tra le diverse generazioni, il filo invisibile che salda un paese, un luogo ed un territorio ai propri valori e principi.
Il ricordo è la memoria sono ancor più un atto dovuto, nei confronti di un proprio concittadino che ha dato la propria vita in difesa dell’Italia, e che in nome di quei valori non ha più fatto ritorno tra i suoi cari.
Il Marò Cannoniere Salvatore Alfonso Amatruda era nato a Minori nel 1904, ed era stato chiamato alle armi nel II conflitto mondiale sul fronte greco-albanese. Dopo l’8 settembre venne fatto prigioniero dai Tedeschi, deportato in un campo di concentramento e di lavoro in Germania, morì a Duisburg il 1 febbraio 1945 sotto i bombardamenti.
Per volontà dei familiari del Caduto i suoi resti sono stati fatti rimpatriare dal Cimitero Militare di Guerra Italiano di Amburgo, dove era stato sepolto, e traslati a Minori dopo un passaggio al Sacrario delle Fosse Ardeatine a Roma.
In ricordo del sacrificio e dell’elevato valore storico e morale per tutta la comunità, invitiamo la cittadinanza a partecipare al rito che si svolgerà presso la Basilica di Santa Trofimena domenica 22 ottobre 2017 alle ore 10.30, dove la sua memoria e il suo esempio saranno commemorati quale patrimonio della nostra Minori.

L’Amministrazione Comunale

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Sorrento, scioperano gli studenti del liceo scientifico Salvemini al comune: chiedono risposte al sindaco – VIDEO

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Stamattina scioperano gli studenti del liceo scientifico Gaetano Salvemini di Sorrento, che si sono portati all’interno della sede di Piazza Sant’Antonino. Gli studenti del Salvemini inizialmente volevano estendere la loro protesta alle altre scuole, infatti stamattina era previsto delle proteste del Collettivo Studentesco Penisola Sorrentina che non ha avuto luogo per motivi logistici.

Date le circostanze, i giovani del liceo sorrentino hanno deciso di procedere da soli in corteo, pur senza l’autorizzazione dei vigili urbani, portandosi lo stesso nella sede del comune: le ragioni della protesta sono legate ad una richiesta recapitata al sindaco Giuseppe Cuomo, in cui si chiedevano degli spazi per lo studio ed attività ludiche. Siccome ai ragazzi non è pervenuta alcuna risposta si sono decisi ad “occupare” simbolicamente seduti il comune, “perché vogliamo che il comune ci dia delle aree dove studiare, giocare oppure portare semplicemente qualcuno” – secondo quanto dichiarato da molti studentiIntorno al comune intanto stanno girando diverse volanti della polizia che osservano la protesta. Positanonews ha sentito gli studenti del liceo scientifico Salvemini, ecco il video.

Il falò dell’immacolata, giá con i primi sequestri.

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L’8 dicembre si sta avvicinando e anche quest’anno la città di Castellammare si prepara a festeggiare una delle sue tradizioni più importanti. La caccia alla legna per i Falò dell’Immacolata è cominciata e pure i primi sequestri di alberi. Sono avvenuti già i primi sequestri di alberi da parte degli agenti della Polizia Locale di Castellammare di Stabia. Sono stati sequestrati oltre venti tronchi d’albero a Scanzano, gli alberi sarebbero stati sradicati dai Boschi di Quisisana.

Campania, spesi quasi 7 miliardi d’euro nel gioco d’azzardo

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Oltre 1.500 interviste per realizzare la “La percezione sociale del gioco d’azzardo in Italia”.

E’ questo il nome dello studio promosso dalla Fondazione Visentini e presentato a Roma solo qualche mese fa. Un rapporto che ha come obiettivo primario l’analisi del gioco fisico e online nei suoi differenti aspetti, con indicazioni interessanti che emergono già dalle prime pagine.

La ricerca sottolinea, infatti, come il gioco d’azzardo contribuisca per l’1,1% al totale del PIL italiano e fornisca occupazione, diretta oppure indiretta, a oltre 150 mila individui.

Numeri che quindi giustificano, o sono conseguenza, di un altro dato che colpisce subito l’attenzione: il 44% degli individui d’età compresa fra i 18 e i 75 anni s’è avvicinato al gioco d’azzardo almeno una volta negli ultimi dodici mesi.

 Ma non è tutto, perché non sembrano esserci differenze per quanto riguarda l’appeal generato da questo particolare passatempo fra residenti nel nord oppure nel sud d’Italia.

