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Salerno. L’Aula Magna del Da Vinci-Genovesi intitolata a Vittorio e Melissa

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A pochi mesi dalla loro prematura scomparsa, la comunità scolastica del liceo Da Vinci-Genovesi ha ricordato Melissa La Rocca e Vittorio Senatore, i due suoi alunni sedicenni, amici e compagni della classe III f, morti drasticamente in circostanze diverse, a distanza di poche settimane l’uno dall’altra. Quelli che sono stati i luoghi di studi e di sogni da ieri portano i loro nomi. Una targa dorata posta all’ingresso dell’aula magna del liceo è stata loro intitolata: un gesto simbolico, dal grande valore per fissare nella memoria la breve vita dei due ragazzi, compiuto nell’ambito di una cerimonia intensa, tanto commovente, a cui hanno partecipato il dirigente scolastico Nicola Annunziata, i sindaci di Salerno e di San Mango Piemonte, Enzo Napoli e Francesco di Giacomo e l’arcivescovo metropolita di Salerno Andrea Bellandi, oltre che tutto il corpo docente ed i genitori di Vittorio e Melissa. Poi c’erano i compagni di scuola con ancora tanta incredulità negli occhi.

COMMOZIONE

Durante l’intitolazione, durata pochi intensi minuti, il padre di Melissa ha voluto leggere una lettera, ma ci sono voluti gli applausi per aiutarlo a superare il nodo della commozione che priva della voce. “Il tuo ricordo, Mely – ha detto – rimarrà impresso tra queste mura e tu potrai seguire i tuoi compagni di oggi e di domani verso il raggiungimento dei loro obiettivi”. Anche la madre di Vittorio ha letto una dedica al figlio: “Tu sei amore; l’amore vive nei nostri cuori e nella nostalgia dei tuoi amici. Vivi perché sei amore e io ti rincontrerò. Nessuno muore per sempre”. A lei ha fatto eco il marito che ha aggiunto di essere felice perché “mio figlio non verrà dimenticato”. Mentre nell’aula si diffondevano le toccanti parole di Hallelujah intonata da una compagna di scuola, è spettato alle mamme dei due ragazzi tirare giù il telo scuro che copriva la targa. Targa che racconterà a tutti gli studenti del presente e del futuro le storie di due angeli. Di un ragazzo, capelli scuri, faccia pulita e sorriso sincero, originario di Cetara. Una notte calda di metà settembre, Vittorio percorreva la strada che da Salerno porta a Cava De’ Tirreni. Era in compagnia di un amico e insieme viaggiavano a bordo di uno scooter quando sono rimasti coinvolti in un incidente risultato mortale al povero Vittorio. E poi di una ragazza, per tutti un angelo biondo di nome Melissa: occhi chiari, sorriso timido, tifosa della Salernitana, che un giorno, il 7 ottobre scorso, era alla lavagna, interrogata dalla prof. di matematica, quando ha avvertito un malore fatale proprio sotto gli occhi dei suoi compagni di classe. Sono storie diverse, ma così vicine tra loro, non solo nel tempo, ma soprattutto nell’essenza perché sono destini incomprensibili di due vite spezzate troppo presto. Ed oggi i loro nomi sono diventati presenza eterna e costante nel loro liceo.

Rosanna Gentile Il Mattino

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