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Muore a 16 anni dopo la visita in ospedale. Indagato il medico

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VITERBO «Aurora sta male, non respira le fa male il petto. Che devo fare?». È venerdì 14 febbraio, la mamma della giovane di Montefiascone, morta poi durante la notte, telefona al suo medico. Sua figlia soffre e lei non sa più come aiutarla. La risposta è di chiamare il 118 per un intervento immediato. Aurora Grazini arriva al pronto soccorso di Viterbo, quel pomeriggio, a bordo dell’ambulanza e in serata torna a casa. Il decesso alcune ore dopo, ieri l’autopsia.

APPROFONDIMENTI
LE TELEFONATE
Le telefonate disperate della mamma sono ora nel fascicolo d’indagine della Procura di Viterbo che, dallo scorso sabato, indaga per omicidio colposo. Prima contro ignoti, da ieri con un primo nome: è il responsabile (facente funzioni) del pronto soccorso Daniele Angelini. Agli atti ci sarebbero anche i referti medici, le prescrizioni e le testimonianze dei genitori. Elementi probatori che hanno portato la pubblica accusa a indagare il medico che avrebbe preso in carico la 16enne. Per poi, a fine visita, prescriverle le gocce di ansiolitico per una presunta crisi di panico.

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«È stato notificato – ha spiegato il procuratore capo Paolo Auriemma – un avviso di garanzia a un medico dell’ospedale di Belcolle al fine di poter effettuare, con le tutele di legge, tutti gli accertamenti necessari». Si tratta solo del primo nome, perché le indagini sono ancora in corso e i risultati dell’autopsia arriveranno solo tra due mesi. «L’esito – ha affermato la Procura – potrebbe apportare ulteriori elementi all’indagine».

IL CIMITERO
Ieri nel primo pomeriggio, al cimitero San Lazzaro del capoluogo, è stato eseguito l’esame del corpo della ragazza. La Procura ha affidato l’incarico al medico legale Benedetta Baldari; i familiari hanno nominato Daniele Cimarello mentre l’indagato Dalila Ranalletta, la stessa che effettuò l’autopsia su Attilio Manca, giovane medico siciliano morto in circostanze mai del tutto chiarite. L’esame è durato tre ore e mezza ma i primi risultati arriveranno tra 60 giorni. Molti i dubbi da sciogliere. La morte di Aurora è un mistero.
La giovane aveva sofferto per una lunga influenza, molto debilitante. A questa era seguita una crisi amorosa, che le aveva portato turbamenti. Aveva perso peso e non era più la ragazza serena e sorridente di pochi mesi prima. I genitori l’hanno vista disperarsi e stare male, fino a venerdì. Quando oltre a piangere Aurora ha iniziato a lamentare dolori. Aveva il respiro mozzato. Al pronto soccorso i medici non riescono a farla smettere di piangere. La visitano, prendono i valori della saturazione del sangue, le parlano. Poi per calmarla le prescrivono gocce di ansiolitico e fissano un appuntamento per un supporto psicologico, perché tutto fa pensare a un attacco di panico. Su questo diranno molto gli esami autoptici e tossicologici, avviati ieri.
LA DIFESA
Bocca cucita della difesa dell’unico indagato per omicidio colposo. Angelini è assistito dall’avvocato Fabrizio Ballarini, difensore di Rudi Guede (l’ivoriano condannato per l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia), che al termine dell’autopsia non ha rilasciato commenti: «Aspettiamo – ha affermato – l’esito degli esami per ogni valutazione». Chi invece ha le idee chiare sono i familiari della ragazza, che fin dal primo momento, a più riprese, hanno puntato il dito contro i medici del pronto soccorso che hanno avuto Aurora in carico. Più cauto l’avvocato che li assiste.

LA FAMIGLIA
«La famiglia – ha spiegato il legale Giuseppe Picchiarelli – ribadisce la piena fiducia nel lavoro degli inquirenti. Non ci uniremo al coro di chi ha già deciso nomi, cognomi e qualità dei colpevoli. Siamo ben consapevoli che nel nostro ordinamento vige la presunzione di non colpevolezza e intendiamo rispettarla noi per primi, evitando di equiparare gli indagati ai colpevoli. In special modo in una vicenda così tragica. Questo è il momento del dolore. Le indagini dovranno accertare cosa è successo ad Aurora chiarendo una serie di elementi».
Tra i più rilevanti, si dovrà chiarire per quale ragione si è recata a Belcolle, cosa è stato fatto al pronto soccorso, quali sono state le ragioni della morte. «E solo da ultimo, comprendere – aggiunge l’avvocato – se la morte è stata in qualche modo cagionata da condotte omissive o colpose, chiarendo quindi se ci siano state responsabilità di sorta. Prima di questi chiarimenti non è possibile fare altro che ipotesi ma il clima di caccia alle streghe non aiuta nessuno». Oggi alle 15 l’ultimo saluto ad Aurora, nella chiesa di San Flaviano a Montefiascone.

Fonte Il Mattino

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