A soccorso di quest’ultima tesi c’è un altro dato diffuso nel corso del 2017 (dato che però prendeva in considerazione solo il gioco d’azzardo fisico): volendo stilare una classifica su base regionale e tenendo conto delle cifre raccolte, Lombardia, Lazio e Campania finiscono con l’occupare le prime tre posizioni.

Il territorio che ha per capoluogo Milano guarda tutti dall’alto in basso con una somma che si attesta poco sopra i 14 miliardi di euro.

Segue il Lazio con 7 miliardi e 611 milioni.

Infine, sul gradino più basso di questo particolare podio, c’è la Campania con 6 miliardi e 821 milioni.

Fanalini di coda la Basilicata, il Molise e la Valle D’Aosta, tutte e tre sotto i 500 milioni di euro.

Il totale della cifra raccolta nel Belpaese nel corso del 2015 (l’ultimo periodo disponibile con i dati suddivisi per singola regione) supera di poco i 71 miliardi di euro.

 Ma queste cifre, come già spiegato, prendono in considerazione solo il gioco fisico a causa dell’impossibilità di ripartire le entrate generate da quello online fra le venti regioni.

Ciononostante i numeri fin qui elencati sembrano destinati a cambiare.

Lo scorso settembre 2017, infatti, Stato e Regioni (alla presenza anche dei rappresentanti dei Comuni) hanno siglato un’intesa per dimezzare il numero di sale da gioco e diminuire di un terzo la quantità di slot machine presenti sul suolo italiano entro i prossimi tre anni. I 98 mila punti gioco scenderanno così a 48 mila. Solo in Campania saranno circa 11 mila le macchinette che finiranno per essere ritirate dal mercato prima della conclusione del 2018.

 C’è quindi da immaginare una migrazione dei giocatori, soprattutto quelli più avvezzi a utilizzare le nuove tecnologie, dal gioco d’azzardo fisico a quello online. E forse anche un mutamento nelle abitudini di gioco. Perché se frequentare una sala da gioco reale presuppone comunque uno spostamento, oltrepassare le porte di un casinò online richiede semplicemente la disponibilità di una connessione dati.

Anche il computer non risulta più necessario: gli smartphone di ultima generazione (con schermi più grandi e velocità di connessione maggiori) permettono agli utenti di giocare da mobile senza che l’esperienza ne risenta negativamente.

A riprova di tutto ciò ci sono i numeri prodotti dal poker online a settembre 2017.

Stando ai dati resi noti da AGIMEC, l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, la spesa nel poker a torneo è stata di poco superiore ai 6,8 milioni di euro. Nello stesso mese del 2016 la cifra si attestava intorno ai 5,8 milioni.

Non solo, perché dall’inizio dell’anno in poi questa particolare formula del gioco di carte più famoso al mondo ha già intercettato 61,8 milioni (registrando un +17,8% rispetto al periodo gennaio-settembre 2016).

Anche il poker nella versione cash game, quello che ultimamente non sembrava in grado di reggere il passo con la concorrenza, a settembre 2017 ha registrato un segno più. La spesa complessiva è stata pari a 5,9 milioni di euro, +1,7% rispetto al settembre 2016.

Mentre se contiamo i dati dall’inizio dell’anno in poi i milioni spesi in poker cash hanno raggiunto quota 51,9, ancora sotto di un paio di milioni rispetto alla cifra raccolta fra gennaio e settembre 2016, ma il trend fa propendere per un ulteriore avvicinamento nei prossimi mesi.

Senza scordare che il probabile avvento della liquidità condivisa permetterà a giocatori di nazionalità differenti (al momento in cui scriviamo il progetto interessa l’Italia e la Francia, il Portogallo e la Spagna) di sfidarsi su un’unica piattaforma di poker online. Insomma, i player italiani potranno confrontarsi con avversari di altre nazionalità testando così il loro livello di gioco, ma avendo anche la possibilità di mettere le mani su montepremi più alti.

Non resta quindi che attendere il prossimo rapporto sul gioco d’azzardo in Italia per capire se gli ultimi interventi promossi in questo settore, sia sul fronte reale che quello virtuale, avranno prodotto delle variazioni significative nella domanda e nell’offerta.

Incidente a Piano di Sorrento, un auto contro pedone.

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Stamattina sulla Trinità a Piano di Sorrento un uomo anziano è stato investito da un auto in seguito alle ferite riportate è stato portato al pronto soccorso, l’anziano riporta una frattura alla spalla e varie escoriazioni alla testa. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la Polizia Municipale.

