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Djuric fa sognare, poi Sau rovina la festa: una grande Salernitana fa 1-1 col Benevento

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TABELLINO BENEVENTO  – SALERNITANA

BENEVENTO (4-3-2-1): Montipò; Maggio, Volta, Caldirola, Letizia; Hetemaj, Schiattarella, Viola (19’ st Improta); Kragl (20’ pt Insigne), Sau (34’ st Moncini); Coda. A disp. Manfredini, Gori, Rillo, Del Pinto, Pastina, Basit, Gyamfi, Di Serio, Barba. All. P. Inzaghi

SALERNITANA (3-5-2): Micai; Aya, Migliorini, Jaroszynski; Lombardi (40’ st Lopez), Akpa Akpro, Dziczek, Maistro, Kiyine (31’ st Cicerelli); Gondo (28’ st Giannetti), Djuric. A disp. Vannucchi, Billong, Curcio, Cerci, Capezzi, Jallow, Di Tacchio, Karo, Heurtaux, Giannetti. All. Ventura

Arbitro: Lorenzo Illuzzi di Molfetta (Grossi/Maccadino). IV uomo: Giovanni Ayroldi di Molfetta

NOTE. Marcatori: 8’ st Djuric (S), 24’ st Sau (B); Ammoniti: Maggio, Caldirola, Viola (B), Jaroszynksi, Maistro, Kiyine, Gondo (S); Espulso Improta (B) al 50’ st; Angoli: 5-0; Recupero: 2’ pt – 5’ st; Spettatori: 11261 di cui circa 3000 da Salerno.

BENEVENTO. Sogna con Djuric, poi si risveglia con Sau. Soffre, ma non molla. E alla fine può essere soddisfatta. Una grande Salernitana si va a prendere un punto a Benevento, a casa della più forte, dimostrando di esserci con la testa, prima che con le gambe. I granata giocano una partita di carattere e determinazione, di sciabola e fioretto. Il cavalluccio riesce anche ad andare in vantaggio, poi però il Benevento fa valere l’enorme gap tecnico e pareggia con Sau. Alla fine è assedio delle streghe, ma la Salernitana non molla. Serviva una prova di maturità e Ventura può essere soddisfatto: la Salernitana c’è e i playoff adesso non possono più essere solo un desiderio. Anche perché guardare la classifica, negli ultimi cinque anni, non è mai stato così piacevole.

LA CRONACA. Si respira sin da subito aria di derby, il freddo clima del Sannio è riscaldato dai tantissimi falli che accendono la partita dai primissimi minuti. L’arbitro Illuzzi fatica a tenere in mano la partita, estrae cartellini con estrema facilità e non aiuta a mantenere gli animi tranquilli. È battaglia, ma la Salernitana non ha paura. Anzi, sono proprio i granata a entrare meglio in campo. La squadra di Ventura si dispone con il solito 3-5-2, Aya gioca (bene in difesa) mentre Maistro agisce (benissimo) da mezz’ala. Il cavalluccio occupa il campo in ampiezza e prova subito ad affondare, in 7 minuti sono tre i tiri in porta anche se nessuno preoccupa Montipò. Il Benevento appare stordito, poi Scozzarella alza il livello tecnico a centrocampo e permette alle streghe di riordinarsi. Inzaghi non regala sorprese, in campo c’è l’ormai rodato 4-3-2-1 anche se Kragl alza bandiera bianca dopo pochi minuti: in campo va Insigne.

Aya anticipa Coda, poi Letizia calcia alto: il Benevento si accende e si spegne in un minuto, poi è solo Salernitana. Nel possesso palla, ma soprattutto nelle occasioni: tra un fallo e l’altro i granata calciano con Gondo e poi con Maistro (41’, prima parata di Montipò). La formazione di Ventura si difende con ordine e parte in contropiede e come sempre al segnale di Lombardi scatena l’inferno: l’esterno granata accelera, guadagna punizioni, aizza la folla. Leader tecnico e non solo.

Nel secondo tempo la Salernitana concretizza quanto di buono organizzato nei primi 45’. Dopo otto minuti Lombardi (e chi se no?) riceve palla da Djuric che dimostra di saper fare anche il regista, salta Letizia e restituisce il favore al bosniaco che con la specialità della casa sovrasta Volta e fa letteralmente impazzire i circa 3mila tifosi della Salernitana. Come se servisse un ulteriore scossa per accendere il derby. Aumentano ritmi e intensità, in campo e sugli spalti. E il Benevento si getta in attacco, schiacciando i granata negli ultimi 30 metri. La Salernitana regge botta, poi però arriva l’errore: Kiyine è frettoloso nel battere una rimessa laterale, le streghe rubano palla e sfondano: Improta tira, Sau ribatte e il Benevento pareggia.

La Salernitana accusa il colpo e non riesce più a uscire, mentre cresce la spinta del Benevento. Improta e Insigne ci provano due volte senza fortuna, poi sempre l’ex granata spaventa Micai scheggiando la traversa. I granata tremano, ma resistono. E alla fine festeggiano (dopo un gol dubbio annullato a Giannetti): un pareggio al Vigorito vale più di un punto. Esame superato, adesso è lecito crederci: del resto il secondo posto è solo a due punti…

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