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Vico Equense. Domenico Raio parla di reddito di cittadinanza “Mio padre non sarebbe emigrato”

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Vico Equense. C’è chi lo attacca , come De Luca, Governatore uscente della Regione Campania, per demolire il Movimento Cinque Stelle che lo ha voluto, chi invece lo elogia con un pamphlet, come Domenico Raio, che noi di Positanonews abbiamo incontrato questa sera alla libreria Ubik, sempre attenta e sensibile a varie iniziative, con Salvatore Dare firma di Metropolis, che lo introduce “E’ un libro molto interessante  – ci dice Dare -, che spiega che  differenza di quel che si pensa, come misura assistenziale, il reddito cittadinanza, secondo Raio, è positivo”

Raio reddito di cittadinanza Vico Equense

U sazio nun crer u riun, si dice in napoletano. In genere chi è contro il reddito di cittadinanza ha sicuramente uno stipendio e un tetto dove dormire, ma a parte questo perchè Raio difende il reddito di cittadinanza? ” Se fosse esistito all’epoca di mio padre, la mia vita avrebbe avuto tutto un altro corso. La mia famiglia fu costretta a emigrare in Germania negli anni ’60 perché a un certo punto rimase senza più alcuna fonte di reddito. Se avessimo ricevuto un sussidio di Stato, mio padre avrebbe avuto più tempo per cercare un lavoro e probabilmente alla fine saremmo rimasti a Napoli. Oggi non ci si rende conto di quante difficoltà ci sono nell’immediato, se si ha un pò di tempo e respiro forse si riesce a uscire da certi momenti”

Il reddito di cittadinanza, per Domenico Raio, favorisce l’ottenimento di un posto di lavoro in tempi più rapidi; è una spinta all’economia, un’integrazione ai bassi salari e agli stipendi da part time; restituisce dignità al disoccupato; contrasta lo sfruttamento del lavoratore; combatte il lavoro nero; consente di trovare impieghi più qualificati; aumenta il potere contrattuale dei disoccupati; incrementa la formazione del disoccupato e ne favorisce il ristoro; combatte l’emarginazione del senza lavoro e gli consente d’intraprendere relazioni sentimentali; rafforza il diritto alla giustizia del cittadino indigente; rende liberi da condizionamenti di ogni sorta; sviluppa il senso della solidarietà sociale; ferma l’emigrazione dal Meridione; rinsalda lo spirito europeistico; risarcisce i disoccupati del Sud per il maggior tempo impiegato nella ricerca di un posto di lavoro.

Sono una “marea” i motivi che Domenico Raio condensa in “Elogio al reddito di cittadinanza” edito da Giammarino Editore. Un piccolo, ma geniale libretto, che parla dall’esperienza diretta, vissuta, quotidiana, capovolgendo il punto di vista di chi ha parlato di una semplice misura assistenziale. Secondo l’autore, tra le altre cose, questo provvedimento serve a poter investire sulla propria professionalità e a prepararsi alla prossima attività lavorativa. Tutti motivi per leggere il suo libro.

Noi lo vediamo anche come un’ancora alla disperazione in cui a volte si trovano molti. Di certo sono tante le incongruenze di questo sistema che è sicuramente perfezionabile, ma è anche il sistema di assitenza sociale che non funziona. Domenico Raio , non a caso direttore di un giornale “Il Brigante”, orgogliosamente meridionalista, è molto chiaro in questo senso. “Lo Stato – ha detto Raio -, non può negare una forma di civiltà e di solidarietà sociale come il reddito di cittadinanza per colpa di quelli che imbrogliano. Quello è un altro aspetto che va valutato, va analizzata l’iniziativa in se che , secondo me, è positiva. a più importante legge di contrasto al disagio sociale conseguente allo stato di disoccupazione di un cittadino, una misura di civiltà che restituisce dignità alla persona che si ritrovi senz’alcuna fonte di reddito, un eventualità molto più probabile di quanto non si creda in un’epoca di flessibilità del mercato del lavoro e di eccedenza di manodopera unita alla crescente automazione dei processi produttivi”

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