Vico Equense, l’olio dei giardini della Santissima Trinitá.

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La raccolta delle olive è da sempre un evento annuale che si ripete da millenni. Nella costiera sorrentina é un evento familiare, raccogliere le olive è sempre stato, come la vendemmia, un lavoro/festa, dove la fatica, la poesia e la leggerezza accompagnano tutte le fasi di questo ritaglio di vita senza tempo. L’ olivo, infatti, cresce su terreni asciutti e brulli, non richiede molta manutenzione e l’’olio che ne deriva è un ottimo nutriente, altamente energetico, che può essere conservato a lungo in luogo fresco e buio. La raccolta delle olive si effettua nel mese di Ottobre/Novembre, posizionando grandi teli di raccolta al di sotto della pianta e successivamente staccando le olive dall’albero manualmente o con l’ausilio di macchine apposite. Le olive così raccolte vengono poi private delle eventuali foglie rimaste e dei residui di terra rimasti intrappolati nel telo di raccolta e sistemate in apposite cassette. Una volta terminata la raccolta o quando si raggiunge una quantità sufficiente di olive, queste vengono quanto prima portate al frantoio.
Domenica 22 Ottobre a Vico Equense a partire dalle ore 10.00 presso i giardini Santissima Trinità sarà un giorno dedicato per la famiglia dove bambini e adulti potranno cimentarsi nella raccolta delle olive.

UN ULTIMO SALUTO AD ANNAMARIA: UNA COBALTO “COMBATTENTE”

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Qualcuno la ricorderà per la sua cinquecento rossa e il fiero “Cobalto n.1” sul vetro posteriore. Altri invece per lo storico ristorante “Il Baglio” di Vettica di Amalfi, a cui dedicava anima e corpo. Chiunque, tuttavia, ricorderà una donna energica, volitiva, che lavorava senza sosta come fosse stata tre persone. Una vera combattente, e del resto non poteva non esserlo chi resiste al parkinson per ben 22 anni e continua a lungo ad essere attiva nonostante la malattia.

Tempo fa Annamaria conservò una bandiera tricolore e disse alla figlia Serena che nel giorno del suo funerale la avrebbe voluta con sé nella bara: appunto come si usa per i militari, perché quella vita passata a combattere fosse così rappresentata negli ultimi saluti. Nella mattinata di ieri, si sono tenute le esequie nella chiesetta della Madonna Assunta del villaggio di Pastena, dove è nata e cresciuta. Nella confusione del momento però Serena non riesce a trovare quella bandiera  e si preoccupa di non aver rispettato la volontà di sua madre. Gli ho suggerito di non affliggersi  troppo: la troverà presto e tornerà a  sventolarla lei al suo posto, per le battaglie del futuro.

Matteo Cobalto

Manchster Napoli 2 – 1 , gli azzurri rischiano di rimanere fuori dall’Europa

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Il Manchster City vince  2-1 col  Napoli paga l’atteggiamento troppo remissivo nella prima mezz’ora. L’avvio della squadra di Guardiola è travolgente: gol di Sterling, raddoppio di Juan Jesus. Poi De Bruyne colpisce la traversa e un tentativo di Juan Jesus viene salvato sulla linea da Koulibaly. Il Napoli rischia di sprofondare e non si propone mai in attacco con incisività, Poi però reagisce e finalmente comincia a spingere. Gli azzurri si procurano un rigore: trattenuta di Walker su Albiol, Mertens sbaglia dal dischetto. Nella ripresa la spinta del Napoli aumenta: Hamsik non capitalizza una grande occasione d rete. Poi arriva il secondo rigore della serata per fallo su Ghoulam: lo realizza con freddezza Diawara. Il Napoli spinge ancora a ha qualche chances per pareggiare, errore grossolano di Mertens. Finisce con il secondo ko del girone degli azzurri che ora devono rincorrere lo Shakhtar.

 

IL TABELLINO

Manchester City-Napoli 2-1

Manchester City (4-3-3): Ederson; Walker, Stones, Otamendi, Delph; De Bruyne, Fernandinho, David Silva (30′ st Gundogan); Sterling (23′ st Bernardo Silva), Jesus, Sanè(40′ st Danilo). In panchina: Bravo, Aguero, Mangala, Tourè. All.: Guardiola.

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj (23′ st Maggio), Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zielinski, Diawara, Hamsik (33′ st Ounas), Callejon, Mertens, Insigne (11′ t Allan). In panchina: Sepe, Jorginho, Maksimovic, Rog. All.: Sarri.

