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Sorrento, Teatro Tasso, Ciccio e Fofò: Cura ‘e paure cu mille culure! foto

Sorrento – Ieri, 18 gennaio 2020, serata finale della kermesse musicale “Sorrento Incontra” promossa dal Comune di Sorrento, Fondazione Sorrento e la Federalberghi Penisola Sorrentina, con il dottor Antonino Giammarino e la direzione artistica di Mvula Sungani. Si è conclusa così un’esperienza d’intrattenimento artistico di alto profilo che ha visto la partecipazione di artisti del calibro di Enzo Gragnaniello (Neapolis Mantra), Levante, i Foja, Maldestro, l’etoile Emanuela Bianchini, Flo, Gianni Aversano e i Damadakà, Gabriella Martinelli, Marina Mulopulos e Ginevra di Marco; ci auguriamo che la futura amministrazione tenga conto dell’ottimo lavoro svolto e ne premi gli artefici, sarebbe un vero peccato rinunciare a un format che ha visto grande partecipazione di pubblico e nomerosi apprezzamenti dagli addetti ai lavori. Ieri, come da copione scelto per gli ultimi due appuntamenti, la parte iniziale dello spettacolo è andata ad appannaggio di due quasi esordienti, Cyrus, giovane emengente della scena rap e urban napoletana che quest’estate aveva conquistato fama tra i tifosi azzurri con la sua “Tutti in ritiro“, e la cantante rumeno-partenopea Monica Sannino in arte BamBi che nel 2014 faceva il suo esordio partecipando a X Factor, presentandosi ai giudici con un applaudito “Madcon “Beggin”. Ieri sera invece Bam Bi, completamente calata nel genere raggaeton, che le sembra cucito addosso, ci ha fatto ascoltare brani molto interessanti su tutti “Bene Male” e “Dannato cuore mio”. Delizioso il duetto finale che i due giovani ospiti ci hanno offerto, un’unione tra rap e raggaeton in salsa melodico-partenopea. Guests star della serata due musicisti di grande talento Francesco Di Bella e Alfonso (Fofò) Bruno. La loro performance è sembrata a tutti adattissima alle tavole del teatro, se la chitarra di Fofò era esaltata dall’acustica del Teatro Tasso, il proscenio era un invito costante per Francesco Di Bella non solo a cantare ma a interpretare i suoi testi come un attore consumato. Mi è sembrato un po’ in piccolo, spero di non scrivere castronerie, quel passaggio che visse la musica dei 24 Grana che dai palcoscenici dei centri sociali approdò a quelli più famosi e esigenti del San Carlo prima e del Mercadante poi. La lirica di Francesco Di Bella è quella dell’artista maturo che ha alle spalle anni di gavetta e di esperienze a alti livelli, penso a quando apriva i concerti di Vasco Rossi, agli incontri fondamentali con Riccardo Sinigallia, Marina Rei e Filippo Gatti, senza dimenticare Almamegretta e 99 Posse, fino a Manu Chao, vado a memoria, e cito per ricordare che siamo di fronte a un signor musicista che sinceramente è un vero piacere ascoltare. Con lui c’è Alfonso Bruno, per gli amici Fofò, che con la chitarra può fare quello che vuole, dai tempi dei “Nani Sordi” e “Hard Dogs” ne è passata acqua sotto i ponti ma lui è come il buon vino, migliora di anno in anno, l’esperienza romana poi dell‘Angelo Mai, credo lo abbia arricchito notevolmente. Il folk e il prog che ci hanno offerto, ci ha ancora una volta incantati, se sorprendente è stata la versione di “Rivelazione” accattivante  quella di ’O Diavolo” ma tanti sono stati i momenti emozionanti del loro concerto, “Introdub” una magnifica poesia che ti rimane addosso. “Napoli ride int’a ‘na luce ‘e sole /chiena ‘e feneste aperte e d’uocchie nire” sono parole di Ferdinando Russo, a simili emozioni giunge spesso la poetica di Ciccio che Fofò culla con i suoi accordi da vero virtuoso della chitarrista.
Luigi De Rosa

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