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Da Federalberghi ed altre organizzazioni legate al turismo, avviso comune sull’emergenza lavorativa coronavirus.

E’ quanto sottoscritto presso il Ministero preposto affinché si promuovano iniziative per tutelare 300 mila imprese e un milione e mezzo di lavoratori che producono ogni anno un valore aggiunto di 90 milioni di euro.

Roma – Con la circolare 49/2020 Federalberghi con altre organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative del settore turismo, hanno sottoscritto, poche ore fa presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, un avviso comune sull’emergenza coronavirus, allo scopo di promuovere iniziative per la tutela di 300 mila imprese e 1,5 milioni di lavoratori, che producono ogni anno un valore aggiunto di 90 miliardi di euro, con più di 430 milioni di presenze turistiche ed oltre. Già nei giorni scorsi il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca aveva dichiarato di essere molto preoccupato e che la situazione in pochissimo tempo era precipitata. Da uno stato sostanzialmente indenne dall’epidemia in breve ci si è trovati nell’occhio del ciclone e il danno di immagine improvvisamente si è trasformato in un danno economico. Secondo Bocca la posta in gioco è molto alta. Basti considerare che durante i mesi di febbraio e marzo gli esercizi ricettivi italiani in genere ospitano 14,5 milioni di turisti italiani e stranieri, per quasi 40 milioni di pernottamenti. Dal carnevale, alle settimane bianche, alle gite scolastiche ad importanti manifestazioni fieristiche, per alcune aree del Paese, l’attuale in genere e’ un periodo di intensa attivita’. Secondo Federalberghi  le ultime gravi notizie relative alla diffusione del coronavirus nel nostro Paese hanno messo completamente in ginocchio l’industria del turismo italiano. Le stime più prudenti prima della diffusione parlavano di una perdita di 5 miliardi di euro, ma adesso ci si trova  nella condizione di non poter più nemmeno stimare l’impatto a causa della drammatica evoluzione in corso. Per alcune località i  dati di debooking arrivano all’80% e l’occupazione delle camere è attorno al 20%. Altro fenomeno quello delle cancellazioni corporate, visto che le aziende hanno limitato le trasferte,  e pertanto un ulteriore impatto legato alle sale degli alberghi usate per riunioni e convegni. Anche nel caso di una rapida soluzione del problema per settore la stagione è già compromessa.  Oltre alle migliaia di cancellazioni, si aggiungono le mancate prenotazioni per tutto il secondo semestre 2020, normalmente già a buon punto in questa parte dell’anno. In questo momento è importante mantenere i nervi saldi e attendere l’evolversi della situazione, confidando in un rapido miglioramento delle prospettive. Per Federalberghi  non ha molto senso annullare il viaggio previsto per Pasqua ed è assurdo cambiare i programmi delle vacanze estive. Nel frattempo l’Associazione ha chiesto al Governo di adottare provvedimenti per tamponare l’emergenza, sospendendo il pagamento di tasse, contributi e mutui e estendendo l’area d’intervento dei fondi di integrazione salariale. È necessario un intervento urgente, in soccorso alle imprese dell’intero territorio nazionale, prima che l’onda lunga delle cancellazioni si trasformi in uno tsunami, costringendo molte imprese a ridurre il personale o addirittura a chiudere i battenti. Ci si aspetta pertanto un intervento forte e mirato del Governo affinché le imprese turistiche non siano lasciate da sole. Bisogna rendersi conto che in questa Nazione se crolla il turismo, non ce n’è più per nessuno! – 28 febbraio 2020 – salvatorecaccaviello

Fonte: Ansa

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