Arbitro: Lahoz (Spagna).

Reti: 8′ pt Sterling, 13′ pt Juan Jesus. 27′ st Diawara (rig.).

Note: Spettatori 50ila circa. Ammoniti: De Bruyne, Walker, Maggio, Albiol. Recupero: 0′, 5′.

Sant’Agnello, buona gara ma cede nella ripresa

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Sfiora la rete nella prima frazione ma poi i locali ne segnano due nel secondo tempo

 

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto
Foto tratta dal diario di Facebook del US Faiano.

 Redazione – Nella trasferta pontecagnanese un buon Sant’Agnello cede nella ripresa, sfiora la rete nella prima frazione ma poi i locali ne segnano due nel secondo tempo.

Schierate in campo con due schemi diversi (4-4-2, 4-3-3) entrambe cercano di portare nel loro carniere tre punti che diano un maggiore input a questo loro inizio di stagione, si vede un Sant’Agnello fluido nella prima parte, che sfiora la rete, essa viene messa a segno da un Faiano sonnecchioso che sfrutta la prima debacle di disattenzione e poi chiude i conti.

La gara – PRIMO TEMPO

SA  Breglia fa vedere a Senatore il primo brivido con la sfera che sibila vicino al palo.

7’  SA  Minicone, che nella prima mezzora fa impazzire la difesa biancoverde, da fuori area palla che sorvola di poco la traversa, dopo punizione di Serrapica.

19’  F  Botta di Erra che Stinga sventa distendendosi in angolo.

24’ SA  Sventola di Cascone che termina fuori alla destra di Senatore, dopo che la sfera era stata allontanata dalla difesa.

26’ SA  Gran botta di Minicone dall’interno dell’area, Senatore è attento e respinge la sfera in corner riscaldando i riflessi felini.

27’  F  Capovolgimento di fronte Raiola serve nel corridoio Pellegrino, il quale controlla la sfera si gira e tira col sinistro, palla colpita male dall’attaccante che esce al lato.

46’  SA  Tiro da fuori di Veniero, Senatore va alla respinta corta, sulla palla arriva Minicone che spara fuori da pochi metri.

Costieri che vanno vicini alla rete del vantaggio ma ne sentono solo l’odore avendo quasi in mano il bandolo della matassa che però non la sciolgono e restano al palo, mentre i faianesi sento la pressione costiera ma quando escono dal guscio fanno venire qualche brivido.
SECONDO TEMPO

4’   F  1-0  Biancoverdi in vantaggio: palla persa per leziosismo dai costieri e Pellegrino apre in area per Raiola, il quale fa partire il diagonale che si stampa sulla traversa, sulla sfera si avventa Di Somma che appoggia comodamente in rete.

14’  F  Castagna che se ne va in avanti, entra in area e tira, la palla bacia l’incrocio dei pali.

16’  SA  corner dalla sinistra e palla in area, al centro spunta di testa Esposito che la colpisce ed esce sopra la traversa per pochi centimetri.

19’  F  2-0 Azione corale costruita dalle retrovie che porta Raiola ad eludere tutta la difesa santanellese; l’attaccante napoletano arriva in area e fa partire il tiro, il portiere si distende, devia e sulla respinta corta arriva Pellegrino che con un tap-in raddoppia per i suoi.

43’  F  Biancoverdi pericolosi con un tiro di Pellegrino in area ospite, il portiere ci mette una pezza e devia in corner.

47’  SA  Marino scalda i guantoni all’estremo biancoverde che con il plastico volo svenata la minaccia.

Se il Sant’Agnello nella prima frazione sente l’odore della rete non il Faiano che subito non si fa pregare e poi, con il passare dei minuti, si carbura ancora di più e chiude, o quasi, la gara; i santanellesi sono l’ombra della prima frazione e lo si vede.

Ora per i costieri sabato in casa c’è il derby contro il San Vito Positano.

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 6^ GIORNATA

FAIANO – SANT’AGNELLO  2-0

Goals: st4’ Di Somma, 19’ Pellegrino.
FAIANO (4-4-2): Senatore; Ceresoli (36’pt Di Somma), Imperiale, Di Donna, Martinangelo; Ruggiero, Erra, Anastasio (37’st Chiangone), Raiola (47’st Mazza); Pellegrino, Castagna (36’st Maisto).

A disp: Ginolfi, Spadino, Pisacane.   Allen: Turco.
SANT’AGNELLO (4-3-3): Stinga; Cascone, Buonomo, Esposito, Breglia; Gargiulo V, Serrapica , (27’st Gargiulo L), Nocerino, Ferrara (22’st Correale), Veniero (22’st Marino), Minicone.

A disp: Zurino, Vanacore, Gargiulo S, D’Esposito.   Allen: Russo.
Arbitro: Emanuele Coluccino di Avellino.

Assistenti: Salvatore Gambino (Nocera Inferiore) – Luigi Gargiulo (Ercolano).
Ammoniti: Minicone, Buonomo, Stinga e Gargiulo V (SA).

Note: giornata serena, terra battuta imperfetta, spettatori 100 circa.

Angoli:  3- 3.   Recupero:  2’pt e 5’st.

 

GISPA

 

Atrani, turisti derubati del drone: storia a lieto fine! Polizia lo ritrova e lo riconsegna

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Si conclude a lieto fine la storia del drone scomparso. Nella giornata di venerdì scorso, 13 ottobre, due turisti brasiliani in vacanza in Costiera Amalfitana, modella e fotografo, infatti, è stato sottratto un costoso drone che avevano lasciato in macchina mentre continuavano il loro shoting ad Atrani, in via Dogi, proprio sotto le telecamere attive (si spera in un loro utilizzo).

L’auto è stata lasciata distrattamente aperta e al ritorno non vi era più il drone in questione. I due sono molto affranti, sia per il costo del macchinario sia perché all’interno vi erano tante foto ricordo di questa vacanza nella Divina.

E’ partito subito l’appello che ha sortito effetto positivo. Il drone, infatti, è stato ritrovato dalla Polizia Municipale che l’ha restituito al legittimo proprietario. Le belle notizie che fanno felici e orgogliosi gli abitanti della Divina.

GATTINO SMARRITO

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CERCHIAMO QUESTO GATTINO DAL NOME MATISSE SI è ALLONTANATO DA CASA IN VIA BOSCARIELLO SIAMO MOLTO DISPIACIUTI SE QUALCUNO AVESSE SUE NOTIZIE MI PUò CONTATTARE SU FACEBOOK ANTONIO CIOFFI CIUFFO GRAZIE A CHIUNQUE CI AIUTERà A RITROVARLO PORTA UN COLLARINO ROSSO.

Minori: possibile class action per i rumori

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Il Giudice Carla d’Ambrosio del Tribunale di Brescia ha emesso una sentenza a dir poco storica  in merito all’azione intrapresa da un cittadino, appoggiato da qualche associazione, contro l’atmosfera ammazzasonno, ammazzaquiete, ammazza sistema nervoso che si vive ne cuore di Brescia  causa la movida e che arreca danni alla salute dei cittadini. Sorvoliamo sulla necessaria presenza di un omologo della giudice bresciana in altre parti d’Italia e soffermiamoci sulla necessità  di denuncia per alcuni cittadine quali Minori ed altre  in costiera amalfitana   causa un incessante rumore che “accompagna” i cittadini nel corso dell’intera giornata. Lo studente bresciano è stao costretto a chiudersi in bagno e stendersi nella vasca da bagno per studiare in semisilenzio mentre lo studente nostrano , nelle giornate belle che non mancano mai, può  portarsi un qualche limoneto  o in collina (quelle non attraversate  dalle strade di nuova costruzione).

Ma il malcapitato residente o turista ha le ore di sonno contate e n on solo d’estate. E’ tutto un rumore coinvolgente, avvolgente, tartassante dato da lavori rumorosi a tutte le ore , da moto che percorrono le strade, i vicoli e (si) le scale cittadine a mò di G.P, di pullman  che (cauasa la presenza molto limitata degli addetti al traffico la fanno da padrone con la loro mole, le loro trombe, di camions che, in barba ai decreti, sono presenti a tutte le ore, di musica di qualche bar o ristorante ad altissimo volume di notte, senza che vi possa essere la possibilità di intervento  dei tutori dell’ordine e così via.

Se si facesse una class action forse qualcuno darebbe ragione  e si darebbe inizio al ritorno dell’atmosfera sopportabile di una volta.  g.a.

Eventi

6^ FESTA ORGANISTICA A CAMPINOLA

IL CORO "AVE STELLA MARIS" DI MAIORI ALLA 6^ FESTA ORGANISTICA DI CAMPINOLA A TRAMONTI Domenica prossima, 22 ottobre, alle 18.30 nella chiesa parrocchiale di...